Bruce Lee morì a Hong Kong il 20 luglio 1973, a 32 anni, quando la sua carriera internazionale era appena esplosa. Dopo Il furore della Cina colpisce ancora, l’attore realizzò alcuni dei film di arti marziali più celebri della storia e lasciò un’impronta ancora visibile nel cinema d’azione.
Nel film del 1971 interpreta Cheng Chao-an, un lavoratore che prova a restare fedele alla promessa di non combattere, ma finisce per opporsi alla violenza e al traffico di droga scoperto nella fabbrica. Il ruolo lo trasformò rapidamente in una star in Asia e aprì una fase breve, ma straordinariamente influente, della sua carriera.
Il successo dopo Cheng Chao-an
Distribuito inizialmente con il titolo originale 唐山大兄, il film fu il primo grande successo da protagonista per Lee a Hong Kong. La sua presenza fisica, il modo rapidissimo di combattere e l’intensità con cui costruiva i personaggi lo distinguevano dai tradizionali eroi del cinema marziale.
L’anno successivo tornò sullo schermo con Dalla Cina con furore, in cui interpretava Chen Zhen. Il film consolidò la sua popolarità e contribuì a rendere riconoscibile il suo stile anche fuori dall’Asia. Lee non voleva limitarsi a eseguire scene d’azione: cercava personaggi determinati, storie di riscatto e combattimenti che avessero un peso narrativo.
Un autore oltre le arti marziali
Nel 1972 Bruce Lee scrisse, diresse e interpretò L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente. Fu un passaggio importante perché gli consentì di controllare direttamente il progetto, dalla storia alle coreografie. Il celebre scontro finale al Colosseo con Chuck Norris è diventato una delle sequenze più ricordate del genere.
Lee sviluppò anche una propria filosofia di combattimento, chiamata Jeet Kune Do, basata sull’adattabilità e sull’idea di non restare prigionieri di uno stile rigido. Aveva studiato Wing Chun a Hong Kong e, dopo il trasferimento negli Stati Uniti, insegnò arti marziali e affinò un approccio personale che univa tecniche e discipline diverse.
L’ultimo film e l’eredità
La sua ultima grande interpretazione fu in I 3 dell’Operazione Drago, coproduzione internazionale diretta da Robert Clouse. Il film uscì negli Stati Uniti il 19 agosto 1973, poche settimane dopo la morte dell’attore, e ne ampliò definitivamente la fama nel pubblico occidentale.
Bruce Lee non può quindi raccontare cosa faccia oggi: la sua vita si interruppe nel momento più alto della sua ascesa. Eppure il suo lavoro continua a essere studiato da attori, atleti e registi. La sua figura ha contribuito a cambiare il modo in cui il cinema occidentale rappresenta gli interpreti asiatici e le arti marziali, trasformando un percorso durato pochi anni in un’eredità culturale enorme.