Sì, L'ultimo imperatore è una storia vera. Il nucleo storico del film coincide con la vita documentata di Aisin-Gioro Pu Yi, nato a Pechino nel 1906 e salito sul trono Qing a soli due anni. La sua esistenza attraversò la fine dell'impero cinese, la nascita della Repubblica, l'espansione giapponese in Manciuria e l'affermazione della Repubblica Popolare Cinese.
Pu Yi abdicò nel 1912, quando aveva sei anni, conservando inizialmente titolo, corte e residenza nella Città Proibita. Espulso dal palazzo nel 1924, si trasferì a Tianjin e aderì al progetto del Manciukuò controllato dal Giappone. Dopo la caduta di quello Stato fu catturato dai sovietici, consegnato alla Cina, detenuto e rieducato a Fushun. La grazia del 1959 concluse il suo percorso carcerario. Negli ultimi anni lavorò a Pechino come giardiniere e ricercatore storico, fino alla morte nel 1967. Il film segue questa traiettoria reale, condensandone alcuni passaggi e trasformandone altri per esigenze narrative.
Un imperatore a due anni
Pu Yi nacque a Pechino il 7 febbraio 1906 nella famiglia imperiale mancese Aisin-Gioro. Era figlio del principe Zaifeng. Nel novembre 1908 venne condotto nel palazzo e designato successore dall'imperatrice vedova Cixi. L'imperatore Guangxu morì il 14 novembre e Cixi il giorno seguente. L'intronizzazione formale avvenne il 2 dicembre, con il nome di regno Xuantong, mentre Zaifeng assunse la reggenza.
La rivoluzione del 1911 pose rapidamente fine a quel regno. Il 12 febbraio 1912 l'imperatrice vedova Longyu proclamò l'abdicazione del bambino. Pu Yi aveva sei anni. La dinastia Qing cessò di governare la Cina, mentre gli accordi di abdicazione lasciarono all'ex sovrano il titolo, una rendita, il personale di corte e la residenza nella parte interna della Città Proibita. Per anni continuò così a vivere entro un cerimoniale imperiale ormai privo di sovranità.
La corte dentro la Repubblica
La fine ufficiale della dinastia non eliminò subito ogni ambizione monarchica. Dal 1° al 12 luglio 1917 il generale Zhang Xun restaurò Pu Yi sul trono. Il tentativo crollò dopo dodici giorni. La sua educazione proseguì nella Città Proibita, dove dal 1919 al 1924 Reginald Fleming Johnston gli insegnò inglese, storia e geografia. Il precettore favorì anche l'arrivo degli occhiali, della bicicletta e di altre abitudini occidentali.
Nel 1922 Pu Yi sposò Wanrong, proclamata imperatrice, e Wenxiu, designata consorte secondaria. Il 5 novembre 1924 le forze di Feng Yuxiang lo espulsero dalla Città Proibita e cancellarono i privilegi concessi nel 1912. Nel 1925 l'ex imperatore si stabilì nella concessione giapponese di Tianjin, dove divenne progressivamente dipendente dalla protezione politica del Giappone. Wenxiu ottenne il divorzio nel 1931.
Il trono controllato dal Giappone
Dopo l'occupazione giapponese della Manciuria, Pu Yi lasciò segretamente Tianjin e raggiunse il territorio occupato. Il 9 marzo 1932 venne insediato come capo esecutivo del Manciukuò, Stato creato e controllato dall'Armata giapponese del Kwantung. Il 1° marzo 1934 fu proclamato imperatore con il nome di regno Kangde. Pu Yi aveva aderito volontariamente al progetto di restaurazione, ma non esercitava un potere sovrano effettivo.
Le decisioni fondamentali erano nelle mani delle autorità militari e amministrative giapponesi, che sorvegliavano anche la vita personale dell'imperatore. Il crollo del Giappone nell'agosto 1945 pose fine al Manciukuò. Pu Yi abdicò e il 19 agosto venne catturato dai sovietici all'aeroporto di Mukden mentre tentava di partire. Nell'agosto 1946 fu trasferito temporaneamente a Tokyo e comparve come testimone dell'accusa al processo contro i principali dirigenti giapponesi.
Da prigioniero a cittadino
La detenzione sovietica di Pu Yi durò dal 1945 al 1950. Nell'agosto 1950 l'Unione Sovietica lo consegnò alla Repubblica Popolare Cinese, che lo internò nel centro per criminali di guerra di Fushun. Trascorse quasi dieci anni tra Fushun e, temporaneamente, Harbin, partecipando a un programma composto da detenzione, lavoro, istruzione politica e confessione delle proprie responsabilità. La sua trasformazione in cittadino fu presentata anche come esempio della rieducazione promossa dal nuovo Stato.
Pu Yi ricevette la grazia speciale il 4 dicembre 1959 e tornò a Pechino. Tra il 1960 e il 1961 lavorò per circa un anno all'Orto botanico, occupandosi delle piante e della biglietteria. In seguito entrò nel comitato per i materiali storici della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Nel 1962 sposò l'infermiera Li Shuxian. Morì a Pechino il 17 ottobre 1967 per le complicazioni di una grave malattia oncologica e cardiaca, senza lasciare figli.
Quanto è fedele il film alla realtà
Il film riproduce con accuratezza la traiettoria generale di Pu Yi: l'intronizzazione infantile, l'abdicazione, la permanenza nella Città Proibita, il Manciukuò, la prigionia, la rieducazione e la grazia. Diversi episodi sono però compressi o modificati. La designazione di Cixi concentra eventi avvenuti nell'arco di settimane, mentre la restaurazione del 1917 scompare. Il saluto a Johnston al porto, la relazione tra Wanrong ed Eastern Jewel e il tentato suicidio del 1950 sono invenzioni.
Il film attribuisce inoltre ad Amakasu funzioni svolte soprattutto da Yasunori Yoshioka e cambia il metodo del suo suicidio. Trasferisce a Fushun dichiarazioni rese da Pu Yi al processo di Tokyo e riduce la sua vita dopo la grazia all'immagine del giardiniere. La visita finale al trono, il bambino e il grillo sono elementi simbolici inventati.
Domande frequenti
L'ultimo imperatore è una storia vera?
Sì. Il film racconta la vita reale di Aisin-Gioro Pu Yi, ultimo imperatore Qing, sovrano nominale del Manciukuò, prigioniero e infine cittadino della Repubblica Popolare Cinese. Alcune scene condensano, modificano o inventano episodi specifici.
Che cosa è successo davvero a Pu Yi?
Pu Yi salì al trono a due anni e abdicò nel 1912. Rimase nella Città Proibita fino al 1924, poi visse a Tianjin e aderì al Manciukuò controllato dal Giappone. Catturato dai sovietici nel 1945, testimoniò al processo di Tokyo e nel 1950 fu consegnato alla Cina, che lo detenne e rieducò a Fushun.
Come è andata a finire la vita di Pu Yi?
Pu Yi fu graziato nel 1959 e tornò a Pechino come cittadino. Lavorò brevemente all'Orto botanico, poi svolse attività di ricerca storica presso la Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Sposò Li Shuxian nel 1962 e morì per malattia il 17 ottobre 1967, senza figli.
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