Quentin Tarantino torna all'attacco e stavolta non usa mezzi termini. Il regista di Pulp Fiction ha nuovamente preso di mira Paul Dano, criticando senza filtri la sua performance nel celebre There Will Be Blood di Paul Thomas Anderson. E se in passato le sue osservazioni erano state più misurate, questa volta il cineasta sessantaduenne non ha risparmiato epiteti piuttosto duri durante un'intervista al podcast di Brett Easton Ellis, definendo l'attore nientemeno che "il più debole del sindacato degli attori" americano.
La questione è emersa mentre Tarantino presentava la sua personale classifica dei migliori venti film del ventunesimo secolo. There Will Be Blood, il capolavoro petrolifero del 2007 che valse l'Oscar a Daniel Day-Lewis, si è piazzato al quinto posto della lista, ma secondo il regista avrebbe potuto ambire al podio se non fosse stato per una "gigantesca falla": proprio la doppia interpretazione di Dano nei panni dei gemelli identici Eli e Paul Sunday.
"Il film avrebbe avuto buone possibilità di essere primo o secondo se non fosse per questo grande, enorme difetto", ha dichiarato Tarantino senza giri di parole. Il filmmaker ha definito Dano "debole, poco interessante" e ha lamentato che il progetto fosse concepito come un duello tra due giganti, ma che in realtà si sia rivelato uno scontro impari. Secondo lui, mettere a confronto Day-Lewis e Dano sarebbe come contrapporre Muhammad Ali a un pugile di categoria inferiore.
La stroncatura non si è fermata qui. Tarantino ha persino suggerito un'alternativa, indicando Austin Butler come scelta ideale per quel ruolo, lasciando intendere che l'interprete di Elvis avrebbe portato ben altro spessore al personaggio del predicatore antagonista del magnate del petrolio interpretato da Day-Lewis. "È una salsa debole, amico. È l'anello debole", ha rincarato la dose il regista, sottolineando come il film fosse pensato per essere un confronto alla pari tra due personalità potenti.
Non è la prima volta che il creatore di Kill Bill e Django Unchained punta il dito contro questa performance. In precedenza aveva già commentato che la recitazione di Dano sembrasse "un compromesso", pur ammettendo che non ci fosse nulla di tecnicamente sbagliato. La critica centrale rimane sempre la stessa: l'impossibilità di reggere il confronto con un mostro sacro della recitazione come Day-Lewis.
Vale la pena ricordare, però, le circostanze piuttosto complicate in cui Dano si trovò a lavorare. L'attore era stato inizialmente ingaggiato solo per interpretare Paul Sunday, ma quando l'attore originariamente scelto per Eli Sunday abbandonò il progetto all'ultimo minuto, il regista Paul Thomas Anderson decise di affidargli entrambi i ruoli. Dano ha rivelato di aver avuto appena tre giorni e mezzo per prepararsi al primo ciak, dovendo affidarsi principalmente a istinto e coraggio piuttosto che a una preparazione approfondita. "Mi sono buttato e ho dato tutto quello che avevo. Ero in buone mani con Paul e Daniel", ha spiegato l'attore parlando di quell'esperienza.
Le dichiarazioni di Tarantino riaccendono un dibattito che va oltre la singola performance, toccando il tema della critica cinematografica e del rispetto tra colleghi nell'industria hollywoodiana. Dano, dal canto suo, ha costruito negli anni una carriera solida e rispettata, da The Batman di Matt Reeves fino a The Fabelmans di Steven Spielberg, dimostrando versatilità e talento. Resta da vedere se l'attore risponderà pubblicamente alle nuove critiche del vulcanico regista, che non perde mai occasione per esprimere le sue opinioni senza diplomazia.
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