Shawn Levy non ha paura di ammettere i propri ripensamenti creativi, e lo fa pubblicamente prima ancora che il suo Star Wars: Starfighter arrivi nelle sale nel maggio 2027. In una mossa insolita per Hollywood, dove solitamente i drammi produttivi emergono mesi dopo l'uscita di un film tramite indiscrezioni anonime, il regista ha rivelato durante il podcast "On Film... With Kevin McCarthy" di aver completamente riscritto e rigirare il terzo atto del suo attesissimo blockbuster con Ryan Gosling. Una trasparenza rara nel mondo dei cinecomic e dei franchise miliardari, soprattutto quando si tratta della galassia lontana lontana.
La decisione sarebbe arrivata spontaneamente, senza pressioni esterne dalla Disney o dalla Lucasfilm, almeno secondo quanto dichiarato da Levy stesso. "Avevamo un'idea completamente diversa per qualcosa che succede nel terzo atto, non ha funzionato, sono stato costretto a inventarmi una cosa nuova", ha spiegato il filmmaker. "E proprio ora sto girando quella parte del film. Ogni giorno ringrazio che ciò che volevo fare non abbia funzionato, perché la nuova idea è di gran lunga migliore di quella originale."
Forte del successo planetario di Deadpool & Wolverine, che ha garantito alla Disney un incasso mondiale di oltre 1,3 miliardi di dollari, Levy può certamente permettersi una certa libertà creativa. Tuttavia, il regista non nasconde la pressione unica che comporta lavorare su un progetto Star Wars, franchise che da quasi cinquant'anni rappresenta molto più di semplice intrattenimento per milioni di fan in tutto il mondo.
"Lavorare su Star Wars ti porta una tensione più difficile da gestire e unica, più di qualsiasi altro film, perché ti ci avvicini sapendo quanto sia profondo il legame emotivo che il pubblico ha", ha confessato Levy. "Potresti dire che valga lo stesso discorso per la Marvel e per altri marchi, ma niente ha un culto religioso come Star Wars. Quindi ti autoinfliggi il bisogno, la necessità pressante di farlo venir bene. È roba intensa!"
La candidezza di Levy contrasta nettamente con la tradizionale omertà hollywoodiana sui reshoot e i cambiamenti dell'ultimo minuto, spesso rivelati solo da fonti anonime o "gole profonde" che raccontano di attori rimossi, finali modificati sotto pressione degli studios e intere porzioni di pellicola rigirate. In questo caso, invece, il pubblico viene informato direttamente dal regista delle modifiche in corso, un approccio che potrebbe rivelarsi strategico per gestire le aspettative dei fan notoriamente esigenti del franchise.
Per Starfighter c'è comunque tempo: il film non rappresenterà il ritorno cinematografico della saga dopo il divisivo Episodio IX - L'ascesa di Skywalker del 2019. Quell'onore spetterà infatti a The Mandalorian & Grogu di Jon Favreau, atteso nelle sale il 20 maggio 2026. Solo dopo, nel 2027, scopriremo se i ripensamenti creativi di Levy avranno dato i frutti sperati, portando nuova linfa a una galassia cinematografica che negli ultimi anni ha trovato maggiore successo sulle piattaforme streaming che sul grande schermo.
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