Ulisse riesce a tornare a Itaca, ritrova Penelope e combatte i Proci insieme a Telemaco, ma il suo viaggio non termina con la riconquista del trono. Nel finale di Odissea, Christopher Nolan trasforma infatti il ritorno dell’eroe in una scelta di responsabilità: Ulisse affida il regno al figlio e parte verso occidente con Penelope.
Il film, nelle sale italiane dal 16 luglio 2026, riprende la struttura frammentata del poema e la lega a temi ricorrenti nel cinema di Nolan: il tempo perduto, la memoria, il peso delle decisioni e il tentativo di raggiungere una famiglia che non può essere ritrovata esattamente come la si era lasciata. Per un quadro sul progetto, sul cast e sulla produzione è disponibile tutto quello che sappiamo su The Odyssey di Christopher Nolan.
Attenzione: da questo punto seguono spoiler completi sulla trama e sul finale di Odissea.
Odissea: la trama completa del film
Il racconto non comincia con Ulisse in viaggio, ma con il vuoto lasciato dalla sua assenza. Sono trascorsi vent’anni dalla partenza del re di Itaca: dieci consumati nella guerra di Troia e altri dieci nel tentativo di tornare. Nella sua reggia, Penelope cerca di proteggere il trono e il figlio Telemaco dai Proci, nobili che occupano la casa, consumano le sue ricchezze e pretendono che la regina scelga un nuovo marito.
Il più pericoloso è Antinoo, interpretato da Robert Pattinson. Dietro la promessa di ristabilire l’ordine, il pretendente vuole eliminare Telemaco e impossessarsi del regno. Penelope continua a prendere tempo, mentre il figlio parte per cercare notizie del padre. A Sparta incontra Menelao ed Elena e ascolta il racconto della caduta di Troia, comprendendo che la vittoria dei Greci ha distrutto moralmente anche i vincitori.
Parallelamente, Ulisse vive sull’isola di Calipso. La ninfa, interpretata da Charlize Theron, lo trattiene da sette anni in una condizione sospesa e attenua i suoi ricordi attraverso il loto. Recuperando progressivamente la memoria, Ulisse ricostruisce il viaggio iniziato dopo il saccheggio di Troia. Nolan usa così i flashback non soltanto per mostrare le avventure più celebri, ma per far emergere la verità che il protagonista ha cercato di rimuovere.
La prima colpa risale alla guerra. Ulisse ha ideato l’inganno del cavallo e ha reso possibile l’ingresso dei Greci nella città. Il successo militare si è però trasformato in un massacro, lasciandogli un debito verso i morti e verso gli uomini sacrificati alla sua strategia. È il punto di partenza del tormento del personaggio affidato a Matt Damon in Odissea.
Dopo Troia, Ulisse sceglie una rotta diversa da quella della flotta di Agamennone. La decisione conduce i suoi uomini nella grotta di Polifemo. Per fuggire, l’eroe acceca il Ciclope e nasconde i superstiti sotto il gregge. Una volta al sicuro, però, non rinuncia a proclamare la propria identità: il gesto soddisfa il suo orgoglio ma provoca l’ira di Poseidone, padre di Polifemo.
Il viaggio diventa una progressiva perdita di uomini e autorità. Ulisse affronta i Lestrigoni, mentre il rapporto con Euriloco si spezza perché il comandante continua a nascondere pericoli e informazioni all’equipaggio. Sull’isola di Circe, i marinai vengono trasformati in maiali; Ulisse costringe la maga a restituire loro l’aspetto umano e riceve l’indicazione di scendere nell’Ade.
Nel regno dei morti, Ulisse incontra le conseguenze delle proprie scelte. Tiresia gli anticipa le prove ancora da affrontare: il canto delle Sirene, il passaggio tra Scilla e Cariddi e la rovina provocata dalla profanazione del bestiame sacro del Sole. Ulisse conosce quindi il rischio, ma resta convinto di poter piegare il destino con l’astuzia.
Superate le Sirene, l’eroe conduce la nave davanti a Scilla senza rivelare interamente la profezia ai compagni. Alcuni uomini vengono divorati e la fiducia dell’equipaggio crolla. Quando la fame spinge i superstiti a uccidere gli animali sacri, la punizione divina distrugge la nave. Ulisse è l’unico sopravvissuto e raggiunge Calipso, dove il trauma viene sepolto insieme ai ricordi.
Accettata finalmente la verità, Ulisse lascia l’isola su una zattera e approda a Itaca. Qui salva Telemaco dall’agguato organizzato da Antinoo, ma non rivela immediatamente la propria identità. Entra invece nella reggia travestito da mendicante. Soltanto il vecchio cane Argo lo riconosce prima di morire.
Il finale di Odissea spiegato
Penelope annuncia che sposerà l’uomo capace di tendere l’arco di Ulisse e di superare la prova preparata nella sala. Nessuno dei Proci riesce nell’impresa. Il mendicante chiede allora di tentare, tende l’arma senza difficoltà e scaglia il colpo decisivo. Penelope comprende chi ha davanti, mentre Ulisse e Telemaco fanno chiudere le porte e impediscono ai pretendenti di raggiungere le armi.
