The Addams Family: il fumetto bandito dalla rivista

La popolare sitcom degli anni '60 ebbe un impatto negativo sulle strisce a fumetti originali di Charles Addams per il New Yorker.

Immagine di The Addams Family: il fumetto bandito dalla rivista
Autore: Redazione ,
Libri e fumetti
3' 29''
Fonte

Nel vasto universo della cultura pop americana, poche opere hanno vissuto una trasformazione editoriale così travagliata quanto quella della famiglia più macabra del fumetto statunitense. La Famiglia Addams, nata dalle matite gotiche di Charles "Chas" Addams sulle pagine del prestigioso New Yorker, si trovò al centro di una battaglia culturale inaspettata quando, negli anni '60, la televisione decise di trasformare quelle vignette cupe e taglienti in una sitcom per famiglie. Ciò che pochi sanno è che questo successo televisivo costò al suo creatore la possibilità di disegnare i suoi personaggi più iconici per oltre vent'anni, vittima di un editoriale che considerava la TV un'arte inferiore rispetto alla carta stampata.

La storia inizia nel 1932, quando Addams diventa collaboratore fisso del New Yorker con le sue vignette monocromatiche dal sapore macabro. Nel 1938 appare per la prima volta quella che diventerà la famiglia più celebre del fumetto horror: un clan di creature spettrali che abitano una magione infestata, antitesi perfetta della tipica famiglia americana patinata. Senza nome inizialmente, questi personaggi conquistano gradualmente le pagine della rivista, comparendo in ben 58 strip solo negli anni '50. La popolarità cresce a tal punto che nel 1962 vengono prodotti i primi gadget, e la matriarca Morticia insieme alla figlia Wednesday ricevono finalmente un nome proprio attraverso una linea di bambole.

L'approdo televisivo del 1964 con la sitcom ABC "The Addams Family" rappresenta una svolta epocale. Il cast stellare include Carolyn Jones nei panni di Morticia, John Astin come il carismatico Gomez, Lisa Loring nel ruolo della piccola Wednesday, e Ted Cassidy come l'indimenticabile maggiordomo Lurch. Anche gli altri membri della famiglia ricevono finalmente un'identità completa: Pugsley (Ken Weatherwax), lo Zio Fester (Jackie Coogan), la nonna Grandmama (Blossom Rock), la Mano (Thing, accreditata come "Itself") e Cugino Itt (Felix Silla). Lo show diventa immediatamente un fenomeno culturale.

L'editore William Shawn proibì ad Addams di disegnare la sua famiglia più famosa dal 1964 al 1987, considerando la sitcom un prodotto di "bassa cultura" indegno delle pagine del New Yorker

Ma dietro le quinte del New Yorker si consumava un dramma editoriale. William Shawn, editor della rivista, detestava profondamente l'adattamento televisivo. Per Shawn, il New Yorker rappresentava l'élite intellettuale americana, un bastione di giornalismo raffinato e umorismo sofisticato destinato a lettori cosmopoliti e colti. Le vignette originali di Addams incarnavano perfettamente questo spirito: cupe, sardoniche, un ammiccamento complice tra adulti. La sitcom, invece, era tutt'altra cosa: più chiassosa, ricca di slapstick e gag verbali, decisamente orientata a un pubblico di massa.

La trasformazione dei personaggi risultava particolarmente evidente nel Gomez televisivo: da creatura tozza e orripilante delle strip originali, Astin lo aveva reso un dongiovanni affascinante e impetuoso, con una chimica sessuale palpabile con Morticia che non trovava corrispondenze nei fumetti. Questo elemento di sensualità esplicita, unito alla natura mainstream dello show ABC, rappresentava per Shawn tutto ciò che il New Yorker non doveva essere. La sua decisione fu drastica: vietare ad Addams di disegnare qualsiasi strip della Famiglia Addams finché lui fosse rimasto alla guida della rivista.

Il bando durò incredibilmente fino al 1987, anno in cui Shawn lasciò la direzione. Durante questo lungo esilio creativo, però, Addams dimostrò tutta la sua arguzia: iniziò a inserire membri della famiglia negli sfondi di altre vignette, come Easter egg per i fan più attenti. Una strip del 1979, venduta all'asta nel 2017 per la considerevole cifra di 16.250 dollari, mostra Zio Fester e Grandmama come passeggeri di una metropolitana. Osservatori acuti potevano scorgere Gomez e Morticia tra la folla in numerose altre illustrazioni.

Nel 1988, finalmente libero dal divieto editoriale, Addams tornò a disegnare ufficialmente la sua creatura più amata per il New Yorker. Tragicamente, quello stesso anno il cartoonist morì, lasciando un'eredità che avrebbe continuato a prosperare ben oltre la sua vita. La sitcom originale, cancellata nel 1966 dopo due stagioni, aveva ormai trasformato la Famiglia Addams in un franchise multimediale inarrestabile: due serie animate, un reboot televisivo, i celebri film live-action degli anni '90 con Anjelica Huston e Raul Julia, due lungometraggi animati recenti e, ultimo arrivato, lo show Netflix "Wednesday" con Jenna Ortega che ha conquistato una nuova generazione di fan nel 2022. Un'ironia che probabilmente avrebbe divertito lo stesso Addams: la sitcom che gli costò vent'anni di censura editoriale garantì l'immortalità culturale ai suoi personaggi.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!