Per un universo narrativo che deve ancora trasformare il rilancio in abitudine, il primo weekend conta più di una semplice posizione in classifica. Supergirl è arrivata in sala con il peso di misurare la tenuta del nuovo corso DC, ma l’esordio al box office la mette subito in rincorsa: secondo le stime domenicali degli studios, il film ha raccolto 38 milioni di dollari tra Stati Uniti e Canada e altri 30 milioni dai mercati internazionali.
Il dato resta provvisorio, con i numeri definitivi attesi lunedì, ma la distanza dal vertice è già netta. Toy Story 5 ha conservato il primo posto nel weekend con 70 milioni di dollari domestici e 89,1 milioni internazionali, salendo a 585 milioni globali in due settimane. Il confronto non fotografa soltanto due incassi: mette uno di fronte all’altro un franchise animato già lanciato e un capitolo DC chiamato a dare continuità a una fase ancora in costruzione.
È qui che l’apertura della Ragazza d’Acciaio diventa più delicata. Supergirl è il secondo film cinematografico del nuovo DCU dopo Superman del 2025, indicato a 618 milioni di dollari worldwide: un precedente che rende inevitabile leggere il debutto non come un episodio isolato, ma come un primo test sulla capacità del marchio di allargare il percorso oltre il suo personaggio più riconoscibile.
Il calendario DC, intanto, non si ferma. Clayface è previsto a ottobre, mentre Man of Tomorrow è in produzione per luglio 2027: due passaggi che arrivano dopo un avvio meno incisivo del necessario per Supergirl. La prima indicazione del botteghino è quindi semplice e scomoda: il film parte dietro al principale rivale del weekend e consegna a DC Studios un risultato da verificare subito alla prova dei dati definitivi.
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