Il 18 luglio 2019, alle 10:30 circa, Shinji Aoba incendiò lo Studio 1 di Kyoto Animation nel quartiere Fushimi di Kyoto, uccidendo 36 persone e ferendone 32: fu il più grave attacco mai subito dall’industria giapponese dell’animazione.
Cosa successe alla Kyoto Animation il 18 luglio 2019?
Shinji Aoba, allora quarantunenne, entrò nello Studio 1 con benzina, la sparse al piano terra e appiccò il fuoco gridando «morite». Fuggì dall’edificio, venne inseguito da un dipendente e fu arrestato dalla polizia dopo essere crollato in strada, gravemente ustionato.
Le fiamme e il fumo si propagarono rapidamente nell’edificio di tre piani. Il bilancio definitivo fu di 36 morti e 32 feriti, tra animatori, registi e altri professionisti che lavoravano alle produzioni dello studio.
Aoba sosteneva che Kyoto Animation avesse copiato una sua opera. Nel processo la difesa contestò la sua responsabilità penale per ragioni psichiatriche, ma il Tribunale distrettuale di Kyoto stabilì nel 2024 che fosse imputabile e lo condannò a morte.
Perché l’attacco colpì così duramente il mondo degli anime?
L’attacco distrusse un luogo in cui Kyoto Animation concentrava produzione e formazione, spezzando una comunità creativa costruita in decenni. Dietro titoli come K-ON!, A Silent Voice e Violet Evergarden c’erano competenze trasmesse quotidianamente tra colleghi, fotogramma dopo fotogramma.
Lo studio era noto per un modello basato su dipendenti assunti e sulla crescita interna, meno dipendente dal lavoro freelance rispetto a molta parte del settore. La perdita riguardò persone, memoria tecnica e capacità di formare nuovi autori: un danno che il catalogo delle opere, da solo, non può misurare.
Cosa è cambiato dal 2019 a oggi?
Dal 2020 il Giappone impone, per la benzina venduta in contenitori, verifica dell’identità, controllo dello scopo d’uso e registrazione della vendita. La misura fu introdotta in risposta all’attacco, come confermato nel 2022 alla Camera dei rappresentanti giapponese.
Il Dipartimento dei vigili del fuoco di Kyoto istituì una squadra di verifica e diffuse controlli su vie di fuga alternative, serrature, telecamere, porte tagliafuoco e addestramento. L’edificio rispettava le regole antincendio allora applicabili: l’evento mostrò quanto un attacco con benzina potesse superare protezioni pensate per incendi ordinari, in pochi istanti.
Nel 2024 la città di Uji ha accolto nel Parco storico del tè e della città di Uji il monumento 志を繋ぐ碑, dedicato alla continuità delle aspirazioni delle vittime e alla memoria del sostegno arrivato dal mondo. Il 18 luglio 2026 Kyoto Animation ha tenuto una cerimonia commemorativa nel sito dell’ex Studio 1 per il settimo anniversario.
La produzione è proseguita con Violet Evergarden: The Movie nel 2020, Sound! Euphonium 3 nel 2024, CITY THE ANIMATION nel 2025 e la serie Sparks of Tomorrow nel luglio 2026. La condanna a morte divenne definitiva dopo il ritiro dell’appello nel gennaio 2025; nel marzo 2026 l’Alta corte di Osaka ha giudicato valido quel ritiro.
Cosa sarebbe successo se l’attacco fosse stato fermato?
Un addetto vede le taniche prima che Aoba attraversi l’ingresso dello Studio 1. La porta resta chiusa, parte una chiamata alla polizia e, alle 10:30 del 18 luglio 2019, nell’atrio resta soltanto l’odore della carta e del caffè: la giornata di lavoro continua.
Il lunedì successivo le scrivanie sono di nuovo piene. I registi correggono storyboard, gli animatori esperti seguono gli apprendisti e i progetti in calendario avanzano senza il vuoto umano che, nella realtà, ha rallentato o cancellato produzioni.
Quella continuità rafforza il metodo di Kyoto Animation. Con la domanda globale di anime alimentata dalle piattaforme, lo studio amplia la scuola interna; una generazione più numerosa di autori formati a Uji passa alla regia e rende il lavoro stabile un vantaggio competitivo che altri studi iniziano a imitare.
Entro il 2026, i loro nomi compaiono nei titoli di coda di nuove serie invece che su un monumento. I fan visitano Kyoto per i luoghi delle opere, e il rapporto con KyoAni resta legato soprattutto alle storie: la memoria collettiva non viene organizzata attorno a un trauma.
Rimane però una falla invisibile. Senza la strage, le regole nazionali sulla vendita di benzina in contenitori arrivano più tardi, gli accessi aperti negli studi sembrano ancora normali e le esercitazioni considerano incendi convenzionali. La crescita creativa procede più rapida, mentre la sicurezza resta indietro: il successo stesso riduce l’urgenza politica di intervenire.
Nella realtà, 36 persone furono uccise, le norme cambiarono e Kyoto Animation ricostruì la propria continuità attraverso opere e memoria; al 18 luglio 2026, quella assenza resta parte inseparabile della storia dello studio.
Chi fu condannato per l’attacco alla Kyoto Animation?
Shinji Aoba fu condannato a morte nel 2024; il ritiro del suo appello, presentato nel gennaio 2025, è stato giudicato valido dall’Alta corte di Osaka nel marzo 2026 ed è alla base della definitività della sentenza.
Quante persone morirono nell’incendio della Kyoto Animation?
Morirono 36 persone e 32 rimasero ferite nell’attacco allo Studio 1. Il bilancio lo rende uno dei più gravi omicidi di massa del Giappone contemporaneo.
Dove si trova il monumento per le vittime della Kyoto Animation?
Il monumento 志を繋ぐ碑 si trova nel Parco storico del tè e della città di Uji, nella città che ospita la sede di Kyoto Animation. È accessibile dal 2024 e il Comune chiede ai visitatori di non lasciare offerte o fiori.
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