No, Mai dire mai non è tratto da una storia vera. Il furto delle testate nucleari, il ricatto alla NATO e l’operazione condotta da James Bond sono invenzioni derivate dalla storia di Thunderball. La realtà dietro il film riguarda la sua origine: una controversia sulla proprietà intellettuale cominciata dopo la collaborazione fra Ian Fleming, Kevin McClory e Jack Whittingham.
Alla fine degli anni Cinquanta i tre svilupparono materiali per un possibile film di Bond incentrato sul ricatto nucleare, un’organizzazione criminale internazionale e grandi sequenze subacquee. Il progetto fallì e Fleming utilizzò una parte sostanziale di quel lavoro per il romanzo Thunderball, pubblicato nel 1961. L’azione legale promossa da McClory terminò nel 1963 con un accordo sui diritti. Proprio quell’accordo rese possibile, vent’anni dopo, un secondo adattamento cinematografico indipendente dalla serie Eon. La storia più autentica di Mai dire mai si svolge quindi tra sceneggiature, tribunali, contratti e il ritorno di Sean Connery nel ruolo di 007.
La storia condivisa di Thunderball
Alla fine degli anni Cinquanta Ian Fleming, il produttore Kevin McClory e lo sceneggiatore Jack Whittingham lavorarono a trattamenti e sceneggiature per un film originale di James Bond. Il progetto comprendeva il ricatto nucleare, un’organizzazione criminale internazionale e vaste sequenze subacquee. Nelle prime fasi comparvero anche avversari sovietici o mafiosi; la minaccia fu poi affidata a un’organizzazione privata, svincolata da una singola potenza politica.
Il film progettato non arrivò alla produzione. Fleming trasformò una parte sostanziale dei materiali nel romanzo Thunderball, pubblicato nel 1961 inizialmente senza riconoscere McClory e Whittingham. Un tentativo di bloccare la pubblicazione fallì perché il libro era già in distribuzione. Da quel passaggio nacque la disputa che avrebbe determinato l’esistenza stessa di Mai dire mai.
L’accordo che aprì una seconda strada
Nel 1963 la causa sul copyright arrivò davanti all’Alta Corte britannica e si concluse con un accordo prima di una sentenza definitiva. Fleming conservò i diritti letterari; McClory ricevette i diritti cinematografici relativi alla materia di Thunderball. Le edizioni successive del romanzo riconobbero la derivazione dal trattamento realizzato da McClory, Whittingham e Fleming. L’esatta attribuzione individuale di SPECTRE, Blofeld e di alcuni dettagli della trama rimase contestata.
McClory concesse quindi a Danjaq ed Eon una licenza esclusiva decennale e produsse Thunderball nel 1965, quarto film della serie Eon con Sean Connery. Scaduto il vincolo, sviluppò con Connery e Len Deighton nuovi progetti derivati dalla stessa storia, indicati anche come James Bond of the Secret Service e Warhead. Le successive richieste di impedire un altro adattamento non ebbero successo.
Il Bond indipendente del 1983
Le riprese di Mai dire mai cominciarono il 27 settembre 1982. Jack Schwartzman organizzò la produzione indipendente, Irvin Kershner diresse il film e Lorenzo Semple Jr. firmò la sceneggiatura accreditata. I titoli riconobbero la storia originale di McClory, Whittingham e Fleming. Kevin McClory figurò come produttore esecutivo. Le sequenze subacquee furono girate realmente alle Bahamas, già centrali nello sviluppo originario di Thunderball.
Sean Connery tornò a interpretare Bond dopo dodici anni. Il personaggio più anziano, giudicato fuori forma e richiamato in servizio, riflette deliberatamente quel ritorno. Micheline Connery suggerì il titolo originale Never Say Never Again, allusione ironica alla precedente rinuncia del marito. Nello stesso 1983 Eon distribuì Octopussy con Roger Moore, creando una competizione commerciale fra due film di Bond prodotti lungo strade giuridiche differenti.
La Guerra fredda trasformata in avventura
La minaccia nucleare rielabora paure concrete della Guerra fredda e tecnologie militari contemporanee. I missili da crociera nucleari aviolanciati esistevano: l’AGM-86B divenne operativo nel dicembre 1982 sul B-52H. Il film lo colloca invece in un’operazione con un bombardiere B-1. Quel programma militare era reale, però il primo B-1B di produzione volò nel 1984 e la capacità operativa iniziale arrivò nel 1986.
La cornea alterata con cui Jack Petachi supera il controllo biometrico, la sostituzione delle testate, il furto delle armi e il ricatto alla NATO non corrispondono a episodi storici documentati. Anche SPECTRE, Largo, Blofeld, Domino e Fatima Blush sono personaggi di finzione. Il film combina quindi apparecchiature riconoscibili e timori geopolitici reali con un complotto costruito per aggiornare la vicenda narrativa di Thunderball.
Cosa c'è di reale nel film
Mai dire mai conserva il ricatto nucleare, il tradimento di un aviatore, la ricerca alle Bahamas e lo scontro subacqueo della storia originaria di Thunderball. Questa fedeltà riguarda una fonte narrativa, non una missione autentica. Il B-1 e l’AGM-86B appartengono alla storia militare reale, però il film li combina in una configurazione che nel 1983 non era operativa.
La produzione è legalmente autorizzata e resta esterna alla serie Eon. Per questo mancano la sequenza della canna di pistola, il James Bond Theme e altri segni distintivi di quei film. Il ritorno di un Bond invecchiato rispecchia quello di Connery, mentre la crisi nucleare, i personaggi e l’intera operazione rimangono inventati.
Domande frequenti
Mai dire mai è una storia vera?
No. Mai dire mai racconta una missione inventata e riprende la storia già alla base del romanzo Thunderball e del film del 1965. Sono reali la controversia sui diritti, il contesto della Guerra fredda e alcune tecnologie militari rielaborate dalla trama.
Che cosa è successo davvero?
Fleming, McClory e Whittingham svilupparono materiali per un film di Bond alla fine degli anni Cinquanta. Fleming ne utilizzò una parte sostanziale per il romanzo Thunderball del 1961. McClory avviò un’azione legale e l’accordo del 1963 gli assegnò i diritti cinematografici pertinenti, consentendogli in seguito di promuovere un nuovo adattamento.
Come è andata a finire?
Mai dire mai uscì nel 1983 come produzione esterna alla serie Eon, con Sean Connery nuovamente nel ruolo di Bond. Connery non interpretò più il personaggio. Nel 2013 Danjaq e MGM acquisirono dagli eredi di McClory i diritti e gli interessi residui legati a James Bond, chiudendo la lunga controversia commerciale.
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