Adriano Celentano passa al contrattacco e affida la propria difesa a uno dei legali più noti d'Italia. Il leggendario "Molleggiato", icona assoluta della musica e dello spettacolo italiano, ha deciso di incaricare l'avvocata Giulia Bongiorno per tutelarsi da quella che definisce una nuova ondata di speculazioni nei suoi confronti. Al centro della vicenda c'è Antonio Maria Segatori Biscardi, un cinquantacinquenne che sostiene di essere figlio naturale del cantante e che, stando a quanto riportato dal settimanale Oggi, avrebbe depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Milano per ottenere la dichiarazione giudiziale di paternità. Una storia che affonda le radici in un passato lontano mezzo secolo e che ora torna a fare rumore.
Celentano ha scelto i social per rompere il silenzio con parole nette e inequivocabili: «Prima la presunta madre, ora il presunto figlio». Nel lungo post, il cantante ricorda come già decenni fa una vicenda simile aveva sollevato un polverone mediatico, salvo poi concludersi nel nulla sul piano giudiziario. «Circa mezzo secolo fa, è stato sollevato un polverone da una signora che sosteneva che io fossi padre di suo figlio. La tanto sbandierata azione giudiziaria contro di me è finita nel nulla», ha scritto, aggiungendo che oggi un uomo di cinquantacinque anni sarebbe riuscito a tornare sotto i riflettori ripescando quella stessa vicenda.
La storia, per come viene raccontata da madre e figlio sulle pagine di Oggi, ha inizio nel 1967. Maria Luigia Biscardi, all'epoca appena quindicenne con il sogno di diventare cantante, avrebbe partecipato al Cantagiro spacciandosi per maggiorenne, usando il nome d'arte di Brenda Bis. Notata come interprete, sarebbe stata ammessa nell'orbita del leggendario Clan Celentano, la storica etichetta discografica che il cantante aveva fondato e che rappresentava uno dei centri nevralgici della musica italiana dell'epoca. Secondo il racconto della donna, la relazione sentimentale con Celentano, già sposato dal 1964 con Claudia Mori, sarebbe sbocciata più di un anno dopo, con incontri clandestini nella sede del Clan quando gli studi erano deserti.
Antonio Segatori Biscardi racconta che, quando a gennaio 1970 sua madre scoprì di essere incinta, comunicò la notizia a Celentano, il quale avrebbe cominciato a ignorarla fino alla chiusura del suo contratto con l'etichetta, interrompendo ogni contatto. Nel 1975, la giovane decise di rivolgersi alla magistratura, assistita dal padre avvocato, per chiedere il riconoscimento della paternità, e la vicenda finì sui rotocalchi dell'epoca con una pronta smentita del Molleggiato. L'esito di quel procedimento rimane però avvolto nel mistero: secondo Segatori Biscardi, il nonno materno potrebbe aver raggiunto un accordo extragiudiziale con Celentano, del quale però non resterebbe più traccia negli archivi, complice il tempo trascorso e la conservazione dei documenti solo in formato cartaceo.
L'uomo tiene a precisare le proprie motivazioni con una dichiarazione disarmante nella sua semplicità: vuole semplicemente sapere chi è suo padre, e quell'eventuale accordo passato non lo riguarda perché è un suo diritto inalienabile. Le parole rivolte al settimanale suonano come un appello più umano che legale, anche se la strada intrapresa è quella dei tribunali. Celentano, dal canto suo, non sembra intenzionato ad aprire alcun dialogo al di fuori delle aule di giustizia, avendo scelto la via della tutela legale attraverso l'avvocata Bongiorno, figura notissima nel panorama giuridico italiano.
La questione si inserisce in un momento in cui le vicende private dei grandi nomi dello spettacolo italiano tornano periodicamente al centro del dibattito pubblico, spesso amplificate dai social e dai media tradizionali. Per Celentano, da sempre geloso della propria sfera privata e capace di gestire la comunicazione con i fan in modo diretto e personale, questa risposta pubblica rappresenta una scelta precisa: difendersi senza lasciare spazio ad ambiguità. Come si concluderà questa nuova battaglia legale, e se il tribunale darà corso alla richiesta di Segatori Biscardi, è tutto ancora da scrivere.
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