Sì, I Swear racconta una storia vera. Il protagonista è John Craig Davidson, nato a Galashiels nel 1971, che visse fin dall’infanzia con una forma grave di sindrome di Tourette. I primi segnali comparvero intorno ai dieci anni: ammiccamenti continui, irrequietezza, poi tic motori e vocali, coprolalia e comportamenti compulsivi. A tredici anni, dopo un crollo psicologico, ricevette la diagnosi durante un ricovero di nove mesi.
La sua storia attraversa punizioni scolastiche, isolamento, un tentativo di suicidio, aggressioni e difficoltà con la polizia. Comprende anche l’accoglienza di Dottie e Chris Achenbach, l’incontro professionale con Tommy Trotter, il lavoro al Langlee Community Centre e una lunga attività nelle scuole, con le famiglie e presso le forze dell’ordine. Il documentario BBC John’s Not Mad, girato quando aveva sedici anni e trasmesso nel 1989, cambiò il modo in cui molti abitanti di Galashiels lo guardavano. Nel 2019 quell’impegno fu riconosciuto con un MBE.
I primi sintomi e la diagnosi
John Craig Davidson nacque il 1º giugno 1971 a Galashiels, negli Scottish Borders, in una famiglia con quattro figli. Intorno al 1981, a dieci anni, cominciò ad ammiccare di continuo e faticava a restare fermo. I sintomi si estesero a tic motori e vocali più gravi, coprolalia e comportamenti compulsivi. Le espressioni offensive erano involontarie e non rappresentavano convinzioni o intenzioni.
A tredici anni ebbe un grave crollo psicologico. Il ricovero durò nove mesi e portò alla diagnosi di sindrome di Tourette. I farmaci usati allora gli provocarono effetti molto pesanti e non gli furono utili. La sua condizione comprendeva anche disturbo ossessivo-compulsivo, ADHD, problemi sensoriali, scarso controllo degli impulsi e periodi depressivi. A scuola i sintomi furono trattati come cattiva condotta: venne rinchiuso in un armadio, umiliato davanti alla classe e sottoposto a punizioni fisiche.
Il fiume e John’s Not Mad
L’incomprensione scolastica, familiare e sociale aggravò la sofferenza di Davidson. In una fase di disperazione entrò in un fiume con l’intenzione di lasciarsi trascinare dalla corrente. Un testimone diede l’allarme; polizia e vigili del fuoco lo soccorsero e lo portarono in ospedale. La pressione sulla famiglia contribuì alla separazione dei genitori, mentre John lasciò la scuola senza qualifiche.
A sedici anni, tra il 1988 e il 1989, la BBC seguì la sua vita per John’s Not Mad. Il documentario fu trasmesso il 15 marzo 1989. Molti abitanti di Galashiels cambiarono immediatamente atteggiamento verso di lui. La notorietà lo espose anche a imitazioni e scherno. Il programma segnò l’inizio della sua funzione pubblica di ambasciatore della Tourette e della sua attività di sensibilizzazione.
La famiglia Achenbach
Nello stesso periodo John conobbe Dottie Achenbach, madre del suo compagno di scuola Murray ed ex infermiera di salute mentale. Dottie aveva ricevuto una diagnosi di tumore. Insieme al marito Chris accolse Davidson in casa quando aveva sedici anni. John rimase con gli Achenbach per circa venticinque anni e trovò in loro i propri genitori affettivi.
Dottie comprese la natura involontaria dei tic e lo accolse senza giudicarlo. Lei e Chris rimasero tra le persone più vicine a Davidson per decenni. Dottie continuò a collaborare con lui nelle attività di sensibilizzazione, mentre Chris sostenne il suo percorso e partecipò tra gli invitati alla cerimonia dell’MBE nel 2019. L’accoglienza iniziata nell’adolescenza divenne un legame familiare durato decenni.
Violenza, processo e lavoro
La visibilità pubblica non eliminò i pericoli. Davidson subì una grave aggressione con spranghe dopo che un tic vocale aveva offeso una giovane donna e trascorse settimane in convalescenza. Ebbe altri problemi con la polizia. Nel 1990, fuori dalla discoteca Digby’s di Galashiels, Owen Jardine riportò la frattura del naso. Davidson fu accusato di aggressione; il processo al Selkirk District Court terminò con la sua assoluzione.
