Ultimo compie 30 anni e si confessa ai fan

Ultimo festeggia 30 anni con una confessione: dopo Sanremo 2019 gli dissero che si era rovinato la carriera da solo. Il cantante ricorda quel momento difficile.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il mondo della musica italiana celebra un compleanno speciale: Ultimo spegne oggi 30 candeline e sceglie di farlo con una confessione intima che rivela uno dei momenti più bui della sua carriera. Il cantautore romano, che negli ultimi anni ha dominato le classifiche e riempito gli stadi da nord a sud della penisola, ha affidato ai social una lunga lettera che è al tempo stesso un viaggio nella memoria e una dichiarazione d'amore ai suoi fan. Ma tra i ricordi felici e le pietre miliari di un percorso artistico folgorante, emerge un retroscena inedito che risale al 2019, l'anno del controverso secondo posto a Sanremo con I tuoi particolari.

"Non l'ho mai detto ma dopo quella conferenza stampa del 2019 un addetto ai lavori mi disse 'te la sei rovinata da solo la carriera'", confessa Ultimo ripercorrendo quello che avrebbe potuto essere un punto di svolta negativo. Il riferimento è al momento in cui, durante la conferenza stampa post-Festival, l'artista aveva sbottato di fronte ai giornalisti con la celebre frase "dovete sempre rompe er...", scatenando un'ondata di polemiche che avevano fatto tremare il suo entourage professionale. "Tornando in stanza rimbombavano dentro di me quelle sue cazzo di parole", racconta con la sincerità che da sempre caratterizza il suo rapporto con il pubblico.

L'episodio aveva scatenato in Niccolò Moriconi (questo il vero nome dell'artista) dubbi profondi sul proprio futuro: "Io che avevo voluto così tanto vivere con la musica ero riuscito col mio spirito kamikaze a rovinare anche questo?! Non riuscivo a perdonarmelo". Una notte insonne al telefono con il suo manager Antonello e poi, all'alba, il messaggio che avrebbe cambiato tutto: Clemente (il suo storico collaboratore) gli comunicava che l'Olimpico era quasi sold out. "Non ho mai sospirato così forte e mi sono detto che forse non era ancora finita", ammette l'artista, rivelando quanto quel momento di crisi avesse rischiato di minare la sua fiducia.

Te la sei rovinata da solo la carriera

La lettera di Ultimo, scritta dall'altra parte dell'oceano dove si trova attualmente con amici e famiglia, ripercorre tutti i momenti chiave di una carriera decennale che ha visto il ragazzo di San Basilio conquistare il cuore di milioni di italiani. "Dalla casa con Tonno a scrivere Pianeti, al quinto piano sopra tutti a fumare fino a tardi, alla vittoria di Sanremo Giovani che ho dedicato a Vale", ricorda l'artista citando gli esordi e il trionfo nella categoria emergenti del Festival che lo lanciò definitivamente nel panorama musicale nazionale.

Il cantautore ripercorre poi le tappe fondamentali: Peter Pan e gli instore nei centri commerciali, il debutto tra i Big a Sanremo, il tour dei 20 palazzetto, le lacrime al primo Olimpico, l'annuncio degli stadi e poi lo stop forzato della pandemia. Nel 2021 arriva Solo e l'album Quel filo che ci unisce diventa, nelle sue parole, "la mia nuova speranza". Seguono le gambe che tremavano prima del Circo Massimo nel 2022 e poi il ritorno trionfale negli stadi che ha caratterizzato gli ultimi anni della sua carriera.

Ma il 2024 ha portato anche un'altra svolta fondamentale nella vita di Ultimo: la nascita del piccolo Enea, avuto dalla compagna Jacqueline Luna Di Giacomo, figlia dell'attrice Heather Parisi. "Che mi insegna a rimanere disincantato dalle cose della vita", scrive con tenerezza il neo-papà, dimostrando come la paternità abbia aggiunto un'ulteriore dimensione alla sua maturità artistica e personale.

Arrivando alla soglia dei 30 anni, Ultimo guarda al futuro con rinnovata consapevolezza: "Eccomi qui ora a credere che ci aspettino dai 30 ai 40 anni altri 10 anni pieni ma insieme. Che continueremo ogni anno a crederci... in questa favola che è per sempre". Una dichiarazione che suona come una promessa ai fan che lo hanno sostenuto anche nei momenti più difficili, dimostrando che quel presunto "suicidio professionale" del 2019 era in realtà solo l'inizio di un percorso ancora più luminoso. E chiude con la sua ironia caratteristica: "E poi alla fine sai che c'è? Che sono un cazzo di acquario!".

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