No, Io prima di te non è tratto da una storia vera. Il film del 2016 diretto da Thea Sharrock adatta il romanzo Me Before You di Jojo Moyes, pubblicato nel Regno Unito il 2 gennaio 2012. Louisa Clark, Will Traynor, le loro famiglie e la relazione che li unisce sono creazioni narrative.
La storia nasce però da esperienze e fatti documentati. Moyes aveva conosciuto da vicino le esigenze di due familiari dipendenti da assistenza continua. L’idea fu influenzata soprattutto dal caso di Daniel James, giovane rugbista britannico rimasto tetraplegico dopo un incidente durante un allenamento. Nel 2008 James raggiunse con i genitori Dignitas, organizzazione svizzera che accompagna al suicidio anche persone provenienti dall’estero. Morì il 12 settembre, a 23 anni. Questo episodio fornì al romanzo un nucleo etico e narrativo. Will non rappresenta Daniel James: età, incidente, ambiente sociale, relazione sentimentale e sviluppo degli eventi sono differenti. La finzione rielabora invece questioni reali legate alla disabilità, all’autodeterminazione, alla prevenzione del suicidio e alle responsabilità dei familiari.
L’origine della storia
Jojo Moyes costruì il romanzo partendo da due esperienze distinte. La prima riguardava due familiari bisognosi di assistenza continua e le conseguenze quotidiane della dipendenza dagli altri. La seconda era il caso di Daniel James, un giovane rugbista britannico diventato tetraplegico dopo un incidente sportivo avvenuto tra il 2007 e il 2008. James decise di raggiungere Dignitas in Svizzera e morì il 12 settembre 2008, accompagnato dai genitori.
Da questo materiale nacque una vicenda autonoma. Will è un ricco uomo d’affari trentenne, con un passato di viaggi e sport estremi, rimasto tetraplegico dopo essere stato investito da una motocicletta. Questi elementi sono inventati. Lo sono anche Louisa, il suo impiego come accompagnatrice, l’amore fra i due e il lascito finale con cui Will finanzia il futuro della giovane.
Daniel James non è il vero Will
Il caso di Daniel James costituisce lo spunto reale più vicino alla scelta raccontata nel film, senza trasformare il giovane rugbista nel modello biografico di Will Traynor. James aveva 23 anni e riportò la lesione durante un allenamento di rugby. Il protagonista immaginario ha un’altra età, un incidente stradale, una condizione economica privilegiata e una storia sentimentale costruita per il romanzo.
Coincide il nodo centrale: un cittadino britannico con tetraplegia raggiunge un’organizzazione svizzera per ottenere assistenza al suicidio. Cambiano identità, motivazioni narrative e percorso personale. Anche la promessa familiare di sei mesi comprime una procedura reale più articolata, che comprende documentazione, valutazioni mediche, verifica della capacità decisionale e controllo dell’assenza di motivazioni egoistiche nell’assistenza. Il film usa dunque un precedente autentico per formulare la scelta individuale di un personaggio inventato.
La cornice legale svizzera e britannica
Dignitas esiste dal 1998 e opera entro il quadro giuridico svizzero. L’articolo 115 del Codice penale, in vigore dal 1942, punisce l’assistenza al suicidio quando è motivata da fini egoistici. Nel suicidio assistito la persona interessata deve compiere autonomamente l’atto finale. L’uccisione diretta da parte di un terzo resta punibile e appartiene a una fattispecie diversa.
In Inghilterra e Galles il Suicide Act del 1961 ha depenalizzato il suicidio, lasciando reato l’incoraggiamento o l’assistenza, punibili fino a quattordici anni. I familiari che agevolano un viaggio possono quindi essere investigati. Nel dicembre 2008 la procura decise di non incriminare i genitori di Daniel James dopo aver esaminato documenti, pagamenti e organizzazione del viaggio. Quella decisione non rese legalmente autorizzata l’assistenza al suicidio nel Regno Unito. Nel febbraio 2010 furono pubblicati criteri più chiari per valutare prove e interesse pubblico in casi simili.
Tetraplegia, scelta e proteste
Il film rappresenta alcune conseguenze plausibili di una lesione cervicale del midollo spinale: dipendenza assistenziale, dolore, febbre, infezioni respiratorie e difficoltà nella regolazione della temperatura. Anche le capacità residue di Will risultano compatibili con la tetraplegia. Una persona può parlare, muovere la testa e controllare parzialmente una sedia motorizzata. Funzioni conservate, complicazioni e autonomia variano sensibilmente in base al livello e alla completezza della lesione.
La decisione di Will resta una scelta scritta per quel personaggio. Non descrive un esito inevitabile o tipico della tetraplegia. Nel maggio e giugno 2016, alla première londinese e durante l’uscita internazionale, gruppi per i diritti delle persone con disabilità protestarono contro il film. Gli oppositori contestarono l’associazione narrativa fra disabilità, dipendenza, peso per gli altri e morte preferibile. Il confronto riguardò anche la scarsa rappresentatività di una prospettiva concentrata sulla sofferenza.
Cosa c'è di reale nel film
La corrispondenza più solida riguarda il viaggio di un cittadino britannico con tetraplegia verso Dignitas e la cornice svizzera del suicidio assistito. Sono plausibili anche la dipendenza dall’assistenza, il dolore, le infezioni e le funzioni motorie residue mostrate da Will. Il possibile coinvolgimento penale dei familiari nel Regno Unito appartiene allo stesso contesto reale.
Il resto della trama è costruito per il romanzo: l’investimento da parte di una motocicletta, la ricchezza di Will, l’assunzione di Louisa, la relazione amorosa, la promessa dei sei mesi e il lascito finale. Il percorso verso Dignitas risulta inoltre compresso rispetto alle verifiche mediche, documentali e legali richieste. La morte di Will riflette una scelta individuale immaginaria e non rappresenta la varietà delle esperienze vissute dalle persone con lesioni midollari.
Domande frequenti
Io prima di te è una storia vera?
No. Io prima di te adatta il romanzo di Jojo Moyes e racconta personaggi ed eventi inventati. Il caso reale di Daniel James e le esperienze familiari dell’autrice contribuirono alla nascita del tema.
Cosa è successo davvero?
Daniel James rimase tetraplegico dopo un incidente durante un allenamento di rugby. Nel 2008 raggiunse Dignitas in Svizzera con l’aiuto dei genitori. Il suo caso alimentò il dibattito britannico sull’assistenza al suicidio all’estero e ispirò il nucleo etico del romanzo.
Come è andata a finire?
Daniel James morì presso Dignitas il 12 settembre 2008, a 23 anni. Nel dicembre successivo la procura decise di non incriminare i genitori dopo aver valutato il loro coinvolgimento nei documenti, nei pagamenti e nel viaggio. La decisione non legalizzò l’assistenza al suicidio nel Regno Unito.
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