49 anni fa, nel 1977, il radiotelescopio Big Ear ricevette il Segnale Wow!

Il 15 agosto 1977 il radiotelescopio Big Ear dell’Ohio State University registrò per 72 secondi un potente segnale…

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 15 agosto 1977 il radiotelescopio Big Ear dell’Ohio State University registrò per 72 secondi un potente segnale radio a banda stretta, compatibile con una sorgente celeste. Chiamato Segnale Wow!, non è mai stato rilevato di nuovo.

Cosa successe il 15 agosto 1977?

Big Ear, situato vicino a Delaware, in Ohio, stava scandagliando il cielo nell’ambito di un programma SETI dedicato alla ricerca di intelligenze extraterrestri. Il segnale apparve vicino alla frequenza di 1420 MHz, associata alla riga radio dell’idrogeno neutro.

L’intensità crebbe e diminuì seguendo il profilo atteso per una sorgente attraversata dal fascio del radiotelescopio. Il picco raggiunse circa trenta volte il rumore di fondo e fu rappresentato sul tabulato dalla sequenza 6EQUJ5.

Qualche giorno dopo, il radioastronomo volontario Jerry R. Ehman esaminò la stampa, cerchiò la sequenza con una penna rossa e scrisse Wow! sul margine. Quei caratteri indicavano livelli crescenti e decrescenti d’intensità: non costituivano un messaggio decifrabile.

Le osservazioni successive effettuate da John D. Kraus, Robert S. Dixon, Ehman e altri ricercatori non recuperarono il segnale. La sua origine extraterrestre intelligente rimase quindi una possibilità priva di conferma.

Che cos’è un radiotelescopio?

Un radiotelescopio raccoglie onde radio provenienti dal cosmo attraverso antenne e ricevitori sensibili, mentre un telescopio ottico osserva principalmente la luce visibile. Più antenne possono lavorare insieme per migliorare la localizzazione e il dettaglio delle sorgenti.

Come spiega il National Radio Astronomy Observatory, le onde radio sono radiazioni elettromagnetiche e viaggiano anche nel vuoto. Gli astronomi registrano intensità, frequenze e variazioni temporali: non ascoltano suoni provenienti dallo spazio.

Cosa è cambiato dal 1977 a oggi?

La ricerca delle tecnofirme dispone oggi di reti di antenne, archivi digitali, analisi automatizzate e controlli incrociati contro le interferenze terrestri. Big Ear, invece, cessò le attività nel 1997 e fu demolito nel 1998.

Nel 2015 Yuri Milner e Stephen Hawking lanciarono Breakthrough Listen, programma da 100 milioni di dollari rivolto a stelle vicine, piano galattico e galassie. Il 21 maggio 2022, osservazioni coordinate con il Green Bank Telescope e l’Allen Telescope Array cercarono una possibile replica del Wow!, senza trovare tecnofirme candidate.

Nel 2024 il progetto Arecibo Wow! del Planetary Habitability Laboratory propose una spiegazione naturale: un raro aumento dell’emissione a 1420 MHz di una nube fredda d’idrogeno, forse prodotto da amplificazione maser o superradianza. L’aggiornamento del progetto del giugno 2026 precisa che l’ipotesi richiede la rilevazione di altri eventi simili e che nessuna spiegazione definitiva è confermata.

La capacità di eliminare falsi allarmi è cresciuta enormemente. Nel giugno 2026 il SETI Institute ha riferito che una ricerca su 3I/ATLAS ha ridotto circa 74 milioni di rilevamenti a circa 200 candidati, tutti ricondotti a interferenze prodotte dall’uomo.

Cosa sarebbe successo se il Segnale Wow! si fosse ripetuto?

Il 16 agosto 1977, alla stessa ora siderale, sul tabulato di Big Ear compare una seconda curva. Questa volta il segnale contiene impulsi distanziati secondo la sequenza dei numeri primi; nelle ore successive altri radiotelescopi statunitensi ne confermano frequenza e provenienza celeste.

I telefoni dell’Ohio State University squillano fino all’alba. Washington classifica temporaneamente i dati, mentre gli astronomi chiedono verifiche internazionali: un segnale ricevuto da più continenti sarebbe molto più difficile da attribuire a un satellite, a un trasmettitore militare o a un guasto.

Nel pieno della Guerra fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica comprendono che una conferma indipendente vale più del controllo esclusivo. L’Unione internazionale delle telecomunicazioni coordina una rete di ascolto permanente e protegge nuove zone radio-silenziose; i dati essenziali vengono pubblicati per evitare che ogni interruzione alimenti accuse geopolitiche.

Il contenuto resta elementare: numeri primi e una frequenza stabile provano una struttura artificiale, senza offrire istruzioni tecnologiche. L’enorme distanza impedisce qualsiasi conversazione rapida. I governi finanziano quindi ricevitori più sensibili, calcolo distribuito e archivi condivisi, trasformando la ricerca SETI in una grande infrastruttura scientifica internazionale.

Nelle case, la sequenza 6EQUJ5 appare su magliette, copertine e schermi televisivi. Alieni e comunicazioni cosmiche lasciano il territorio delle sole ossessioni pop per entrare nei programmi scolastici, nei dibattiti religiosi e nelle campagne elettorali dedicate a chi possa parlare a nome della Terra.

Entro il 2026, ogni nuovo radiotelescopio include sistemi progettati per confermare in pochi secondi un segnale sospetto da continenti diversi. Esiste un protocollo planetario per rispondere, ma nessuna risposta è ancora partita: il costo politico di una voce terrestre scelta da pochi supera quello del silenzio.

Nella realtà, Big Ear registrò un solo evento il 15 agosto 1977; il Segnale Wow! rimane un transiente radio di origine incerta, senza prova di intelligenza extraterrestre.

Quanto durò il Segnale Wow!?

Il Segnale Wow! fu registrato per 72 secondi, il tempo durante il quale la sorgente attraversò il fascio di Big Ear. La sua durata complessiva potrebbe essere stata maggiore, ma non fu possibile misurarla.

Il Segnale Wow! era un messaggio alieno?

Non esistono prove che fosse un messaggio alieno: il segnale non mostrava contenuti decodificabili e non si è ripetuto. La sua origine resta ancora oggi non confermata.

Che cosa significa 6EQUJ5?

6EQUJ5 rappresenta sei misure consecutive dell’intensità radio rispetto al rumore di fondo. Le lettere indicano valori superiori a nove e non formano una parola o un codice extraterrestre.