Comincia così lo scontro finale. Ulisse vorrebbe tenere il figlio lontano dalla strage per non trasmettergli anche il proprio debito morale, ma Telemaco è costretto a combattere e salva il padre. Antinoo muore per ultimo: la caduta dell’uomo che voleva cancellare la famiglia reale sancisce la riconquista della casa, ma non restituisce a Ulisse l’innocenza perduta.
Dopo il combattimento, Penelope raggiunge il marito. La restituzione della spilla di Atena conferma definitivamente la sua identità. Ulisse è vivo e potrebbe riprendere il trono, ma comprende che restare significherebbe alimentare un’altra spirale di vendetta. Ha ucciso uomini accolti nella propria casa e le famiglie dei Proci reclamerebbero il suo sangue.
Per questo rinuncia al potere, lascia Itaca a Telemaco e accetta l’ordine di dirigersi verso occidente per onorare con sacrifici gli uomini morti durante il viaggio. Penelope sceglie di accompagnarlo. L’ultima partenza non cancella quindi il ritorno: dimostra che la casa recuperata da Ulisse è prima di tutto la relazione con la moglie, non il palazzo o la corona.
In che cosa il finale è diverso dal poema di Omero?
Nell’adattamento dell’Odissea di Omero, Nolan conserva la prova dell’arco, l’uccisione dei pretendenti e il ricongiungimento con Penelope, ma modifica la soluzione politica. Nel Libro XXIV del poema, i parenti dei Proci cercano vendetta e lo scontro viene fermato dall’intervento di Atena e dalla volontà di Zeus, che impongono la pace.
Nel film non è una pacificazione divina a chiudere la faida. È Ulisse a sottrarsi volontariamente al trono, spezzando la catena prima che Telemaco debba ereditarla. La variazione rende l’eroe più direttamente responsabile della conclusione e sposta il centro del finale dal ripristino dell’ordine alla rinuncia.
Il significato di Odissea
Tornare a casa non significa tornare indietro
Il significato centrale del film è racchiuso nel nostos, il ritorno. Ulisse attraversa il mare per raggiungere il luogo da cui è partito, ma il tempo ha cambiato lui, Penelope, Telemaco e Itaca. La casa non può cancellare vent’anni di assenza. Il protagonista deve quindi rinunciare all’illusione di recuperare la vita precedente e costruire una nuova forma di appartenenza.
Memoria e identità
Il loto di Calipso rappresenta la tentazione di vivere senza dolore, ma anche senza identità. Finché Ulisse non ricorda la sorte dei compagni, non può scegliere davvero di tornare. La memoria è dolorosa, tuttavia è ciò che gli permette di riconoscere le proprie responsabilità. In questa prospettiva, mostri e dèi non sono soltanto ostacoli esterni: danno una forma visibile alla colpa, alla paura e all’orgoglio del reduce.
Destino e libero arbitrio
Ulisse conosce le profezie ma crede di poterle dominare. La sua intelligenza salva ripetutamente il gruppo, mentre la sua superbia produce nuove catastrofi. Il film non oppone in modo semplice destino e libertà: mostra piuttosto che l’uomo è libero di decidere come affrontare ciò che non può controllare. Nel finale Ulisse smette di sfidare ogni limite e usa la libertà non per conquistare, ma per rinunciare.
La guerra continua dopo la vittoria
Troia è la ferita originaria. L’inganno del cavallo ha reso Ulisse un eroe, ma ha anche trasformato la sua astuzia in uno strumento di sterminio. Il viaggio può essere letto come il ritorno impossibile di un soldato che ha portato la guerra dentro di sé. Persino la strage dei Proci riproduce nella reggia la presa di una città assediata: Ulisse torna a casa usando la stessa violenza dalla quale vorrebbe liberarsi.
Telemaco eredita il futuro, non la colpa
Lasciare il trono a Telemaco conclude il percorso di formazione del figlio. All’inizio il giovane vive nell’ombra di un padre mitico; alla fine incontra un uomo fallibile, ferito e responsabile di errori enormi. Ulisse gli consegna Itaca ma tenta di non consegnargli anche la propria guerra. È questo il gesto che rende possibile un futuro diverso.
Domande frequenti su Odissea
Ulisse muore nel finale?
No. Ulisse sopravvive allo scontro con i Proci, rinuncia al trono e parte verso occidente insieme a Penelope.
Ulisse torna davvero a Itaca?
Sì. Raggiunge Itaca, salva Telemaco, entra nel palazzo travestito da mendicante e supera la prova dell’arco prima di rivelarsi.
Chi governa Itaca alla fine?
Il regno viene affidato a Telemaco. La scelta indica il passaggio da una generazione segnata dalla guerra a una chiamata a ricostruire.
Zendaya interpreta Circe?
No. Zendaya interpreta Atena, la divinità alleata di Ulisse. Circe è la maga che trasforma i marinai e indirizza l’eroe verso il regno dei morti.
Il film è fedele all’Odissea di Omero?
Il film conserva la struttura fondamentale, i personaggi e molte prove del poema, ma comprime diversi episodi e modifica la conclusione. Per osservare in anticipo l’impostazione spettacolare del viaggio si può recuperare il final trailer di Odissea.
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