Kate vive dentro tre legami che non possono restare separati: il matrimonio con Orla, la maternità di Athena e la relazione clandestina con Andreas. È da questa frattura che Brave New Love costruisce il proprio sguardo sulle convenzioni sentimentali contemporanee. Per come Maria Bäck ha presentato il film, il triangolo non serve soltanto a innescare il conflitto: diventa il punto da cui interrogare il rapporto tra responsabilità, desiderio e libertà personale.
Scritto e diretto dalla stessa Bäck, il dramma affida il suo centro a una protagonista abituata, almeno professionalmente, a confrontarsi con l’interiorità degli altri. Kate è infatti un’ipnoterapeuta, ma nella sua vita privata ogni ruolo reclama spazio: moglie, madre e amante definiscono identità diverse, destinate a sovrapporsi. La tensione nasce proprio da questa convivenza, mentre le sue scelte espongono gli equilibri e le regole implicite su cui poggiano la coppia e la famiglia.
A incarnare i rapporti al cuore della storia sono Kathrine Thorborg Johansen, Anders Danielsen Lie e Simon Sears. La regia e la sceneggiatura di Bäck tengono insieme la dimensione intima del racconto e la sua domanda più provocatoria: quanto possono reggere le forme tradizionali di una relazione quando il desiderio segue una direzione diversa? Brave New Love affronta così l’amore moderno attraverso una situazione concreta, lasciando che maternità, segretezza e bisogno personale emergano dalle dinamiche tra i personaggi.
Coproduzione tra Danimarca, Svezia e Grecia, il film è stato selezionato nel Concorso Internazionale di Locarno 2026. La gara principale del festival offrirà quindi il primo banco di prova alla visione di Bäck e al percorso di Kate, protagonista di un dramma che concentra la propria forza nel punto più vulnerabile di ogni legame: la distanza tra ciò che si è costruito e ciò che si continua a desiderare.
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