L'Italia si prepara a un 2026 ricco di novità che toccheranno la vita quotidiana dei cittadini in molti ambiti diversi. La manovra economica, che dovrebbe ricevere il via libera definitivo martedì 30 dicembre, vale oltre 22 miliardi di euro e introduce modifiche sostanziali che vanno ben oltre gli aspetti fiscali più pubblicizzati. Accanto al taglio dell'Irpef e alle misure sulla prima casa, arrivano infatti cambiamenti significativi nei trasporti, nei documenti di identità, negli acquisti online e persino nel riconoscimento del volontariato.
Sul fronte fiscale, la manovra conferma la riduzione dell'Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro e l'esclusione della prima casa dal calcolo dell'Isee con una franchigia che arriva a 91.500 euro, estesa fino a 200mila euro nelle 14 città metropolitane. Viene prorogata la flat-tax al 5% per gli aumenti contrattuali, estesa anche ai rinnovi del 2024, mentre per gli affitti brevi la cedolare secca resta al 21% per la prima casa e sale al 26% dalla seconda in poi.
Chi fuma vedrà aumentare il costo delle sigarette già dal primo gennaio. L'incremento delle accise comporterà un rincaro medio di 15 centesimi nel 2026, destinato a superare complessivamente i 40 centesimi nell'arco dei prossimi tre anni. Attualmente un pacchetto costa tra i 5,30 e i 5,50 euro, ma anche i liquidi per sigarette elettroniche subiranno ritocchi al rialzo. L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato incrementare le entrate fiscali, dall'altro scoraggiare il consumo di tabacco per ragioni di salute pubblica.
Una delle novità più rilevanti riguarda i pedaggi autostradali, con l'introduzione del diritto al rimborso in caso di disagi dovuti a cantieri o blocchi del traffico. Il sistema, che diventerà operativo progressivamente nel corso dell'anno, prevede rimborsi calcolati in base alla lunghezza del percorso e all'entità del ritardo accumulato. Per tragitti inferiori ai 30 chilometri, il rimborso scatta indipendentemente dal ritardo, mentre per distanze tra 30 e 50 chilometri serve uno scostamento di almeno 10 minuti, che salgono a 15 per percorsi superiori ai 50 chilometri.
In caso di blocco totale del traffico, il rimborso varia dal 50% del pedaggio per attese tra 60 e 119 minuti, al 75% per blocchi tra 120 e 179 minuti, fino al rimborso totale oltre i 180 minuti. I rimborsi saranno gestiti automaticamente attraverso una app unica valida per tutti i gestori autostradali, mentre chi preferisce canali tradizionali potrà utilizzare numeri verdi o portali web dedicati. Non sono previsti rimborsi per importi inferiori a 10 centesimi o per cantieri emergenziali nati da incidenti o eventi meteo.
Dal 3 agosto 2026 sparisce definitivamente la possibilità di viaggiare all'estero con la carta d'identità cartacea, anche se ancora valida. Per uscire dai confini nazionali, anche solo nell'area Schengen, diventa obbligatoria la carta d'identità elettronica o il passaporto. La Cie, in formato tessera plastificata, contiene un microchip che memorizza dati biometrici incluse foto e impronte digitali. Molti Comuni stanno già sollecitando i cittadini a rinnovare i documenti vecchi: la prenotazione può avvenire anche online attraverso il sito del Viminale, con un costo compreso tra 16,79 e 22 euro.
Anche chi viaggia verso Paesi extraeuropei dovrà abituarsi a nuove procedure. Le impronte digitali e il controllo biometrico dei documenti sostituiscono i tradizionali timbri di ingresso e uscita sul passaporto. Il sistema digitale EES (Entry/Exit System) è già attivo negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa e nei porti di Genova e Civitavecchia da ottobre scorso. Entro il 10 aprile tutti gli ingressi in Italia avverranno con questa modalità, che registra dati biometrici come impronte digitali, riconoscimento facciale e scansione dell'iride insieme ai dati del passaporto.
Gli appassionati di shopping online provenienti da piattaforme extraeuropee dovranno fare i conti con una nuova tassa sui pacchi. Dal 2026 viene introdotto un contributo di 2 euro per ogni pacco proveniente da Paesi extra-UE con valore inferiore a 150 euro che richiede adempimenti doganali. Come precisa Altroconsumo, non si tratta di una tassa su tutti gli acquisti online né riguarda le spedizioni intra-UE, ma solo le importazioni di basso valore da Paesi terzi. Secondo le stime della Ragioneria Generale, la misura interesserà circa 327 milioni di spedizioni all'anno.
Il 2026 porta buone notizie per chi dedica tempo al volontariato. Coincidendo con l'Anno internazionale del volontariato per lo sviluppo sostenibile, l'Italia introduce il riconoscimento formale delle competenze acquisite attraverso attività di volontariato, spendibili in ambito lavorativo, formativo, scolastico e universitario. Gli oltre 136mila enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo settore possono certificare le abilità sviluppate dai volontari, a patto che l'attività superi le 60 ore nell'arco di dodici mesi.
Non bastano partecipazioni sporadiche a eventi benefici o raccolte fondi: serve un progetto formativo strutturato, con un colloquio preliminare, un tutor dedicato e la documentazione dei compiti svolti e delle abilità acquisite. I dati del volontariato resteranno a disposizione e potrebbero essere integrati nella carta d'identità digitale, offrendo ai giovani in particolare nuove opportunità per arricchire il proprio curriculum e ottenere punteggi aggiuntivi nei concorsi pubblici.
Sul fronte della mobilità urbana condivisa si registra invece una battuta d'arresto significativa. Il car sharing in modalità free floating, che permetteva di lasciare l'auto ovunque in città, sta per scomparire dalle principali metropoli italiane. Enilive, proprietaria del servizio Enjoy, ha annunciato che da metà gennaio le auto potranno essere prelevate e riconsegnate solo negli Enjoy Point presso stazioni di servizio, aeroporti e stazioni ferroviarie, eliminando l'accesso alle ZTL e richiedendo il pagamento dei parcheggi a strisce blu.
L'Osservatorio Nazionale di Sharing Mobility conferma che dopo la pandemia il mercato del car sharing si è dimezzato. Le continue vandalizzazioni hanno fatto lievitare i costi di manutenzione e gestione, mentre i comuni hanno progressivamente preferito orientarsi verso veicoli elettrici in condivisione, privilegiando invece la crescita di bike sharing e servizi di monopattini. Non si tratta di un addio definitivo al servizio, ma certamente di un ridimensionamento che segna la fine di un'epoca per la mobilità condivisa nelle città italiane.
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