La scena con il protagonista al museo, mentre ci prova con la modella... "Chi lavora è perduto" (in capo al mondo) è stato un film di esordio di Tinto Brass, del 1963. "... apologo sul disagio giovanile, del quale curò anche la sceneggiatura e il montaggio. Con una sorta di "anarchismo umoristico" il film narrava i disagi di un giovane che stenta a integrarsi nella società, ma questa insofferenza verso il potere e le sue istituzioni non venne apprezzata dai censori dell'epoca, che gli imposero di rigirare la pellicola da capo. Per tutta risposta Brass le cambiò solo il nome (Chi lavora è perduto), rendendo ancora più esplicito il messaggio politico-sociale." Fonte Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tinto_Brass#Gli_esordi_cinematografici