Sanremo, Al Bano attacca Conti: "È Schettino"

Al Bano attacca indirettamente Carlo Conti paragonando la gestione di Sanremo al naufragio della Costa Concordia, con un riferimento esplicito al comandante Schettino.

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Autore: Redazione ,

Una frecciata al vetriolo che ha fatto immediatamente il giro del mondo dello spettacolo italiano: Al Bano Carrisi ha scelto le pagine del settimanale Oggi per regolare i conti con il Festival di Sanremo e, senza mai nominarlo direttamente, ha riservato una stoccata durissima al direttore artistico Carlo Conti. La metafora scelta dal leone di Cellino San Marco è tutt'altro che elegante, e non poteva passare inosservata.

"Sanremo è come una nave e tutto dipende sempre dal comandante. Ci sono quelli bravi, capaci di tenere la rotta e portare la nave in porto anche attraverso tempeste di polemiche", ha esordito Al Bano. Poi il colpo finale, servito con un sorriso: "E poi ci sono gli Schettino, che riescono a complicarsi la vita pure col mare calmo." Il riferimento al comandante della Costa Concordia, simbolo del naufragio più discusso della storia recente italiana, è inequivocabile nella sua durezza, pur restando tecnicamente anonimo.

"Cancellare con un colpo di spugna decine di partecipazioni e successi entrati nella memoria collettiva in Italia e nel mondo mi pare una scelta davvero incomprensibile."

A innescare la rabbia dell'artista pugliese non è solo la mancata partecipazione al festival, ma qualcosa che lui stesso definisce incredibile: la sua esclusione dagli spot istituzionali della Rai che celebrano i grandi successi della kermesse nelle piazze italiane. Canzoni che hanno fatto la storia del festival, trasmesse in tutta Italia, ma senza una sola nota firmata Al Bano. "Me l'hanno riferito e mi sembra incredibile. Credo di aver contribuito alla storia del Festival", ha dichiarato con amarezza, ricordando le decine di partecipazioni e i successi che hanno varcato i confini nazionali.

La chiosa finale dell'artista suona come una porta che si chiude definitivamente: "Ora se mi chiamano rispondo: no, grazie." Una dichiarazione che certifica la rottura con la manifestazione più celebre della musica italiana, almeno finché le cose non dovessero cambiare radicalmente. Il riferimento velato potrebbe toccare anche l'operato del predecessore Amadeus, che ha guidato il festival per cinque edizioni consecutive, anche se il timing dell'intervista punta chiaramente all'attuale gestione.

D'altronde, il Festival di Sanremo 2026 sembra già avviato su binari polemici, come da migliore tradizione. Tra i casi più chiacchierati c'è quello di Andrea Pucci, il comico che avrebbe dovuto salire sul palco dell'Ariston come co-conduttore ma che ha fatto marcia indietro dopo che il suo nome aveva scatenato un vespaio di critiche sui social e non solo. Una rinuncia che ha alimentato ulteriori discussioni sulla gestione delle scelte artistiche e comunicative della direzione.

A completare il quadro movimentato, Carlo Conti si è trovato a dover rispondere anche all'accusa di guidare un festival dai colori politici troppo marcati. Il conduttore toscano ha respinto al mittente ogni insinuazione con una battuta secca e diretta: "Mica chiedo cosa voti", ha replicato dopo aver ricevuto il celebre tapiro d'oro di Striscia la Notizia. Una risposta che ha chiuso il dibattito almeno sul fronte televisivo, ma che non ha placato le voci nel settore.

Quello che emerge con chiarezza è un clima di tensioni crescenti attorno alla manifestazione più seguita della televisione italiana, con personaggi storici del festival che si sentono messi da parte e nuove polemiche che si accumulano prima ancora che le luci dell'Ariston si accendano. Per Al Bano, la musica — almeno quella di Sanremo — sembra destinata a suonare senza di lui. Almeno per ora.

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