Ursula von der Leyen conquista l'India con la moda

Von der Leyen conquista l'India indossando abiti tradizionali locali: la scelta porta alla firma di un accordo commerciale da 4 miliardi di euro e all'abbattimento dei dazi.

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Autore: Redazione ,

Un accordo commerciale da 4 miliardi di euro siglato grazie al guardaroba. Sembra incredibile, eppure Ursula von der Leyen ha trasformato la sua visita di stato in India in un masterclass di diplomatic dressing, abbandonando il suo iconico completo giacca-pantalone per abbracciare totalmente la moda indiana. Il risultato? Non solo standing ovation dalla stampa locale e conquista del cuore degli indiani, ma soprattutto la firma della "madre di tutti gli accordi" tra Unione Europea e India, che si traduce in un abbattimento dei dazi sui prodotti europei di proporzioni storiche.

Durante il Vertice UE-India, la presidente della Commissione Europea ha orchestrato una strategia vestimentaria degna di un film di spionaggio diplomatico. Per le celebrazioni della festa della Repubblica a Nuova Delhi, dove è stata ospite d'onore insieme ad Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, von der Leyen ha sfoggiato uno sherwani (giacca tradizionale lunga) in broccato oro e rosso bordeaux realizzato in preziosa seta Banarasi. Il capo, firmato da Rajesh Pratap Singh, uno dei designer più celebri del paese con oltre vent'anni di carriera, è stato tessuto dagli artigiani di Varanasi, considerati i custodi della millenaria tradizione tessile indiana.

Ma la presidente non si è fermata a un singolo gesto simbolico. Per la cena ufficiale ha indossato un'altra creazione di Singh, stavolta color champagne, abbinata a una sciarpa di seta giallo curcuma realizzata con la tecnica bandhani, l'antica arte della tintura a nodi praticata in Gujarat e Rajasthan. L'accessorio portava la firma di Abraham & Thakore, altra eccellenza dell'artigianato indiano. Come tocco finale, ha aggiunto una gamusa, il panno rettangolare tradizionale dell'Assam con bordi rossi e motivi intrecciati, simbolo profondo di rispetto e ospitalità nella cultura del Nord-Est indiano.

"Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi", ha dichiarato trionfante von der Leyen sui social, mostrando come la sua giacca fosse diventata sintesi perfetta del deal

Il colpo da maestro è arrivato al memoriale del Mahatma Gandhi, dove von der Leyen ha reso omaggio al leader storico e firmato l'accordo commerciale indossando un bandhgala in raso di seta blu Europa. La giacca, caratterizzata da delicati ricami Resham fatti a mano, ritagli di pizzo artigianale e dettagli 3D, è una creazione di Anamika Khanna, stilista nata a Calcutta e molto influente a Bollywood, il cui portfolio vanta clienti internazionali del calibro di Gigi Hadid, Colman Domingo e Shakira. Un capolavoro di diplomazia tessile che fondeva in un unico capo i protagonisti del vertice.

L'entusiasmo del mondo della moda indiana è stato palpabile. Sunil Sethi, presidente del Fashion Design Council of India, non ha risparmiato elogi: "Ci riempie di immenso orgoglio assistere alla presidente della Commissione Europea con le creazioni di designer indiani per una visita così storica. La sua scelta appropriata non è stata solo una dichiarazione di stile ma un omaggio allo straordinario talento di artigiani e tessitori indiani la cui arte racconta la storia del nostro patrimonio sulla scena mondiale".

Anche lo stesso Rajesh Pratap Singh si è dichiarato onorato: "È un privilegio che Ursula von der Leyen indossi un vestito proveniente dall'India durante la sua visita di stato", sottolineando come il broccato fosse stato realizzato dai maestri tessitori di Varanasi, depositari di una tradizione secolare.

L'accordo siglato porterà benefici significativi proprio al settore tessile indiano, che si propone come alternativa competitiva alla concorrenza cinese. Una coincidenza che rende le scelte di von der Leyen ancora più strategiche e simbolicamente potenti. Mentre Antonio Costa si è limitato al classico completo blu, la leader europea ha dimostrato che nel 2025 la diplomazia passa anche attraverso il rispetto culturale espresso nell'abbigliamento, trasformando ogni outfit in un messaggio politico ed economico.

Un cambio radicale per chi ci aveva abituato al look minimalista con giacca corta e pantaloni a sigaretta. Ma evidentemente, quando ci sono 4 miliardi di euro di dazi in gioco, anche il guardaroba più consolidato può essere rivoluzionato. E con risultati straordinari.

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