Cinquant’anni separano Blade Runner 2049 da Blade Runner 2099: uno spazio che permette alla saga di cambiare punto di partenza anche per chi guarda. Stando alle dichiarazioni della showrunner Silka Luisa, la serie Prime Video è concepita come un racconto autonomo, accessibile senza aver visto i film, e non prosegue direttamente gli eventi del capitolo cinematografico precedente. È questa la scelta narrativa al centro del progetto: portare in televisione un universo già conosciuto dando alla nuova vicenda la possibilità di reggersi sulle proprie gambe.
Il legame con il cinema passa quindi anzitutto dall’ambientazione. La storia resta nello stesso universo narrativo e ne sposta in avanti la cronologia di mezzo secolo. Il 2099 del titolo offre una coordinata temporale precisa, ma leggerlo come la promessa di una prosecuzione diretta del 2049 sarebbe fuorviante. La distinzione conta soprattutto per le aspettative: collocare una vicenda dopo un film non significa necessariamente riprenderne gli eventi. In questo caso, la continuità del mondo raccontato convive con l’autonomia della storia, che costituisce il punto d’ingresso per il pubblico al primo incontro con il franchise.
A guidare questa nuova vicenda saranno Michelle Yeoh e Hunter Schafer, indicate come protagoniste nella presentazione di Amazon, che riporta anche il ruolo di Luisa alla guida del progetto. L’appuntamento su Prime Video è fissato al 25 novembre 2026, con un debutto in oltre 240 Paesi e territori e un racconto articolato in otto episodi. Sarà questa la dimensione televisiva del nuovo capitolo: otto puntate per sviluppare una storia propria, dentro una cornice cinematografica che resta il suo riferimento.