Botti vietati a Capodanno: polemica tra partiti

Il Comune vieta botti e fuochi d'artificio per Capodanno su tutto il territorio, in netto contrasto con la posizione espressa dall'amministrazione solo un anno fa.

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Autore: Redazione ,
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La decisione del Comune di Ravenna di vietare fuochi d'artificio e petardi durante la notte di San Silvestro ha scatenato un acceso confronto politico in città. L'ordinanza, che entra in vigore dalle 18 del 31 dicembre fino alle 8 del 1° gennaio, rappresenta infatti una svolta inaspettata rispetto alla posizione espressa dall'amministrazione appena un anno fa. Il provvedimento estende il divieto all'intero territorio comunale per tutti gli artifici pirotecnici, dai razzi ai mortaretti, dalle candele romane ai raudi.

La memoria delle dichiarazioni dello scorso anno è ancora vivida negli ambienti politici locali. Il vicesindaco Eugenio Fusignani aveva motivato l'assenza di restrizioni sostenendo che simili ordinanze fossero illegittime sul piano normativo e comunque difficili da far rispettare concretamente. Una posizione netta che oggi viene completamente ribaltata dalla nuova Giunta guidata dal sindaco Alessandro Barattoni.

Barattoni giustifica la scelta con la necessità di proteggere persone e animali, oltre a preservare il decoro dei monumenti cittadini. "Mi appello alla responsabilità di ogni singolo cittadino" ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il provvedimento miri a una maggiore tutela dell'intera comunità. Va notato che ordinanze analoghe sono state già adottate in altri comuni del Ravennate, da Cervia all'Unione della Romagna Faentina, ma per Ravenna si tratta di un'assoluta prima volta.

Un cambio di rotta senza spiegazioni alimenta le polemiche

Le opposizioni non hanno risparmiato critiche al dietrofront dell'amministrazione. Nicola Grandi, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha puntato il dito proprio sulla contraddizione rispetto al 2024: "Questa non è una semplice evoluzione di pensiero, si tratta di una smentita totale". Secondo Grandi, il problema non riguarda tanto il merito del provvedimento quanto la credibilità di un'amministrazione che cambia radicalmente posizione senza fornire spiegazioni.

Il consigliere di FdI ha evidenziato come le norme di sicurezza, i rischi per gli animali e le questioni di decoro urbano esistessero già l'anno precedente. "Le regole possono cambiare radicalmente da un anno all'altro senza memoria, senza coerenza, come se le parole pronunciate ieri non avessero peso", ha attaccato Grandi, sostenendo che questo approccio non educa al rispetto delle regole ma lo indebolisce.

Giovanni Morgese della Democrazia Cristiana ha rincarato la dose, parlando di un ribaltamento che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per l'esponente democristiano, la coerenza istituzionale e la chiarezza politica rappresentano valori fondamentali per garantire una governance credibile e una partecipazione civica efficace.

La lista civica Ravenna al Centro, pur dichiarandosi contraria alla "cultura del botto", ha criticato soprattutto i tempi dell'iniziativa. Emettere l'ordinanza a poche ore dalla mezzanotte di Capodanno viene definito "pura propaganda filo ambientalista" che non crea vera cultura del rispetto. Secondo la lista, sarebbe stato necessario agire mesi prima per scoraggiare vendite e acquisti, e non limitare il divieto a sole dodici ore.

Ravenna al Centro ha anche sollecitato il sindaco a istituire un servizio di vigilanza straordinario per garantire il rispetto dell'ordinanza, non solo per Capodanno ma durante tutto l'anno. Una richiesta che evidenzia i dubbi sull'effettiva applicabilità del provvedimento sul territorio.

Dal fronte opposto, la lista civica Ravenna in Comune ha accolto con favore la decisione, sottolineando come fosse stata richiesta invano per dieci anni. "Bene ha fatto l'Amministrazione Comunale di Ravenna e il sindaco Barattoni a non perseverare negli errori dei suoi predecessori", ha dichiarato la lista, aggiungendo che seguire i precedenti esempi non sarebbe stato segno di coerenza ma di disattenzione verso il benessere di abitanti umani e animali. Per Ravenna in Comune, l'ordinanza rappresenta un possibile segnale di nuovo atteggiamento verso le tematiche ambientali.

Il dibattito resta aperto su come questa misura verrà effettivamente applicata e se riuscirà a modificare comportamenti ormai consolidati. La sfida per l'amministrazione sarà dimostrare che il cambio di rotta non è solo simbolico ma si tradurrà in un'azione concreta sul territorio.

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