Valentino, finto nipote Oscar Garavani smascherato

Una questione di cognome e presunti legami familiari agita la memoria dello stilista scomparso: Oscar Garavani si presenta come pronipote, ma secondo l'unico nipote riconosciuto sarebbe solo omonimia.

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Autore: Redazione ,

Una questione di cognome, presunti legami di sangue e documenti mai esibiti: è questa l'esplosiva controversia che sta travolgendo la memoria di Valentino Garavani, lo stilista italiano scomparso lo scorso 19 gennaio. Al centro della disputa c'è Oscar Garavani, un 59enne ex modello e designer di accessori che per anni si è presentato pubblicamente come pronipote del Maestro della moda. Ma secondo Piero Villani, 77 anni e unico nipote riconosciuto dello stilista, si tratterebbe di un clamoroso caso di identità fasulla che sfrutta una semplice omonimia. Una vicenda che si intreccia inevitabilmente con la questione dell'eredità milionaria del creatore del celebre brand Valentino.

La bomba è esplosa attraverso una lettera ufficiale firmata "La famiglia del Maestro Valentino Garavani" e inviata al Corriere della Sera. Nelle righe scritte da Villani, figlio di Wanda (l'unica sorella di Valentino, deceduta nel 1997), non c'è spazio per ambiguità: Oscar Garavani non avrebbe alcun vincolo di parentela con lo stilista. "Trattasi di mera omonimia", tuona il 77enne, smontando anni di interviste, apparizioni pubbliche e dichiarazioni rilasciate dall'ex modello ai media italiani. Secondo la ricostruzione di Villani, l'intera narrazione sarebbe costruita su fondamenta inesistenti, a partire dall'asserita esistenza di un fratello di Valentino da cui Oscar discenderebbe.

La questione genealogica è cruciale: Valentino Garavani aveva effettivamente una sola sorella, Wanda, il che renderebbe Piero Villani l'unico nipote legittimo del designer. Eppure Oscar Garavani ha continuato per anni a presentarsi come parte della famiglia, raccontando di un nonno che sarebbe stato fratello dello stilista. "Ho sfilato per Armani, Versace, Ferré e anche per mio zio Valentino", dichiarava già nel 2020 all'ANSA, costruendo un'immagine pubblica di erede non solo biologico ma anche professionale del genio della moda italiana.

"Ci sentivamo al telefono e quando c'era occasione ci vedevamo", racconta Oscar, dipingendo un rapporto personale che la famiglia nega sia mai esistito

Interpellato nuovamente dal Corriere dopo la pubblicazione della lettera di Villani, il 59enne non ha fatto marcia indietro. Anzi, ha rilanciato affermando di possedere documenti in grado di dimostrare la parentela: "Villani avrà le carte dal mio avvocato", ha dichiarato con tono battagliero. Tuttavia, questi documenti non sono ancora stati resi pubblici né esibiti ufficialmente, alimentando il mistero intorno alla sua identità. Per anni i media lo hanno definito "il nipote di Valentino" senza che emergessero smentite pubbliche, ma anche senza che venissero mai fornite prove certificate della parentela.

La tempistica della controversia non è casuale: l'apertura del testamento di Valentino è prevista nelle prossime settimane, e la posta in gioco è evidentemente altissima. Oscar Garavani ha raccontato di conversazioni con lo stilista in cui quest'ultimo gli avrebbe promesso un coinvolgimento nella successione, pur senza specificare in che modo. "Mi aveva detto che sarei stato coinvolto, ma non sappiamo ancora in che modo", ha affermato, lasciando intendere aspettative concrete sull'eredità.

Eppure, in una mossa che potrebbe sembrare contraddittoria, l'ex modello ha tenuto a precisare di non essere interessato al patrimonio dello stilista. "Ho sentito che Valentino ha cambiato il testamento un anno e mezzo fa, ma se non dovessi essere tra gli eredi non mi interessa", ha dichiarato. E ancora: "Sembrerà strano perché ci sono di mezzo tanti soldi, ma non ho mai voluto nulla. A Valentino ho voluto bene personalmente, ci siamo visti varie volte". Parole che suonano come un tentativo di smarcarsi dall'accusa più grave: quella di aver costruito una falsa identità per motivi puramente economici.

La vicenda solleva interrogativi inquietanti sul controllo delle identità nel mondo dello spettacolo e della moda. Come è stato possibile che per anni un uomo si presentasse pubblicamente come parente di una delle figure più iconiche della moda italiana senza che emergessero verifiche approfondite? E quali saranno le conseguenze legali se, come sostiene la famiglia ufficiale, si trattasse effettivamente di un caso di millantato credito familiare? La risposta potrebbe arrivare proprio dall'apertura del testamento e dall'eventuale battaglia legale che ne seguirà, con gli avvocati di entrambe le parti pronti a sfoderare le carte che ciascuno sostiene di possedere. Nel frattempo, la memoria di Valentino Garavani resta intrappolata in una controversia che mescola affetti familiari, eredità milionarie e una questione di identità ancora tutta da chiarire.

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