Un caso che continua a dividere l'opinione pubblica e a sollevare interrogativi sul delicato equilibrio tra tutela dei minori e diritti genitoriali. La vicenda della famiglia australiana che ha scelto di vivere nei boschi dell'Abruzzo si arricchisce di un nuovo capitolo: dall'Australia sta per arrivare la sorella di Catherine Birmingham, psicologa di professione, per affiancare la coppia in un momento cruciale del procedimento che potrebbe determinare il futuro dei loro tre bambini. La sua presenza potrebbe rivelarsi decisiva proprio mentre è in corso la perizia psichiatrica che dovrà valutare le capacità genitoriali di Catherine e del compagno Nathan Trevallion, genitori di una bambina di otto anni e due gemelli di sei.
Sono passati quasi quattro mesi da quando il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento dei tre bambini dalla famiglia e il loro inserimento nella casa famiglia di Vasto, dove si trovano dal 20 novembre scorso. Una decisione drastica che ha scatenato polemiche e dibattiti, soprattutto dopo che sono emersi i dettagli sulle motivazioni: i piccoli seguivano un percorso di homeschooling basato sul metodo steineriano, che secondo gli assistenti sociali avrebbe causato ritardi nell'apprendimento. I bambini non sarebbero in grado di leggere, scrivere e comunicare adeguatamente in italiano, nonostante vivano nel nostro Paese dal periodo post-Covid, e avrebbero scarse relazioni con i coetanei.
La situazione attuale vede Catherine Birmingham vivere nella stessa casa famiglia dei figli, con la possibilità di incontrarli quotidianamente, mentre a Nathan Trevallion sono concesse quattro visite settimanali. Un equilibrio precario che la coppia vive con grande sofferenza, come testimoniato dal loro consulente di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, che ha affiancato i genitori insieme alla perita ufficiale Simona Ceccoli. Durante le prime valutazioni sono emersi progressi significativi: i genitori hanno mostrato apertura sul fronte sanitario, accettando di completare i cicli vaccinali per i bambini, ma resta spinosa la questione educativa.
Il consulente Cantelmi ha spiegato che le difficoltà nell'apprendimento tradizionale sarebbero riconducibili alla scelta educativa steineriana, che privilegia attività creative e manuali rispetto all'insegnamento precoce di lettura e scrittura. "Catherine vede i propri figli stare male, a suo giudizio stanno male e hanno tanti sintomi da trauma", ha dichiarato lo specialista nel programma Storie Italiane, aggiungendo che la donna sta attraversando un momento di particolare esasperazione. La difesa depositerà una propria relazione per supportare le ragioni della coppia.
Un elemento inatteso ha modificato il quadro della situazione: su richiesta del pediatra di famiglia, gli specialisti della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti hanno condotto un periodo di osservazione sui bambini, producendo una relazione di sette pagine che si aggiunge alle perizie ufficiali. Le conclusioni di questo documento esterno al procedimento giudiziario hanno sorpreso molti: gli specialisti hanno sottolineato come sia "indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari quale elemento fondamentale per il superamento delle manifestazioni di disagio evidenziate nei minori".
Queste parole hanno spinto anche Alessandra de Febis, Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, a prendere posizione pubblicamente. "Dalla relazione emerge che l'interazione con i genitori risulta valida e come il papà e la mamma rappresentino per i bambini un importante riferimento emotivo", ha dichiarato, auspicando che "le operazioni peritali in corso vengano concluse in tempi celeri e che la famiglia possa ricongiungersi il prima possibile".
I tempi della giustizia minorile, tuttavia, restano lunghi: la fase di valutazione della perizia psichiatrica durerà almeno 120 giorni, ai quali si aggiungerà circa un mese per la stesura del documento finale. Solo al termine di questo percorso si conosceranno le decisioni definitive sul futuro della famiglia che aveva scelto di trasferirsi nel bosco di Palmoli, nel Chietino, per seguire uno stile di vita alternativo. L'arrivo di Rachael Birmingham potrebbe però accelerare alcune dinamiche: non è escluso che la psicologa australiana chieda al Tribunale di permettere ai bambini di trasferirsi temporaneamente in Australia dai nonni.
La vicenda si complica ulteriormente con un cambio ai vertici istituzionali: Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila che aveva firmato l'ordinanza dell'11 novembre con cui era stata sospesa la potestà genitoriale alla coppia, ha lasciato l'incarico per fine mandato. Al suo posto è subentrata Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds nominata dal Plenum del Csm. Un passaggio di consegne che arriva in un momento delicatissimo per una famiglia sospesa tra due continenti e due visioni educative, in attesa che la giustizia italiana si pronunci sul loro diritto di crescere i propri figli secondo le proprie convinzioni.
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