Urs Althaus non è scomparso: dopo aver interpretato Aristoteles ha continuato a recitare, ha lavorato nella moda e ha raccontato la propria vita in un'autobiografia. Oggi vive in Svizzera, mantiene un profilo professionale da attore e partecipa ancora a produzioni ed eventi dedicati al film che lo ha reso popolare in Italia.
Chi è davvero Aristoteles
Il centravanti brasiliano della Longobarda è in realtà interpretato da un attore svizzero, nato a Herrliberg nel 1956 e cresciuto ad Altdorf. Prima del cinema Althaus aveva coltivato un'autentica passione per il calcio, giocando anche nelle riserve dello Zurigo, ma un infortunio alla spalla lo costrinse ad abbandonare l'attività agonistica.
Il fisico atletico gli aprì allora le porte della moda internazionale. Nel 1977 fu il primo modello nero a comparire sulla copertina dell'edizione statunitense di GQ e lavorò per case come Armani, Valentino, Calvin Klein e Yves Saint Laurent. Questa esperienza spiega perché in L'allenatore nel pallone risultasse credibile sia come calciatore sia come nuova stella arrivata dal Brasile.
La carriera dopo L'allenatore nel pallone
Nello stesso 1984 Althaus interpretò il protagonista di Arrapaho, la commedia diretta da Ciro Ippolito e ispirata all'album degli Squallor. Il passaggio cinematografico più prestigioso arrivò nel 1986, quando Jean-Jacques Annaud lo scelse per il ruolo del monaco Venanzio in Il nome della rosa, accanto a Sean Connery e F. Murray Abraham.
Negli anni successivi alternò spettacolo e attività imprenditoriali nel settore della moda. All'inizio degli anni 2000 tornò a lavorare in produzioni italiane come Il commissario, Il bello delle donne e Un medico in famiglia. Nel 2008 riprese il suo personaggio più famoso con un cameo in L'allenatore nel pallone 2, nuovamente diretto da Sergio Martino e interpretato da Lino Banfi.
Nel 2009 pubblicò in Svizzera la propria autobiografia, arrivata successivamente anche in Italia con il titolo Io, Aristoteles, il Negro svizzero. Il libro ripercorre la carriera sportiva interrotta, il successo nella moda, il cinema e i momenti difficili vissuti lontano dai riflettori.
Cosa fa oggi Urs Althaus
Althaus risiede a Flüelen, nel Canton Uri, e continua a presentarsi professionalmente come attore. È inoltre direttore e responsabile esecutivo della società Black Swiss Mountain Ltd. Il suo legame con il pubblico italiano resta però soprattutto quello con Aristoteles: nel settembre 2025 ha partecipato a Roma a una reunion con Lino Banfi e Sergio Martino, organizzata 41 anni dopo l'uscita della commedia.
È apparso inoltre come sé stesso nel docufilm del 2025 Il Bar del Cult, dedicato alla riscoperta delle commedie italiane diventate fenomeni popolari. Più che essersi ritirato, Althaus ha quindi trasformato Aristoteles in un'identità artistica duratura: il bomber della Longobarda continua a essere il personaggio attraverso il quale incontra spettatori e appassionati.
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