Facebook integrerà le chat di WhatsApp, Instagram e Messenger

Facebook è proprietaria dei tre servizi per la messaggistica più utilizzati al mondo, ovvero WhatsApp, Instagram Direct e Messenger. L'intenzione è quella di unificare le chat, che continueranno però a esistere come app autonome.

Autore: Pasquale Oliva ,

Facebook è il leader indiscusso dei social network, e non solo per la piattaforma madre lanciata nel 2004 da Mark Zuckerberg. Dopo una crescita sorprendentemente rapida e costante, sono stati infatti acquisiti servizi che oggi connettono miliardi di persone, ovvero Instagram e WhatsApp.

Stando a quanto riportato dal The New York Times, Facebook sta lavorando per consentire agli utenti che utilizzano Messenger, Instagram e WhatsApp di comunicare tra loro, anche utilizzando servizi diversi. Questi continueranno ad esistere sotto forma di applicazioni a sé stanti, l'aggiornamento riguarderà infatti "solo" le infrastrutture di base. Le conversazioni saranno ovviamente protette dalla crittografia end-to-end.

Di seguito il commento di un portavoce di Facebook:

Vogliamo realizzare la migliore esperienza di messaggistica possibile. Gli utenti vogliono che questa sia veloce, semplice, affidabile e privata. Stiamo lavorando affinché i nostri prodotti per la messaggistica siano ancora più protetti, e stiamo prendendo in considerazione vie per rendere ancora più semplice raggiungere amici e parenti sui network. Stiamo discutendo molto sui dettagli e su come questa soluzione funzionerà.

L'idea di Facebook di unire i servizi per la messaggistica di cui è proprietaria è sicuramente a favore degli utenti, che potranno comunicare nonostante l'utilizzo di piattaforme differenti. Oggi WhatsApp è un must-have su smartphone, ma lo stesso non si può dire di Facebook e Instagram, due social da cui molti hanno deciso di prendere le distanze.

Dai più diffidenti questa è invece vista come l'ennesima mossa di Facebook, non proprio un grande difensore della privacy, per cercare di raccogliere dati sugli iscritti da rivendere poi agli inserzionisti. Sarà davvero così?