Alena Seredova: «100mila euro per parlare di Buffon»

Dalla Repubblica Ceca all'Italia, Alena Seredova racconta il suo percorso tra ambizione e sacrifici, inclusa la difficile separazione dal figlio Louis Thomas.

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Autore: Redazione ,
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La storia di Alena Seredova è quella di una ragazza ceca che ha saputo costruire la propria indipendenza fin da giovanissima, trasformando l'ambizione in un mestiere e la determinazione in una carriera. Oggi, intervistata da Il Secolo XIX, la modella e personaggio televisivo ripercorre le tappe di un percorso che l'ha portata dalla Repubblica Ceca alle luci della ribalta italiana, passando per scelte professionali e personali che hanno segnato profondamente la sua vita. Un racconto che parla di sacrifici, di distacchi dolorosi e di una libertà conquistata con le proprie forze.

Il tema della separazione dai figli emerge con particolare intensità nel racconto di Alena. Louis Thomas, il figlio diciassettenne nato dalla relazione con Gigi Buffon, vive lontano da lei da due anni per inseguire il suo sogno calcistico. "Aveva 15 anni, sono due anni che siamo lontani. E se ne parlo sento una stretta forte di nostalgia", confessa la Seredova, ammettendo di piangere ogni volta che il ragazzo riparte. Una decisione difficile ma consapevole, maturata ricordando la fiducia che i suoi stessi genitori le avevano accordato quando era adolescente: "Vai pure, ma non tradisci la nostra fiducia" era il patto familiare che le permise di lasciare casa a 18 anni.

Il giovane Louis Thomas ha scelto di giocare per la nazionale ceca anziché per quella italiana, e sta dimostrando il suo talento segnando con continuità. La madre ha dovuto accettare questa lontananza applicando lo stesso principio di libertà che aveva ricevuto dai suoi genitori, pur ammettendo quanto sia doloroso vedere i figli crescere e allontanarsi.

Sculettare davanti a un pubblico non mi veniva naturale

L'indipendenza economica è un filo conduttore nella vita di Alena. A 18 anni ricorda con orgoglio l'acquisto della sua prima automobile, pagata appena 200 euro: "Era un catorcio, con i finestrini a manovella che si bloccavano in continuazione. Ma io mi sentivo 'figa' perché l'avevo comprata da sola", racconta. Quella sensazione di autonomia rappresentava per lei molto più del valore materiale dell'oggetto, era la conferma di poter contare sulle proprie forze.

La carriera nel mondo dello spettacolo è iniziata quando aveva appena 14 anni, partecipando a Česká Miss, il concorso nazionale di bellezza che all'epoca veniva seguito in televisione da tutto il paese. Le sfilate hanno cominciato ad arrivare immediatamente dopo quella prima apparizione pubblica. Ma dietro l'apparente naturalezza c'era un lavoro consapevole sulla propria personalità. "Un giorno ho chiamato mia madre e ho detto: 'Metto la timidezza da parte per un mese, voglio arrivare al punto in cui si guadagna davvero'", spiega Alena, sottolineando come la perseveranza e la competitività siano state le vere chiavi del suo successo.

L'approdo in Italia è avvenuto nel 2001 in modo quasi rocambolesco. Mentre lavorava come animatrice in un campeggio con bambini di un orfanotrofio, ricevette una telefonata che le cambiò la vita: Giorgio Panariello voleva incontrarla per il suo programma Rai. Il viaggio per raggiungere Viareggio fu un'odissea con aereo, treno e pullman, partita alle cinque del mattino. All'incontro, mentre Panariello le offriva educatamente un'insalata e un bicchiere d'acqua, lei ordinò con disinvoltura una cotoletta con patatine, un gesto che forse contribuì a farla scegliere per "Torno sabato" su Rai 1.

Quel periodo televisivo rappresenta ancora oggi uno dei ricordi professionali più belli per Alena. Le cene dopo lo spettacolo con tutto il cast le permisero di conoscere in modo intimo artisti come Renato Zero e Zucchero, che all'epoca non sapeva nemmeno bene chi fossero. "Li ho vissuti con naturalezza", racconta, restituendo l'immagine di una giovane donna che affrontava il successo senza perdere la propria autenticità.

Il matrimonio con Gigi Buffon nel 2011 e la successiva separazione hanno segnato profondamente la sua vita privata. Quando la relazione finì, le offerte economiche per raccontare la sua versione dei fatti non mancarono: "100 mila euro e non le dirò chi", rivela Alena, spiegando di aver rifiutato nonostante quella somma le sarebbe stata utile. La scelta di preservare la serenità dei figli e la propria dignità è stata prioritaria rispetto al guadagno immediato.

Dopo la fine del matrimonio, Alena ha impiegato tempo prima di accettare la corte di Alessandro Nasi. A Torino la chiamavano "il dobermann" per la sua diffidenza verso chiunque cercasse di avvicinarsi. "Mi sentivo gli occhi di tutti addosso e non permettevo a nessuno di avvicinarsi", confessa, descrivendo un periodo in cui la protezione della propria sfera privata era diventata una priorità assoluta. Una reazione comprensibile per chi aveva vissuto l'esposizione mediatica di una separazione dolorosa e si trovava a dover ricostruire la propria vita affettiva sotto lo sguardo del pubblico.

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