Dopo diversi lavori manuali a tempo parziale, iniziò come volontario al Langlee Community Centre. Ottenne poi un impiego stabile da custode. Tommy Trotter, custode del centro, datore di lavoro e collega, diventò il suo mentore principale: gli diede accettazione, stabilità e fiducia. Dal 2002 Davidson lavorò anche part-time come operatore giovanile. Il documentario BBC The Boy Can’t Help It lo mostrò adulto nel centro, impegnato nel lavoro e nelle attività con i giovani.
L’attivismo e l’MBE
Dagli anni Novanta Davidson trasformò la notorietà in un impegno continuativo. Incontrò famiglie, parlò nelle scuole e con la polizia, offrì sostegno anche internazionale e organizzò incontri residenziali per giovani con Tourette. Il lavoro al centro comunitario e l’attività pubblica procedettero insieme. In questi incontri spiegò tic, coprolalia, impulsi e conseguenze dell’incomprensione attraverso la propria esperienza.
Nel 2019 entrò nel consiglio di Tourette Scotland e ricevette un MBE per il lavoro dedicato alla comprensione della sindrome e al sostegno delle famiglie. Durante l’investitura a Holyrood Palace gridò involontariamente “Fuck the Queen”. La regina e il personale erano informati sulla sua condizione, e la cerimonia proseguì regolarmente. Tommy Trotter morì il 3 giugno dello stesso anno, a sessantaquattro anni, dopo essere rimasto per decenni una figura fondamentale nella vita di Davidson. John ha continuato a vivere e lavorare a Galashiels.
Quanto è fedele il film alla realtà
Quanto è fedele il film? I Swear conserva i nuclei reali: le punizioni scolastiche, il tentativo di suicidio, l’aggressione, l’accoglienza degli Achenbach, il ruolo di Tommy e l’episodio dell’MBE. Modifica però la cronologia. Colloca i primi tic nel 1983, a dodici anni, anziché intorno al 1981; sposta al 1996 l’ingresso in casa Achenbach, avvenuto a sedici anni, e inserisce nello stesso blocco l’incidente della discoteca del 1990. Riduce John’s Not Mad a materiale finale, benché nel 1989 avesse già cambiato la vita pubblica di John. Anticipa di decenni la morte di Tommy, avvenuta nel 2019, e concentra l’avvio dell’attivismo nell’incontro con Lucy. La riconciliazione immediata con la madre dopo l’MBE è un’altra modifica: il dialogo familiare riprese soprattutto durante la preparazione del film, iniziata nel 2022.
Domande frequenti
I Swear è una storia vera?
Sì. I Swear racconta la vita di John Craig Davidson, nato a Galashiels nel 1971 e diagnosticato con la sindrome di Tourette a tredici anni. Dottie e Chris Achenbach, Tommy Trotter, il tentativo di suicidio, l’aggressione, il lavoro al Langlee Community Centre e l’MBE del 2019 appartengono alla sua vicenda reale.
Cosa è successo davvero a John Davidson?
I sintomi iniziarono intorno ai dieci anni e portarono a un ricovero di nove mesi. Davidson subì umiliazioni scolastiche, isolamento, violenze e una crisi familiare. A sedici anni fu protagonista di John’s Not Mad, poi trovò una famiglia affettiva negli Achenbach e stabilità al centro comunitario con Tommy Trotter. Negli anni successivi sviluppò un’attività continuativa con scuole, polizia, famiglie e giovani con Tourette.
Come è finita e che fine hanno fatto i protagonisti?
John Davidson ha continuato a vivere e lavorare a Galashiels e nel 2019 ha ricevuto un MBE. Dottie e Chris Achenbach sono rimasti figure familiari centrali; Dottie ha collaborato con lui nella sensibilizzazione. Tommy Trotter è morto il 3 giugno 2019 a sessantaquattro anni. I rapporti con i genitori sono rimasti poco stretti per molti anni, mentre il lavoro sul film, iniziato nel 2022, ha favorito un nuovo dialogo con la famiglia.
Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.
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