Sì, La tempesta perfetta è una storia vera. Il film ricostruisce la vicenda dell’Andrea Gail, un peschereccio commerciale in acciaio di circa 22 metri scomparso nell’Atlantico nordoccidentale alla fine di ottobre del 1991. A bordo si trovavano il capitano Frank William “Billy” Tyne Jr. e cinque marinai: Robert “Bobby” Shatford, Dale “Murph” Murphy, David “Sully” Sullivan, Michael “Bugsy” Moran e Alfred Pierre.
L’imbarcazione era partita da Gloucester, in Massachusetts, il 20 settembre per una campagna di pesca al pesce spada. Dopo aver lavorato sui Grand Banks e al Flemish Cap, iniziò il ritorno verso il New England. L’ultimo contatto radio documentato risale alla sera del 28 ottobre: l’equipaggio riferì onde di circa nove metri e venti compresi fra 50 e 80 nodi, senza segnalare un’emergenza. Poco dopo, mentre un grande ciclone extratropicale si intensificava nella zona, ogni comunicazione cessò. Nessuno dei sei uomini tornò a casa.
Il viaggio dell’Andrea Gail
L’Andrea Gail lasciò Gloucester il 20 settembre 1991, diretta ai Grand Banks. Era un peschereccio costruito nel 1978 e impiegato nella pesca al pesce spada. I risultati iniziali della campagna furono insufficienti, così l’imbarcazione proseguì più a est verso il Flemish Cap. Il viaggio durava ormai da oltre cinque settimane quando, fra il 26 e il 27 ottobre, il capitano Billy Tyne avviò il ritorno verso il New England.
Alle 15:15 circa del 27 ottobre, l’Andrea Gail comunicò alla stazione radio della Guardia costiera canadese di St. John’s la propria posizione: 44°25′ N, 49°05′ O. L’attrezzatura da pesca era stata stivata e la rotta puntava verso casa. Nello stesso giorno, i previsori marittimi annunciarono la formazione di una grande tempesta nell’Atlantico settentrionale entro circa 36 ore.
L’ultimo contatto radio
La mattina del 28 ottobre, le trasmissioni meteorologiche destinate ai naviganti definirono pericoloso il sistema in rapido sviluppo. Quella sera l’Andrea Gail entrò in contatto radio con l’Hannah Boden, un’altra imbarcazione dello stesso armatore, comandata da Linda Greenlaw. Il peschereccio si trovava presso 44°00′ N, 56°40′ O e affrontava onde di circa 30 piedi, poco più di nove metri, con venti fra 50 e 80 nodi.
Fu l’ultima comunicazione documentata. Billy Tyne non dichiarò un’emergenza e dall’Andrea Gail non partì alcun SOS conosciuto. Greenlaw si trovava circa 600 miglia più a est e superò la tempesta, rientrando in sicurezza. Fra il 29 e il 30 ottobre, lei e l’armatore Robert Brown tentarono più volte di ristabilire il collegamento con il peschereccio, senza ricevere risposta.
La formazione della tempesta
Fra il 28 e il 30 ottobre, un grande ciclone extratropicale si intensificò rapidamente vicino all’ultima posizione conosciuta dell’Andrea Gail. Il sistema nacque dall’interazione fra un centro di bassa pressione, aria fredda e secca associata a un forte anticiclone e l’energia tropicale dell’uragano Grace. L’umidità e l’energia di Grace contribuirono allo sviluppo della tempesta; l’uragano perse poi la propria identità nella circolazione extratropicale.
La cosiddetta tempesta perfetta fu quindi principalmente un ciclone extratropicale. Grace raggiunse al massimo la categoria 2. L’Andrea Gail era già sulla rotta di ritorno prima della fase più violenta e nessuna testimonianza permette di conoscere le decisioni prese a bordo dopo l’ultimo contatto. Il maltempo estremo resta il fattore determinante più probabile nella perdita dell’imbarcazione.
Le ricerche e l’inchiesta
Alle 18:15 circa del 30 ottobre, Robert Brown segnalò ufficialmente l’Andrea Gail come dispersa alla Guardia costiera statunitense. Dal 31 ottobre al 9 novembre, forze statunitensi e canadesi condussero una vasta ricerca aerea e navale su oltre 109.000 miglia quadrate. Le operazioni furono sospese la sera del 9 novembre, quando la probabilità di trovare superstiti era ormai trascurabile.
Il 6 novembre, sulla costa sudoccidentale di Sable Island, fu recuperata la radioboa EPIRB dell’Andrea Gail. Era funzionante, però non aveva trasmesso alcun segnale e non fu possibile stabilire la posizione del suo interruttore al momento della scomparsa. Il relitto e i corpi non furono trovati. Il 17 dicembre 1993, l’inchiesta indicò il capovolgimento o l’allagamento progressivo come scenari più probabili, senza poter accertare una causa precisa.
Quanto è fedele il film alla realtà
Il film conserva i nomi reali dell’Andrea Gail, di Billy Tyne e dei cinque marinai, oltre alla rotta generale dai Grand Banks al Flemish Cap e verso Gloucester. Comprime però un viaggio durato oltre cinque settimane e ricostruisce liberamente personalità, dialoghi e rapporti privati. L’ossessione di Tyne per una grande cattura, i conflitti fra i membri dell’equipaggio e la tensione sentimentale con Linda Greenlaw sono invenzioni.
Anche la scelta consapevole di attraversare il cuore della tempesta per salvare il pescato non è documentata. Gli incidenti mostrati a bordo e l’onda che capovolge la barca appartengono alla sceneggiatura: nessuno assistette all’affondamento. Il film cambia inoltre Grace in un uragano di categoria 5, mentre raggiunse al massimo la categoria 2, e fonde in una sola sequenza due diverse operazioni di soccorso.
Domande frequenti
La tempesta perfetta è una storia vera?
Sì. Il film deriva dalla vicenda reale dell’Andrea Gail, scomparso nell’Atlantico nordoccidentale nell’ottobre 1991 con sei uomini a bordo. Le identità principali e la rotta generale sono autentiche, mentre molti dialoghi, rapporti personali e avvenimenti finali sono stati inventati.
Cosa è successo davvero all’Andrea Gail?
Il peschereccio iniziò il ritorno verso il New England fra il 26 e il 27 ottobre 1991. Durante l’ultimo contatto del 28 ottobre riferì onde di circa nove metri e venti fra 50 e 80 nodi, senza lanciare un SOS. Scomparve mentre un potente ciclone extratropicale si intensificava nella zona.
Come è andata a finire la vicenda dell’Andrea Gail?
L’Andrea Gail, il relitto e i corpi dei sei uomini non furono trovati. L’equipaggio risulta disperso e presunto morto. La causa precisa resta sconosciuta; il capovolgimento o l’allagamento progressivo sono gli scenari più probabili, con le condizioni meteorologiche estreme come fattore determinante.
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