Avatar: il giudice respinge la rivendicazione di Q’orianka Kilcher sul volto di Neytiri

Il giudice Wesley Hsu ha respinto con possibilità di modifica la rivendicazione federale di Q’orianka Kilcher sul presunto uso del suo volto per Neytiri in Avatar.

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Autore: Redazione ,
Film
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La somiglianza contestata con Neytiri, da sola, non basta a dimostrare che il pubblico possa collegare Q’orianka Kilcher ad Avatar. Su questo punto si fonda la decisione del giudice federale Wesley Hsu, che ha respinto con possibilità di modifica la rivendicazione dell’attrice per falsa approvazione e falsa indicazione d’origine ai sensi del Lanham Act. Il provvedimento, inizialmente indicato come provvisorio, è stato adottato come definitivo durante l’udienza del 18 settembre 2026.

Per la corte, la denuncia non individua nei film una dichiarazione esplicita capace di indurre gli spettatori a credere che Kilcher abbia sponsorizzato o approvato Avatar, oppure che fosse affiliata alla produzione. Il nodo giuridico riguarda quindi il messaggio trasmesso al pubblico attraverso il presunto impiego dei suoi tratti, elemento ritenuto insufficiente nella formulazione attuale. L’attrice conserva però la possibilità di presentare una versione modificata della rivendicazione federale, intervenendo sugli aspetti contestati dal giudice.

La causa nasce da una fotografia promozionale di Kilcher per The New World. Secondo l’attrice, James Cameron avrebbe usato quell’immagine come base per sviluppare il volto di Neytiri. Il regista ha riconosciuto che la fotografia contribuì a un disegno iniziale del personaggio, precisando che Neytiri assunse successivamente i tratti di Zoe Saldaña dopo il casting. Il provvedimento di Hsu resta circoscritto ai requisiti della domanda presentata in base alla legge federale e non risolve la questione dell’eventuale utilizzo non autorizzato del volto di Kilcher.

Il procedimento prosegue inoltre su due fronti ancora aperti. La corte deve stabilire se mantenere la giurisdizione sulle rivendicazioni fondate sulla legge statale, mentre la decisione sulla mozione anti-SLAPP depositata dai convenuti è stata rinviata. I prossimi sviluppi dipenderanno dall’eventuale presentazione di una rivendicazione federale modificata e dalle successive pronunce sulle questioni statali e sulla richiesta anti-SLAPP.