Il regista del film su Stefano Cucchi: "Abbiamo pensato che l’unico modo per poter fare un film che raccontasse la storia di Stefano era quello di non barare, quello di non avere pregiudizi. Quello di fare un film che dicesse tutta la verità che appariva dei verbali e poi forse, proprio per una conformazione mia mentale: un atteggiamento proprio con cui vedo il mondo. E quindi penso che le cose meno urlate, in realtà servano molto di più alla ricerca della verità di un film polemico, manicheo, che divide il mondo in buoni e cattivi con una sbarra e con un muro".