Sì, Killers of the Flower Moon è una storia vera. Il film racconta il nucleo documentato degli omicidi che colpirono la Nazione Osage durante gli anni del boom petrolifero. La ricchezza della comunità derivava dalle royalties del patrimonio minerario collettivo della riserva, distribuite attraverso 2.229 quote ereditarie chiamate headrights.
Quel denaro attirò tutori, amministratori e aspiranti eredi bianchi. Leggi discriminatorie limitavano il controllo degli adulti Osage sui propri beni, mentre matrimoni interessati, successioni, frodi e corruzione locale facilitarono una vasta appropriazione di ricchezza. William K. Hale organizzò la congiura centrale usando il nipote Ernest Burkhart, marito di Mollie Kyle, e diversi complici. Anna Brown fu uccisa con un colpo di pistola, Henry Roan venne assassinato per una polizza assicurativa e la casa di Reta e William Smith fu distrutta con una carica esplosiva. Le indagini federali portarono ad alcune condanne all’ergastolo, lasciando però irrisolta gran parte delle morti sospette.
La ricchezza degli Osage e le headrights
Il petrolio della riserva Osage veniva sfruttato dalla fine degli anni 1890. Le royalties trasformarono progressivamente gli Osage in una delle comunità con il reddito pro capite più alto del paese. L’Osage Allotment Act del 28 giugno 1906 divise le terre superficiali e conservò il patrimonio minerario in proprietà collettiva tribale. Le rendite furono ripartite in 2.229 quote ereditarie, chiamate headrights.
Queste quote rappresentavano una parte delle royalties collettive, anziché singoli appezzamenti petroliferi. Prima delle restrizioni introdotte nel 1925, potevano passare per successione anche a eredi esterni alla Nazione Osage. Una legge del 1921 ampliò inoltre il controllo sui fondi degli Osage classificati come incompetenti, soprattutto quelli considerati full-blood. Tutori bianchi amministravano così denaro e spese di adulti Osage. Il sistema razziale creò opportunità strutturali per sottrazioni, frodi e appropriazioni.
La famiglia di Mollie nel mirino
Ernest Burkhart sposò Mollie Kyle nel 1917. Mollie era una cittadina Osage titolare di una headright e apparteneva a una famiglia che aveva accumulato più quote attraverso le successioni. Nel 1918 sua sorella Minnie morì per una malattia consuntiva. La morte fu considerata sospetta in seguito, senza essere dimostrata giudiziariamente come omicidio.
Nel maggio 1921 Anna Brown, un’altra sorella di Mollie, scomparve e fu ritrovata in un burrone, uccisa da un colpo alla testa. Nello stesso periodo venne assassinato Charles Whitehorn, senza un collegamento giudiziariamente provato con la congiura Hale-Burkhart. La madre Lizzie Q. Kyle morì nel luglio 1921 dopo una malattia. Fu sospettato un avvelenamento, la cui natura omicidiaria non venne accertata in tribunale. Ogni morte nella famiglia modificava la futura distribuzione delle headrights e favoriva la concentrazione delle quote nel nucleo Burkhart.
Gli omicidi provati
William K. Hale, allevatore e uomo d’affari conosciuto come King of the Osage Hills, coltivava un’immagine pubblica da benefattore. Intanto utilizzava Ernest, John Ramsey e altri complici per ottenere headrights e denaro. Il 6 febbraio 1923 Henry Roan, cittadino Osage ed ex marito tradizionale di Mollie, fu assassinato con un colpo di pistola. Hale aveva stipulato su di lui una polizza da 25.000 dollari e incaricò Ramsey di ucciderlo.
Nel marzo 1923 una carica esplosiva distrusse la casa di Reta e William E. Smith. Reta e la domestica Nettie Brookshire morirono immediatamente; William morì quattro giorni dopo. Ernest trasmise agli esecutori gli ordini per l’attentato. Si dichiarò poi colpevole dell’omicidio di William Smith e implicò Hale. Kelsie Morrison confessò invece di avere sparato ad Anna Brown su incarico di Hale, anche se la sua condanna fu successivamente annullata.
Indagini, processi e condanne
Il Consiglio tribale Osage chiese formalmente investigatori federali nell’aprile 1923. Le prime indagini del Bureau of Investigation furono ostacolate da intimidazioni e depistaggi. Nel 1925 il caso passò a Tom White, ex Texas Ranger, che guidò una squadra comprendente agenti sotto copertura. Hale, Ernest e Ramsey furono arrestati nel gennaio 1926.
Ernest si dichiarò colpevole nel giugno 1926 e ricevette l’ergastolo. Hale e Ramsey furono condannati definitivamente all’ergastolo nel 1929 per l’omicidio di Henry Roan. La condanna inflitta a Morrison per Anna Brown venne annullata nel 1931, perché era stata utilizzata una confessione resa in cambio dell’immunità. Hale e Ramsey ottennero la libertà condizionale nel 1947. Ernest, liberato e poi reincarcerato dopo un furto, ricevette la grazia piena nel 1966. Le sentenze coprirono soltanto una frazione delle morti avvenute durante il Reign of Terror.
Quanto è fedele il film alla realtà
Il film riproduce con accuratezza il sistema delle headrights, i tutori bianchi, la doppia immagine pubblica di Hale e i principali delitti contro Anna Brown, Henry Roan e gli Smith. Sposta però il matrimonio di Ernest e Mollie dal 1917 al periodo successivo alla guerra e attribuisce a Ernest un conflitto morale privato che non può essere verificato.
La partecipazione di Mollie alla delegazione ricevuta da Calvin Coolidge non è documentata. Anche la precisa catena operativa dell’avvelenamento mostrata nel film non fu provata in giudizio. L’indagine di Tom White e i procedimenti vengono compressi, mentre nella realtà durarono anni e attraversarono giurisdizioni, processi, ricorsi e giurie bloccate. La danza nel petrolio e lo specifico programma radiofonico finale sono costruzioni cinematografiche.
Domande frequenti
Killers of the Flower Moon è una storia vera?
Sì. Il film deriva dalla storia reale degli omicidi Osage e dalla congiura organizzata da William K. Hale con Ernest Burkhart, John Ramsey e altri complici.
Che cosa è successo davvero?
Durante il boom petrolifero, leggi discriminatorie, tutori bianchi, successioni e amministrazioni corrotte facilitarono l’appropriazione delle royalties Osage. Hale cercò di concentrare le headrights della famiglia di Mollie nel nucleo Burkhart e di incassare l’assicurazione sulla vita di Henry Roan. Anna Brown e Roan furono uccisi a colpi di pistola; la casa degli Smith venne fatta esplodere.
Come è andata a finire?
Ernest confessò il proprio coinvolgimento e fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di William Smith. Hale e Ramsey ricevettero l’ergastolo per l’assassinio di Henry Roan, ma furono liberati sulla parola nel 1947. Mollie divorziò da Ernest e riottenne nel 1931 il controllo dei propri beni. Almeno due dozzine di persone morirono violentemente o in circostanze sospette; le registrazioni Osage comprendono oltre sessanta morti misteriose o irrisolte.
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