22 anni fa la NASA lanciava MESSENGER da Cape Canaveral verso Mercurio

Il 3 agosto 2004 la NASA lanciò da Cape Canaveral la sonda MESSENGER verso Mercurio.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 3 agosto 2004 la NASA lanciò da Cape Canaveral la sonda MESSENGER verso Mercurio. Era la prima missione destinata al pianeta dopo oltre trent’anni e sarebbe diventata la prima sonda a entrarne in orbita.

Cosa successe il 3 agosto 2004?

MESSENGER decollò alle 2:15:56, ora locale, dalla rampa SLC-17B della Cape Canaveral Air Force Station, trasportata da un razzo Delta II. Il lancio previsto il 2 agosto era stato rinviato per le nuvole e il maltempo associati alla tempesta tropicale Alex.

La sonda, progettata e costruita dal Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, pesava circa 1.100 chilogrammi. Il suo nome significava MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging.

Il punto di partenza era una striscia di terra nella contea di Brevard, in Florida. Cape Canaveral si chiamò Capo Kennedy dal 1963 al 1973, denominazione rimasta legata alla memoria del Programma Apollo; il vicino Kennedy Space Center conserva invece quel nome.

Perché raggiungere Mercurio era così difficile?

Raggiungere Mercurio richiedeva di perdere gran parte della velocità orbitale acquisita attorno al Sole. MESSENGER impiegò quasi sette anni, sfruttando un sorvolo della Terra, due di Venere e tre dello stesso Mercurio prima dell’ingresso in orbita del 18 marzo 2011.

Prima di allora, soltanto Mariner 10 aveva visitato il pianeta con tre sorvoli nel 1974 e 1975. MESSENGER trasformò così una destinazione considerata quasi proibitiva in un laboratorio stabile per studiare un pianeta roccioso vicino alla propria stella.

Cosa è cambiato dal 2004 a oggi?

Dal 2004 Mercurio è diventato essenziale per ricostruire la formazione dei pianeti rocciosi. Durante 4.105 orbite, MESSENGER raccolse quasi 300.000 immagini e oltre 10 terabyte di dati, completando la prima mappatura globale del pianeta.

La missione verificò la presenza dominante di ghiaccio d’acqua nei crateri polari perennemente in ombra, documentò l’importanza del vulcanismo e misurò un campo magnetico spostato rispetto al centro del pianeta. L’abbondanza di elementi volatili impose inoltre di rivedere diversi modelli sulla sua origine, ancora oggi oggetto di studio.

Il testimone è passato a BepiColombo, missione congiunta dell’Agenzia Spaziale Europea e della JAXA, lanciata nel 2018 con due orbiter. Secondo l’aggiornamento ESA del 24 giugno 2026, la propulsione elettrica ha concluso il proprio lavoro il 15 giugno; l’inserimento in orbita è previsto il 21 novembre 2026 e le operazioni scientifiche regolari nel 2027.

Nel panorama spaziale del 2026, Mercurio rappresenta un ramo specifico della nuova corsa allo spazio: cooperazione europea-giapponese, propulsione ionica e missioni lunghe otto anni, accanto ai programmi nazionali e commerciali concentrati sulla Luna e su Marte.

Cosa sarebbe successo se la tempesta Alex avesse fermato MESSENGER?

La tempesta Alex si intensifica più rapidamente, danneggia gli impianti elettrici della rampa SLC-17B e fa scadere la finestra di lancio. Il Delta II resta chiuso nell’hangar mentre la sonda viene riportata in una camera controllata, con i pannelli solari ripiegati e il grande scudo termico rivolto verso una parete.

Il rinvio impone una nuova traiettoria, altri test e decine di milioni di dollari di spesa. Nel clima successivo al disastro dello Space Shuttle Columbia, il Congresso statunitense concentra le risorse sulla sicurezza dei voli umani; MESSENGER viene prima sospesa e poi cancellata.

Nel 2011 non arriva alcun segnale dall’orbita di Mercurio. Le carte scientifiche continuano a mostrare vaste regioni basate sulle immagini di Mariner 10, mentre il ghiaccio polare rimane un’ipotesi sostenuta dai radar terrestri, priva della conferma ravvicinata che avrebbe attirato nuovi gruppi di ricerca.

BepiColombo nasce allora con modelli termici e magnetici meno precisi. La progettazione richiede più margini, costa di più e slitta: nell’estate 2026 i suoi motori ionici starebbero forse iniziando la crociera, anziché preparare l’arrivo.

Nelle università, Mercurio occupa meno corsi e finanzia meno laboratori. La nuova competizione spaziale assegna visibilità soprattutto alla Luna e a Marte; il pianeta più interno resta una macchia incompleta sulle mappe, una frontiera scientifica rimandata di una generazione.

Nella realtà, Alex concesse una tregua: MESSENGER partì il 3 agosto 2004, orbitò Mercurio dal 2011 al 2015 e preparò il terreno scientifico sul quale BepiColombo sta arrivando oggi.

Quale fu la prima sonda a orbitare Mercurio?

MESSENGER fu la prima sonda a entrare in orbita attorno a Mercurio, il 18 marzo 2011. Mariner 10 aveva effettuato soltanto sorvoli ravvicinati.

Come terminò la missione MESSENGER?

MESSENGER esaurì il propellente e impattò sulla superficie di Mercurio il 30 aprile 2015, dopo oltre quattro anni in orbita e una missione prolungata due volte.

Qual è la prossima missione diretta verso Mercurio?

BepiColombo è la missione ESA-JAXA destinata a proseguire lo studio di Mercurio. Al 3 agosto 2026 il suo inserimento orbitale è previsto per il 21 novembre, con attività scientifiche regolari dal 2027.

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