25 anni fa, il 20 luglio 2001, La città incantata uscì nei cinema giapponesi

Il 20 luglio 2001 uscì nei cinema giapponesi La città incantata, ottavo lungometraggio scritto e diretto da Hayao…

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 20 luglio 2001 uscì nei cinema giapponesi La città incantata, ottavo lungometraggio scritto e diretto da Hayao Miyazaki. Il film divenne il maggiore incasso di sempre in Giappone e conservò il primato per 19 anni.

Cosa successe il 20 luglio 2001?

Studio Ghibli e il distributore Toho portarono nelle sale giapponesi Sen to Chihiro no kamikakushi, titolo originale di La città incantata. La data di uscita è confermata dalla [scheda ufficiale di Studio Ghibli](https://www.ghibli.jp/works/chihiro/).

La protagonista è Chihiro Ogino, una bambina di dieci anni che entra con i genitori in una città abitata da spiriti. Dopo la trasformazione dei genitori in maiali, Chihiro deve lavorare nello stabilimento termale governato dalla strega Yubaba per riottenere la libertà.

Il film incassò 30,8 miliardi di yen durante la distribuzione originale e raggiunse successivamente 31,68 miliardi grazie alle riedizioni. Superò Titanic e rimase in testa al botteghino giapponese fino a Demon Slayer – Il treno Mugen, che lo sorpassò nel dicembre 2020 dopo 19 anni.

Perché La città incantata diventò un fenomeno mondiale?

La città incantata ottenne riconoscimenti capaci di portare l’animazione giapponese nei principali circuiti cinematografici internazionali. Nel 2002 vinse ex aequo l’Orso d’oro al Festival di Berlino, come documenta l’[archivio ufficiale della Berlinale](https://www.berlinale.de/media/download/preise-jurys/52_ifb_preise_2002.pdf).

Il 23 marzo 2003 vinse inoltre l’Oscar al miglior film d’animazione. Fu il primo anime premiato in questa categoria e, secondo [Guinness World Records](https://guinnessworldrecords.de/world-records/first-anime-film-to-win-an-oscar), resta ancora oggi l’unico vincitore realizzato a mano e in una lingua diversa dall’inglese.

In Italia arrivò nei cinema il 18 aprile 2003, dopo l’anteprima al Future Film Festival di Bologna. Il viaggio di Chihiro offrì al pubblico generalista un accesso immediato all’opera di Hayao Miyazaki, oltre i circuiti frequentati dagli appassionati di anime.

Cosa è cambiato dal 2001 a oggi?

L’animazione giapponese è diventata una componente stabile dell’offerta audiovisiva globale. Dal 1° marzo 2020 La città incantata è disponibile su Netflix in Italia e in numerosi altri Paesi, all’interno dell’accordo internazionale per 21 film di Studio Ghibli annunciato dalla [piattaforma](https://about.netflix.com/en/news/netflix-releases-21-studio-ghibli-masterpieces-around-the-world).

Lo streaming ha reso l’incontro con Miyazaki disponibile in qualsiasi momento, con doppiaggi e sottotitoli, mentre in Italia l’accesso agli anime era stato a lungo legato a palinsesti televisivi, festival e supporti fisici. Il catalogo Ghibli è così entrato nella stessa esperienza quotidiana di serie e film contemporanei.

Nel 2025 oltre il 50% degli abbonati Netflix guardava regolarmente anime e i titoli della categoria avevano superato 1,5 miliardi di visualizzazioni, secondo i [dati pubblicati da Netflix nel 2026](https://about.netflix.com/en/news/netflix-unveils-upcoming-anime-slate-out-of-annecy-festival). Il percorso aperto da Chihiro conduce fino a un mercato in cui l’anime è pienamente globale.

Cosa sarebbe successo se La città incantata non avesse avuto successo?

La città incantata arriva nell’autunno 2001, dopo un rinvio che le fa perdere il pubblico delle vacanze estive. Le prime sale sono mezze vuote; Toho riduce rapidamente gli spettacoli e i giornali descrivono il film come un’opera troppo lunga e inquietante per le famiglie.

Senza il record giapponese, i distributori europei acquistano il film con maggiore cautela. La presenza nei festival si restringe, la campagna internazionale perde risorse e l’Orso d’oro finisce a un altro concorrente. Negli Stati Uniti l’uscita resta confinata a poche sale, senza una vera corsa all’Oscar.

Nel 2003 l’animazione giapponese continua quindi a essere associata soprattutto alle serie televisive, ai manga e al pubblico specializzato. In Italia Chihiro arriva direttamente in DVD, sistemata sullo scaffale dei prodotti per appassionati; molte famiglie non incontrano mai Senza Volto, Haku o Yubaba.

La conseguenza si sposta dai cinema agli algoritmi. Vent’anni dopo, le piattaforme rilevano un pubblico fedele ma circoscritto e privilegiano saghe già sostenute da manga e serie di successo. Le opere originali, autonome e firmate da un singolo autore ricevono meno doppiaggi, promozione e spazio nelle pagine principali.

Il primo grande ponte cinematografico potrebbe diventare Your Name nel 2016. L’immagine globale dell’anime nascerebbe allora attorno al romanticismo adolescenziale di Makoto Shinkai, mentre il racconto ecologico, infantile e spirituale di Miyazaki resterebbe un riferimento per cinefili.

Nel 2020 Demon Slayer – Il treno Mugen stabilisce comunque un record, ma rafforza l’idea che un anime possa conquistare le sale mondiali solo come capitolo di una saga già popolare. Anche la strategia culturale del Giappone perde uno dei suoi simboli più accessibili: Totoro sopravvive come icona, Chihiro rimane una figura da cineteca.

Nella realtà, La città incantata conquistò pubblico, Berlinale e Oscar, mantenne il record giapponese per 19 anni e accompagna ancora oggi l’espansione globale degli anime nell’era dello streaming.

Quando uscì La città incantata in Giappone?

La città incantata uscì nei cinema giapponesi il 20 luglio 2001. Era l’ottavo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki.

Per quanto tempo La città incantata mantenne il record giapponese?

Il film rimase il maggiore incasso della storia del botteghino giapponese per 19 anni. Fu superato nel 2020 da Demon Slayer – Il treno Mugen.

Quali premi principali vinse La città incantata?

La città incantata vinse l’Orso d’oro nel 2002 e l’Oscar al miglior film d’animazione nel 2003. Fu il primo anime a ottenere l’Oscar nella categoria.

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