The Bricklayer è una storia vera? Le origini tra FBI e finzione

Il film adatta un romanzo di finzione nutrito dall’esperienza nell’FBI dello scrittore Paul Lindsay.

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Autore: Redazione ,

No, The Bricklayer non è tratto da una storia vera. Il film rielabora liberamente il romanzo di finzione The Bricklayer, pubblicato nel 2010 da Paul Lindsay con lo pseudonimo Noah Boyd. Il suo fondamento realistico nasce dall’esperienza dell’autore nell’FBI, dove lavorò dal 1973 al 1993, e dalla crescente disillusione che maturò verso la dirigenza dell’istituzione.

Nel libro Steve Vail è un ex agente dell’FBI diventato muratore. L’adattamento lo trasforma in un ex operativo della CIA, porta l’azione sul piano internazionale e cambia la struttura del ricatto. I personaggi, gli omicidi e la congiura restano inventati. Il film utilizza però elementi documentati della storia dell’intelligence statunitense: operazioni clandestine all’estero, segretezza, negabilità, manipolazione dell’informazione e possibili crisi diplomatiche. Il realismo cercato dal regista Renny Harlin riguarda soprattutto il tono, i combattimenti, gli stunt e gli effetti pratici. Nessuna ispirazione dichiarata collega la trama a uno specifico caso reale della CIA.

Il romanzo nato dall’esperienza nell’FBI

Paul Lindsay conosceva direttamente l’FBI. Vi lavorò per circa vent’anni, dal 1973 al 1993, e utilizzò questa esperienza per costruire ambienti, procedure e conflitti istituzionali dei propri romanzi. La sua visione comprendeva anche un giudizio critico sulla dirigenza e sulla burocrazia dell’agenzia. Nel 2010 pubblicò The Bricklayer con lo pseudonimo Noah Boyd.

Il protagonista Steve Vail è un ex agente dell’FBI che ha abbandonato il servizio e lavora come muratore. Omicidi, ricatto e trappole appartengono interamente alla finzione. Vail non corrisponde a un agente realmente esistito e Lindsay non visse una vicenda analoga. Il dato autobiografico riguarda la conoscenza dell’istituzione, insieme alla frustrazione verso i suoi vertici. Lindsay morì il 1º settembre 2011, molti anni prima della produzione cinematografica.

Come il film ha trasformato Steve Vail

La sceneggiatura di Hanna Weg e Matt Johnson conserva il protagonista muratore e l’idea di un’agenzia federale sottoposta a ricatto. Cambia però l’istituzione centrale: Steve Vail diventa un ex operativo della CIA richiamato in servizio. La vicenda assume così una dimensione internazionale, mentre personaggi, rapporti e struttura dell’intrigo vengono modificati.

Nel film un’organizzazione uccide giornalisti stranieri e costruisce prove destinate ad attribuire i delitti alla CIA. Questa congiura non possiede un corrispettivo documentato. Anche Kate Bannon e Victor Radek sono personaggi inventati. La preparazione di Nina Dobrev, interprete di Bannon, incluse la lettura di Life Undercover, memoria dell’ex funzionaria CIA Amaryllis Fox. Si tratta di ricerca attoriale sul mondo dell’intelligence: la trama resta un adattamento di un romanzo dichiaratamente fittizio.

La storia della CIA dietro la plausibilità

Il National Security Act del 1947 istituì la CIA come servizio d’intelligence estera, privo degli ordinari poteri di polizia, citazione e applicazione della legge. L’Agenzia raccoglie informazioni, produce analisi e può condurre azioni coperte all’estero su disposizione presidenziale. Segretezza, negabilità e rischio di danni diplomatici sono quindi componenti reali del contesto utilizzato dal film.

Le inchieste del Church Committee del 1975 e 1976 documentarono abusi dei servizi statunitensi, tentativi di assassinio contro dirigenti stranieri e rapporti clandestini fra CIA, giornalisti e organizzazioni dei media. Nel 1976 e 1977 seguirono restrizioni sui rapporti operativi retribuiti o contrattuali con giornalisti accreditati presso mezzi d’informazione statunitensi. Il 4 dicembre 1981 l’ordine esecutivo 12333 proibì ai dipendenti e agli incaricati del governo di partecipare o cospirare in assassinii. Questi precedenti spiegano la diffidenza evocata dal film, senza provare la sua congiura.

Il realismo cercato da Renny Harlin

Renny Harlin impostò l’adattamento come una propria versione del thriller alla James Bond, con riferimenti al cinema d’azione realistico degli anni Settanta. La sensazione di autenticità riguarda soprattutto personaggi, violenza dalle conseguenze visibili, combattimenti leggibili, stunt ed effetti realizzati sul set. Non riguarda l’origine storica dell’intreccio.

Harlin aggiunse anche la sequenza iniziale sul tetto, assente dalla sceneggiatura ricevuta, perché l’azione tardava ad arrivare. Le riprese si svolsero tra marzo e maggio 2022 a Salonicco e in altre località della Macedonia Centrale. La città interpreta sé stessa nella parte internazionale della storia, mentre alcuni edifici autentici furono trasformati scenicamente in strutture della CIA. Il film iniziò la distribuzione internazionale in Nuova Zelanda il 14 dicembre 2023 e arrivò negli Stati Uniti il 5 gennaio 2024.

Cosa c'è di reale nel film

The Bricklayer è credibile quando mostra la CIA impegnata nella raccolta clandestina d’informazioni, nella protezione dei segreti e in attività estere capaci di provocare conseguenze diplomatiche. La storia dell’Agenzia comprende propaganda occulta, rapporti segreti con giornalisti e tentativi di assassinio esaminati dalle inchieste congressuali degli anni Settanta.

Il film inventa la campagna di omicidi attribuiti alla CIA e comprime procedure complesse in poche figure dotate di grande autonomia. Le azioni coperte reali richiedono una determinazione presidenziale formalizzata e comunicazioni alle commissioni congressuali competenti, con modalità ristrette in circostanze eccezionali. La CIA non possiede ordinari poteri di polizia e l’ordine esecutivo 12333 vieta gli assassinii. Anche l’influenza del mestiere di muratore sul comportamento di Vail è una caratterizzazione narrativa.

Domande frequenti

The Bricklayer è una storia vera?

No. The Bricklayer adatta liberamente un romanzo di finzione di Paul Lindsay, pubblicato nel 2010 con lo pseudonimo Noah Boyd. Nessun caso reale documentato corrisponde alla congiura narrata.

Cosa è successo davvero?

Paul Lindsay lavorò nell’FBI dal 1973 al 1993 e trasferì nei romanzi la propria conoscenza dell’istituzione e la disillusione verso la sua dirigenza. La storia documentata della CIA comprende attività clandestine, propaganda occulta, rapporti segreti con giornalisti e tentativi di assassinio contro dirigenti stranieri, senza una campagna identica a quella del film.

Come è andata a finire?

La vicenda reale non esiste, quindi non possiede un epilogo documentato. Lindsay morì il 1º settembre 2011, prima della produzione dell’adattamento. Il film fu girato nel 2022 e iniziò la distribuzione internazionale il 14 dicembre 2023, arrivando negli Stati Uniti il 5 gennaio 2024.

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