Il dibattito sul codice morale di Batman ha attraversato decenni di pubblicazioni, dalla Golden Age in cui il Cavaliere Oscuro non esitava a usare armi da fuoco fino alla ferrea regola del "no killing" che ha definito il personaggio nell'immaginario moderno. Ma nell'Absolute Universe, la nuova linea editoriale DC che sta rivoluzionando i canoni dei suoi eroi più iconici, questa certezza vacilla pericolosamente. Absolute Batman Annual #1, firmato dal talentuoso Daniel Warren Johnson (già acclamato per il suo lavoro su Transformers per Skybound), solleva una domanda che sta facendo discutere l'intera community di lettori: questo Batman alternativo ha effettivamente ucciso? E se sì, cosa significa per l'essenza stessa del personaggio?
Fin dal lancio della serie regolare, sappiamo che Absolute Batman rappresenta una versione molto più brutale e violenta rispetto alle interpretazioni tradizionali del Pipistrello di Gotham. In un mondo dove la corruzione regna sovrana e il mazzo è completamente truccato contro gli eroi, questa ferocia sembrava quasi una necessità narrativa. Ma l'annual appena pubblicato porta la questione su un livello completamente nuovo, esplorando un capitolo precedente nella carriera di questo Bruce Wayne alternativo e mostrando un livello di violenza che potrebbe aver superato persino il Batman dei videogiochi Arkham, già noto per la sua brutalità.
L'albo racconta di una battaglia solitaria condotta da Batman contro un gruppo di suprematisti bianchi che hanno preso di mira un accampamento di senzatetto. Il tono viene stabilito fin dalle prime pagine, quando Bruce acquista equipaggiamento per lo scontro imminente. Alla domanda se le armi siano non letali, il venditore le definisce piuttosto "meno letali" - una distinzione sottile ma significativa che Bruce accetta senza battere ciglio. È il primo segnale che questo Cavaliere Oscuro potrebbe non essere troppo turbato dal lasciare qualche cadavere sulla sua scia.
Quando la battaglia ha inizio, Batman non trattiene assolutamente i colpi. Johnson, noto appassionato di wrestling professionistico, infonde nella coreografia dei combattimenti mosse direttamente ispirate al playbook della star AEW Kenny Omega, dalla V Trigger alla One-Winged Angel. Un capo dei suprematisti si ritrova il braccio spezzato in modo raccapricciante. Un altro viene colpito da diversi Batarang direttamente negli occhi, seguito immediatamente da una ginocchiata devastante in faccia. La ferocia dell'assalto raggiunge il culmine quando Batman schianta la sua enorme Batmobile - praticamente un veicolo da cantiere riconvertito - contro l'edificio dove i suprematisti si sono rifugiati, per poi incenerirne molti con un lanciafiamme.
A un certo punto diventa difficile immaginare che alcuni di questi individui non muoiano per la pura violenza dell'attacco. Ma è questa l'intenzione dell'autore? La genialità narrativa di Johnson sta nel contrapporre le azioni di Bruce con quelle di un prete pacifista che lo implora di comprendere che la violenza non è la risposta. Questo risveglia ricordi del defunto padre di Bruce, Thomas Wayne, che un tempo aveva lodato il giovane figlio per la sua compassione. Viene persino rivelato che Thomas e il prete avevano partecipato insieme a una protesta contro la brutalità poliziesca. Perseguitato da questi ricordi, Batman può solo chinare la testa per la vergogna. La sua missione ha avuto successo, ma a quale costo personale?
L'albo non lo esplicita direttamente, ma si potrebbe dedurre che Absolute Batman non sia partito con una ferrea regola contro l'uccisione. Forse quella è arrivata solo come conseguenza del senso di colpa persistente che Bruce prova per le azioni raccontate in questo numero. In Absolute Batman #1, che si svolge cronologicamente dopo l'annual, l'agente Alfred Pennyworth osserva Batman esercitare un'incredibile disciplina nelle sue battaglie contro la Black Mask Gang. Non ha scrupoli nel rompere ossa e tranciare arti, ma fa attenzione a non lasciare nessuno con ferite mortali. Ancora una volta, sembra che non sia sempre stato così discriminante.
Mentre la serie regolare sta attualmente esplorando la faida tra Batman e l'incarnazione terrificante di Bane in questo universo alternativo, l'annual offre uno sguardo cruciale sulla formazione morale del personaggio. Daniel Warren Johnson, che ha già dimostrato nelle sue precedenti opere una straordinaria capacità di bilanciare spettacolarità visiva e profondità emotiva, costruisce una narrazione che costringe i lettori a confrontarsi con domande scomode sull'uso della violenza, anche quando diretta contro obiettivi moralmente indifendibili come i suprematisti bianchi.
L'Absolute Universe sta ridefinendo i confini di cosa significa essere un eroe DC in un mondo più oscuro e moralmente complesso. Dopo Wonder Woman senza le sue origini divine e Superman senza la famiglia Kent, questo Batman che potrebbe aver ucciso - o quanto meno non si è preoccupato troppo della possibilità - rappresenta forse la decostruzione più radicale. La domanda che rimane aperta per i prossimi numeri è se questo percorso di crescita morale porterà Bruce verso il codice etico del Batman tradizionale, o se l'Absolute Universe continuerà a sfidare le convenzioni consolidate, offrendo un Cavaliere Oscuro permanentemente più spietato di qualsiasi versione precedente.
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