Miss Sloane - Giochi di potere è una storia vera? I fatti dietro il film

Il lobbying e il dibattito sulle armi sono reali; Elizabeth Sloane e la sua campagna sono inventate.

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Autore: Redazione ,

Sì, in parte: alla base di Miss Sloane - Giochi di potere c’è anche la vicenda reale di Jack Abramoff, che stimolò le ricerche sul lobbying, mentre Elizabeth Sloane e la sua campagna legislativa sono invenzioni narrative. Il film nasce dall’interesse dello sceneggiatore Jonathan Perera per i meccanismi della rappresentanza di interessi a Washington. Un’intervista ad Abramoff diede impulso a un lavoro di ricerca e letture, poi confluito in una sceneggiatura originale.

La storia reale comprende frodi ai clienti, corruzione di funzionari pubblici e una condanna penale. Un altro elemento concreto è il confronto sull’estensione dei controlli agli acquirenti di armi, diventato oggetto di un compromesso bipartisan dopo la strage di Sandy Hook.

Questi elementi hanno però percorsi distinti. I reati di Abramoff non costituiscono la trama del film. La proposta Heaton-Harris è fittizia, mentre il tentativo legislativo promosso nel 2013 da Joe Manchin e Pat Toomey arrivò davvero al voto del Senato. E venne respinto.

Jack Abramoff e le frodi ai clienti tribali

Jack Abramoff era un lobbista con clienti tribali interessati al settore dei casinò. La sua vicenda giudiziaria riguardò frodi ai clienti, compensi occulti e benefici concessi a funzionari pubblici in cambio di atti ufficiali. Gli interessi economici delle tribù erano parte sostanziale del caso: i clienti subirono le frodi del professionista incaricato di rappresentarli.

Il 3 gennaio 2006 Abramoff si dichiarò colpevole nel procedimento federale di Washington per frodi, corruzione di funzionari pubblici ed evasione fiscale. Il 4 settembre 2008 ricevette una condanna a 48 mesi di carcere e alla restituzione di oltre 23 milioni di dollari alle vittime.

Perera sviluppò il proprio interesse per questo ambiente dopo aver visto un’intervista ad Abramoff. Le successive ricerche alimentarono la scrittura di Miss Sloane, senza trasformare quel procedimento giudiziario nella vicenda della protagonista.

Le leggi esistevano già

Il lobbying federale è un’attività regolamentata. Il Lobbying Disclosure Act del 1995 stabilì obblighi di registrazione e rendicontazione per le attività comprese nei criteri della legge. Il 14 settembre 2007 l’Honest Leadership and Open Government Act rafforzò la trasparenza e le regole etiche riguardanti lobbying e finanziamento politico. Rappresentare interessi o versare contributi politici leciti non equivale automaticamente a corruzione.

Anche i controlli federali sugli acquirenti di armi precedevano il confronto raccontato dal film. Il Brady Handgun Violence Prevention Act divenne legge il 30 novembre 1993. Cinque anni dopo, il 30 novembre 1998, entrò in funzione il National Instant Criminal Background Check System. Esistevano dunque già verifiche per gli acquisti presso i commercianti autorizzati: la battaglia politica riguardava la loro estensione ad altre transazioni.

Sandy Hook e la richiesta delle famiglie

Il 14 dicembre 2012, nella scuola elementare Sandy Hook di Newtown, nel Connecticut, vennero uccisi venti bambini e sei adulti. Dopo la strage, il senatore democratico della Virginia Occidentale Joe Manchin e il senatore repubblicano della Pennsylvania Pat Toomey proposero di ampliare i controlli sugli acquirenti di armi.

Il compromesso presentato nell’aprile 2013 comprendeva le vendite private effettuate attraverso fiere delle armi o annunci su Internet. Prevedeva inoltre eccezioni per determinati trasferimenti privati.

Le famiglie delle vittime parteciparono direttamente alla mobilitazione, incontrando senatori democratici e repubblicani per sostenere la riforma. Il confronto coinvolse legislatori, amministrazione presidenziale, associazioni ed elettori. Le persone colpite dalla violenza armata portarono le proprie richieste negli incontri con i rappresentanti politici.

I 54 voti che non bastarono

Il 17 aprile 2013 il Senato votò l’emendamento Manchin-Toomey numero 715 al disegno di legge S. 649. I favorevoli furono 54, i contrari 46. Per approvarlo servivano 60 voti. L’emendamento venne quindi respinto, pur avendo ottenuto più voti favorevoli che contrari.

Manchin e Toomey votarono entrambi a favore. Il sostegno bipartisan non raggiunse la soglia richiesta. La National Rifle Association, che si era opposta al compromesso, accolse favorevolmente la sua sconfitta al Senato.

Quello fu l’esito del tentativo reale di estendere i controlli dopo Sandy Hook. Nel film, invece, la campagna sostenuta da Elizabeth Sloane si conclude con l’approvazione della proposta Heaton-Harris. Il successo legislativo della protagonista appartiene alla sceneggiatura: il voto storico del 2013 ebbe un risultato diverso.

Quanto è fedele il film alla realtà

Elizabeth Sloane e la proposta Heaton-Harris sono inventate. La carriera della protagonista, il passaggio allo studio rivale e il sacrificio personale conclusivo non ricostruiscono la biografia di Abramoff. Anche il senatore Sperling, l’audizione, le registrazioni clandestine e la rivelazione dello scambio corruttivo appartengono alla finzione.

Esme Manucharian è un personaggio fittizio; la partecipazione al dibattito delle persone colpite dalla violenza armata è documentata. La breve campagna dominata da Sloane e da due studi rivali condensa un confronto reale molto più articolato, senza adattare un unico caso storico.

La produzione si avvalse della consulenza di professionisti del Glover Park Group per l’ambientazione professionale. Il tema dell’estensione dei controlli è autentico; l’approvazione finale raccontata dal film diverge dalla bocciatura del compromesso Manchin-Toomey.

Domande frequenti

Miss Sloane - Giochi di potere è una storia vera?

In parte. Il film trae ispirazione dal lobbying statunitense e dal dibattito reale sui controlli agli acquirenti di armi. Elizabeth Sloane e la proposta Heaton-Harris sono invenzioni. La vicenda di Jack Abramoff stimolò le ricerche di Jonathan Perera, senza diventare il soggetto di una ricostruzione biografica.

Che cosa è successo davvero?

Jack Abramoff fu coinvolto in frodi ai danni di clienti tribali e nella corruzione di funzionari pubblici. Separatamente, dopo la strage di Sandy Hook, Joe Manchin e Pat Toomey presentarono un compromesso bipartisan per estendere i controlli agli acquirenti di armi, includendo vendite private attraverso fiere o annunci su Internet.

Come è andata a finire?

Abramoff fu condannato nel procedimento di Washington a 48 mesi di carcere e alla restituzione di oltre 23 milioni di dollari alle vittime. Il compromesso Manchin-Toomey venne respinto il 17 aprile 2013: ottenne 54 voti favorevoli, mentre ne servivano 60. Nel film la proposta sostenuta da Sloane viene approvata: quell’esito è narrativo.

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