Ozzy Osbourne, rivelazioni shock prima della morte

L'autobiografia postuma di Ozzy Osbourne svela decenni di eccessi e battaglie personali. La sorpresa: la nicotina è stata la sua dipendenza più difficile.

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Autore: Redazione ,

Il mondo della musica ha perso una leggenda, ma Ozzy Osbourne ha lasciato in eredità un'ultima, esplosiva confessione. La sua autobiografia postuma "Last Rites", pubblicata lo scorso 7 ottobre, è un viaggio senza filtri attraverso decenni di eccessi rock, momenti iconici e battaglie personali che hanno segnato gli ultimi anni del Principe delle Tenebre. Annunciata appena due settimane prima della sua morte per arresto cardiaco nella sua casa di Birmingham, in Inghilterra, il memoir rappresenta il testamento definitivo di un'icona che ha rivoluzionato l'heavy metal e conquistato una nuova generazione come star della reality TV.

La dipendenza più difficile da sconfiggere? Non quella che immaginate. Nonostante una carriera leggendaria costellata di eccessi con ogni tipo di sostanza, Osbourne ha rivelato che la nicotina è stata "la sostanza più dipendente che abbia mai messo nel mio corpo, senza ombra di dubbio". Una confessione sorprendente da parte di chi ha sperimentato praticamente ogni droga esistente, ma che sottolinea quanto il tabacco sia insidioso anche per chi ha attraversato gli inferni della dipendenza.

Il frontman dei Black Sabbath ha anche condiviso un'esperienza che lo ha portato vicino alla morte durante la lavorazione dell'album "Ozzmosis" del 1995, quando ha mischiato vodka e codeina. Sul propofol, la sostanza che ha causato la morte di Michael Jackson, Osbourne non ha usato mezzi termini, definendo "assolutamente folle" l'utilizzo notturno del farmaco da parte del Re del Pop.

"Quando ho morso il suo collo, ho capito molto velocemente che non era fatto di gomma"

Il pipistrello che ha definito una carriera resta uno degli episodi più controversi e discussi della storia del rock. Nel memoir, Osbourne ha finalmente chiarito una volta per tutte che si è trattato di un incidente: pensava fosse un pipistrello giocattolo quando un fan lo ha lanciato sul palco. Diverso il discorso per la colomba decapitata durante un meeting con l'etichetta discografica nel 1981, un gesto che il rocker ha ammesso di rimpiangere profondamente, dichiarando che porterà quel peso "fino alla tomba".

La parentesi televisiva con "The Osbournes" su MTV ha trasformato Ozzy, la moglie Sharon e i figli Jack e Kelly in fenomeni della cultura pop all'inizio degli anni 2000, ma il musicista ha rivelato di aver tirato un sospiro di sollievo quando lo show si è concluso nel 2005. "Mi piaceva essere in The Osbournes, ma odiavo lavorare in TV. È un nido di vipere", ha scritto, aggiungendo con il suo tipico humor nero che quando l'ultimo cameraman se n'è andato, è stato liberatorio "poter andare in bagno senza un microfono boom sopra la testa".

Il libro svela anche momenti inaspettatamente intimi con altre celebrità. Matthew Perry, scomparso tragicamente nel 2023, frequentava regolarmente gli incontri degli Alcolisti Anonimi a casa Osbourne, descritto dall'artista come "il ragazzo più divertente e talentuoso". Anche David Bowie condivideva con Ozzy conversazioni sulla sobrietà prima della sua morte nel 2016, dimostrando come dietro le icone del rock esistessero legami profondi forgiati dalla lotta comune contro le dipendenze.

Tra gli aneddoti più bizzarri, Osbourne ha menzionato il gesto inaspettato di Re Carlo III, che all'epoca era ancora Principe del Galles, di inviargli una bottiglia di scotch dopo il grave incidente in quad bike del musicista. Peccato che Sharon abbia immediatamente confiscato il prezioso dono, relegandolo nel "solaio del non ritorno" dove nasconde le cose dal marito.

Il memoir ha anche smontato definitivamente le voci su un presunto patto suicida tra Ozzy e Sharon, definendole "stronzate". Il rocker ha però espresso chiaramente il suo desiderio riguardo al fine vita, chiedendo alla moglie di "staccare la spina" o portarlo in Svizzera per un'uscita di scena "come un vichingo", qualora le sue condizioni di salute dovessero renderlo necessario.

Nonostante i problemi di salute che dal 2019 hanno progressivamente limitato la sua mobilità, Ozzy Osbourne non aveva perso la voglia di creare. Nel libro aveva rivelato di avere già in mente un nuovo album, dichiarando che sebbene non avrebbe più potuto esibirsi dal vivo, la musica restava parte integrante della sua vita. "Ho avuto una vita rumorosa. Ora sono pronto per un po' di silenzio", aveva scritto, esprimendo il desiderio di rimanere in Inghilterra piuttosto che tornare a Los Angeles. Un'ultima riflessione poetica da parte di un artista che ha vissuto ogni momento al massimo volume, lasciando un'eredità indelebile nella storia della musica e della cultura pop mondiale.

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