51 anni fa Atari lanciava Home Pong, la versione domestica del videogioco Pong

Il 3 agosto 1975 Atari lanciò Home Pong, versione domestica del celebre videogioco arcade.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 3 agosto 1975 Atari lanciò Home Pong, versione domestica del celebre videogioco arcade. La console si collegava al televisore e portava direttamente nel salotto una partita elettronica fino ad allora associata soprattutto a bar e sale giochi.

La data del 3 agosto è tradizionalmente associata al lancio; le prime unità distribuite da Sears arrivarono materialmente nei negozi statunitensi tra la fine di ottobre e la metà di novembre del 1975.

Cosa successe nel 1975 con il lancio di Home Pong?

Atari trasformò Pong in un apparecchio dedicato da collegare a un comune televisore. Due giocatori muovevano altrettante barre verticali per respingere un punto luminoso: una struttura immediatamente comprensibile, controllata attraverso due manopole.

L’azienda era stata fondata a Sunnyvale, in California, il 27 giugno 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney. Il primo Pong arcade era stato realizzato nello stesso anno dall’ingegnere Allan Alcorn, inizialmente come esercizio tecnico assegnato da Bushnell.

L’idea di una versione domestica fu sviluppata da Alcorn con gli ingegneri Harold Lee e Bob Brown. Il circuito del cabinato venne concentrato in un dispositivo abbastanza piccolo, economico e resistente da poter essere prodotto su larga scala.

La Magnavox Odyssey aveva già portato nel 1972 giochi elettronici simili al tennis nelle abitazioni. Home Pong raggiunse però una visibilità commerciale molto maggiore grazie all’accordo con Sears, Roebuck & Company.

Perché l’accordo tra Atari e Sears fu decisivo?

Sears ordinò 150.000 apparecchi e commercializzò la prima edizione con il marchio Tele-Games. Il catalogo natalizio del 1975 la proponeva a 98,95 dollari, con alimentatore venduto separatamente a 7,95 dollari.

Atari dovette ampliare rapidamente la capacità produttiva per rispettare l’ordine. Circa 150.000 unità furono vendute durante la stagione natalizia, rendendo Home Pong uno dei regali tecnologici più desiderati di quell’anno negli Stati Uniti.

Il televisore acquistò così una nuova funzione: lo spettatore poteva intervenire sulle immagini e sfidare una persona seduta accanto a lui. Il successo dimostrò a produttori e distributori che il videogioco domestico poteva diventare un mercato di massa.

Cosa è cambiato dal 1975 a oggi?

Home Pong conteneva un solo gioco; nel 1977 l’Atari Video Computer System, poi chiamato Atari 2600, rese popolari le cartucce intercambiabili. Il televisore diventò la base di una piattaforma capace di ospitare esperienze diverse, con una libreria acquistabile nel tempo.

Il modello si è evoluto attraverso console sempre più potenti, personal computer, dispositivi portatili, smartphone, distribuzione digitale e servizi online. Nel 2015 il Strong National Museum of Play ha inserito Pong nel World Video Game Hall of Fame, riconoscendone l’impatto ancora visibile.

Nel rapporto pubblicato nel giugno 2026, Newzoo ha calcolato che il mercato mondiale dei videogiochi ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 201,6 miliardi di dollari, in aumento del 9,1% sull’anno precedente. Le sole console hanno generato 44,7 miliardi di dollari.

La competizione nata davanti allo stesso schermo ha raggiunto arene e trasmissioni internazionali. Nel 2023 gli eSport hanno debuttato come disciplina da medaglia ai Giochi asiatici di Hangzhou, con sette titoli ufficiali e squadre nazionali in gara.

Cosa sarebbe successo se Sears avesse rifiutato Home Pong?

Sears lascia il prototipo sul tavolo e giudica troppo rischioso ordinare 150.000 apparecchi. Nell’autunno del 1975 Atari dispone di un gioco funzionante, ma manca una rete capace di collocarlo nei cataloghi, nei grandi magazzini e sotto gli alberi di Natale.

Nei salotti americani il televisore continua a essere soprattutto una finestra per programmi e pubblicità. Magnavox Odyssey conserva una piccola comunità di appassionati, mentre Pong rimane legato al rumore delle monete, ai banconi dei bar e alle luci delle sale giochi.

Senza quelle vendite natalizie, i produttori di circuiti vedono un mercato domestico ancora incerto. I concorrenti rallentano i propri cloni, i prezzi scendono più lentamente e il videogioco resta un prodotto da dimostrazione, venduto da personale specializzato accanto agli impianti stereo.

Atari continua a progettare il futuro Video Computer System, ma fatica a finanziare chip, fabbriche e cartucce. Warner Communications trova meno attraente l’acquisizione dell’azienda; il VCS arriva tardi oppure resta un progetto incompiuto.

Il Fairchild Channel F, già capace nel 1976 di usare cartucce intercambiabili, conquista allora più spazio. Lo standard domestico nasce sotto il controllo di aziende dell’elettronica tradizionale, con cataloghi prudenti e cicli di sviluppo più lunghi.

In Giappone, l’assenza del grande segnale commerciale americano riduce l’urgenza di seguire Pong. Nintendo prolunga la propria fase di azienda del giocattolo e affronta il mercato delle console con maggiore cautela, lasciando a gruppi come Magnavox, Fairchild e le società dei semiconduttori statunitensi un vantaggio internazionale.

Le sale giochi diventano il principale laboratorio sociale del medium. Tornei, classifiche e campioni emergono prima nei locali e poi sui computer; la cultura competitiva cresce come fenomeno urbano, con regolamenti comunali, limiti d’età e campagne politiche rivolte soprattutto agli arcade.

Internet produce comunque giochi connessi ed eSport, ma la loro genealogia parte dai PC e dalle sale organizzate. Il controller da salotto arriva alcuni anni dopo e la cultura pop conserva più a lungo l’idea del videogioco come attività pubblica e specialistica.

Nella realtà, Sears accettò la scommessa, Home Pong dominò il Natale 1975 e il videogioco iniziò la sua lunga espansione domestica fino all’industria globale del 2026.

Chi inventò Pong?

Allan Alcorn progettò Pong per Atari nel 1972 su incarico di Nolan Bushnell; la versione domestica fu sviluppata con Harold Lee e Bob Brown, riducendo il sistema a un apparecchio collegabile al televisore.

Home Pong fu la prima console domestica?

No: la Magnavox Odyssey era arrivata nel 1972. Home Pong fu però uno dei primi grandi successi commerciali del settore e rese il gioco sul televisore familiare al pubblico di massa.

Quanto costava Home Pong nel 1975?

La versione Sears Tele-Games Pong costava 98,95 dollari nel 1975; l’alimentatore opzionale richiedeva altri 7,95 dollari, mentre nella confezione erano incluse quattro batterie.

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