The Wolf of Wall Street è una storia vera? I fatti reali del film

La vicenda di Belfort è reale; cronologia, personaggi ed eccessi furono rielaborati per il film.

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Autore: Redazione ,

Sì, alla base di The Wolf of Wall Street c’è una vicenda reale: Jordan Belfort operò come broker e guidò davvero la Stratton Oakmont; il film rielabora invece cronologia, personaggi e molti episodi estremi.

La società aveva sede a Lake Success, Long Island, e negli anni Novanta funzionò come una boiler room. I broker vendevano per telefono titoli speculativi usando previsioni infondate, omissioni, operazioni non autorizzate e una pressione commerciale intensa. Stratton Oakmont controllava anche quote dei titoli promossi, ne alimentava artificialmente la domanda e li rivendeva dopo averne gonfiato il prezzo.

Belfort accumulò una grande ricchezza, trasferì all’estero proventi illeciti e visse tra lusso, infedeltà e abuso di droghe. Sono reali anche le indagini, il riciclaggio, il naufragio dello yacht, la cooperazione con le autorità e la detenzione. Le memorie autocelebrative pubblicate da Belfort nel 2007 restano però la base principale del film e le singole scene più grottesche non hanno sempre una conferma indipendente.

Dai primi impieghi alla Stratton Oakmont

Il percorso documentato di Belfort parte dal suo breve impiego presso L. F. Rothschild: risultò registrato dal 22 settembre al 17 novembre 1987. Il crollo del 19 ottobre avvenne in quel periodo e Belfort lasciò la società circa un mese dopo. Fra il 1988 e il marzo 1989 lavorò per altri intermediari, compresa Investors Center, vendendo titoli a basso prezzo sul mercato fuori borsa.

Nell’aprile 1989 passò dalla piccola Stratton Securities alla nuova Stratton Oakmont e dal 26 giugno risultò registrato presso la società. Dal 1990 al 1997 lui e i complici svilupparono una frode pluriennale costruita su vendite aggressive, manipolazioni di mercato e offerte pubbliche controllate tramite conti e intestatari occulti. L’azienda operava da Lake Success, Long Island, soprattutto sul mercato fuori borsa.

Come funzionava la frode

Le commissioni elevate rappresentavano soltanto una componente del sistema. I broker usavano dichiarazioni false, previsioni infondate, omissioni e operazioni prive dell’autorizzazione dei clienti. La pressione telefonica creava domanda per titoli altamente speculativi. Stratton Oakmont controllava occultamente parte delle azioni promosse e poteva così influenzarne il prezzo, per poi vendere i titoli gonfiati.

Il procedimento penale ricostruì manipolazioni riguardanti almeno 34 società. Anche l’offerta pubblica iniziale di Steve Madden Ltd., curata nel 1993, rientrò in questa serie di operazioni. Madden partecipò alle manipolazioni, si dichiarò colpevole e nel 2002 ricevette 41 mesi di reclusione, oltre a sanzioni, restituzione e interdizioni societarie. Le vittime riconosciute furono più di mille. La restituzione imposta a Belfort raggiunse esattamente 110.362.993,87 dollari, mentre le stime complessive delle perdite superarono 200 milioni.

Ricchezza, droga e denaro offshore

Belfort accumulò una grande ricchezza e condusse una vita segnata da spese smisurate, infedeltà e abuso di droghe. Il clima generale di feste, prostituzione e consumo ostentato rappresentato nel film ha basi reali, mentre molte singole gag derivano esclusivamente dalle sue memorie. Anche Daniel Porush, principale modello di Donnie Azoff, ebbe un ruolo centrale nella Stratton Oakmont e scontò 39 mesi per frode finanziaria e riciclaggio. L’episodio del pesce rosso inghiottito davanti ai dipendenti avvenne realmente, con circostanze in parte diverse.

Nadine Caridi, seconda moglie di Belfort e modello principale di Naomi Lapaglia, si separò dopo un matrimonio segnato da dipendenza, infedeltà e violenza domestica; il divorzio arrivò nel 2005. I trasferimenti offshore furono reali e coinvolsero il banchiere Jean-Jacques Handali. Reale fu anche il naufragio dello yacht Nadine, affondato il 23 giugno 1996 durante una traversata verso la Sardegna. Passeggeri ed equipaggio furono salvati.

La caduta e la condanna

L’azione civile per pratiche fraudolente e manipolazione del titolo Nova Capital iniziò il 20 marzo 1992. Belfort si dimise formalmente nel febbraio 1994 e il 17 marzo fu escluso dall’attività regolamentata nel settore dei titoli. Stratton Oakmont continuò sotto la direzione di Porush fino all’espulsione definitiva del 5 dicembre 1996, causata da frodi ripetute, manipolazioni, abusi nelle vendite e carenze di supervisione.

L’indagine guidata dall’agente dell’FBI Gregory Coleman portò all’arresto di Belfort e Porush nel settembre 1998. Nel 1999 Belfort si dichiarò colpevole di frode finanziaria, riciclaggio e frodi legate a numerose offerte pubbliche. Registrò conversazioni, testimoniò e contribuì alle ammissioni di colpevolezza di altri imputati. Nell’ottobre 2003 ricevette 42 mesi di reclusione, tre anni di libertà vigilata e oltre 110 milioni di dollari di restituzione. Scontò circa 22 mesi e fu liberato nell’aprile 2006.

Quanto è fedele il film alla realtà

Il film riproduce con accuratezza il funzionamento generale della Stratton Oakmont, le vendite telefoniche ad alta pressione, la manipolazione dei titoli, il riciclaggio offshore e la successiva attività di Belfort come conferenziere. Sono reali anche il naufragio, il pesce rosso inghiottito da Porush e il clima di abuso di droghe e spese smisurate.

La sceneggiatura cambia però nomi e biografie, trasforma Daniel Porush in Donnie Azoff e Nadine Caridi in Naomi Lapaglia, attribuisce a un articolo il soprannome del protagonista e inventa il ripensamento durante il discorso di addio. Comprime inoltre più di un decennio: Belfort uscì dal settore nel 1994, Stratton Oakmont chiuse nel 1996, l’arresto arrivò nel 1998 e la condanna nel 2003. Il lancio di persone affette da nanismo e diverse gag estreme restano episodi privi di conferma indipendente.

Domande frequenti

The Wolf of Wall Street è una storia vera?

Sì, in parte. Jordan Belfort, la Stratton Oakmont, la frode finanziaria, il riciclaggio, il naufragio, le indagini e la detenzione sono reali. Il film comprime la cronologia, modifica persone e nomi e amplifica episodi provenienti dalle memorie autocelebrative di Belfort.

Che cosa è successo davvero a Jordan Belfort e alla Stratton Oakmont?

Belfort guidò una boiler room che vendeva titoli speculativi con pressioni commerciali, dichiarazioni false, omissioni e operazioni non autorizzate. La società controllava occultamente azioni, ne gonfiava il prezzo e le rivendeva. Le manipolazioni coinvolsero almeno 34 società e danneggiarono più di mille vittime.

Come è andata a finire la storia di Jordan Belfort?

Stratton Oakmont fu espulsa dall’industria mobiliare nel dicembre 1996. Belfort fu arrestato nel 1998, si dichiarò colpevole nel 1999 e cooperò con le autorità. Nel 2003 ricevette 42 mesi di reclusione, tre anni di libertà vigilata e 110.362.993,87 dollari di restituzione. Scontò circa 22 mesi, uscì nell’aprile 2006 e intraprese poi l’attività di autore e conferenziere di vendita.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.

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