Chi ha composto la colonna sonora di Blackhat e quali canzoni si sentono?

La musica di Blackhat unisce più compositori, brani rock e tracce recuperate da altri film, creando una colonna sonora molto particolare.

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Autore: Redazione ,
Film
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La colonna sonora di Blackhat è accreditata a Harry Gregson-Williams, Atticus Ross e Leo Ross, ma il montaggio definitivo comprende contributi e musiche provenienti da più autori. Tra i brani più riconoscibili ci sono “Snake Charmer” di Eagle Eye Williamson e diverse tracce composte da Ryan Amon per Elysium.

Chi ha composto le musiche di Blackhat?

Nei crediti del film del 2015 compaiono Harry Gregson-Williams e i fratelli Atticus Ross e Leo Ross. Michael Mann coinvolse però anche altri musicisti, fra i quali Ryan Amon e Mike Dean, costruendo una partitura composita invece di affidarsi a un unico score uniforme.

Il risultato alterna pulsazioni elettroniche, suoni cupi e passaggi orchestrali. Questa struttura accompagna bene una storia che attraversa Chicago, Los Angeles, Hong Kong e Giacarta: la musica non presenta un tema eroico tradizionale per Nicholas Hathaway, ma crea una tensione continua, spesso trattenuta, che rispecchia la minaccia invisibile degli attacchi informatici.

Quali canzoni si sentono e in quali scene?

La canzone più facile da individuare è “Snake Charmer” di Eagle Eye Williamson. Si sente all’inizio, quando Chris Hemsworth nei panni di Nicholas Hathaway appare in prigione con le cuffie: il blues ruvido introduce subito il protagonista come una figura fisica e indipendente, lontana dallo stereotipo cinematografico dell’hacker.

Le altre canzoni accreditate funzionano soprattutto come musica d’ambiente e come indicatori dei diversi luoghi attraversati dall’indagine. La selezione comprende:

  • “The Chink” di Kenji Lin;
  • “Guai Meng” degli AM444;
  • “Peligroso” degli Azucar MC;
  • “Oh, Sinner Man” di James Leg;
  • “Ini Dangdut” di Wiwien Ngesti;
  • “Tabu Gilak Bebarongan” eseguita da Sekaa Gong Manik Medrtha Sari;
  • “Call to Prayers” eseguita da Robert J. Walsh.

“Call to Prayers” e “Tabu Gilak Bebarongan” emergono nella parte indonesiana del racconto, contribuendo al paesaggio sonoro che circonda l’arrivo della caccia a Giacarta. Le canzoni asiatiche e il dangdut ampliano invece la dimensione internazionale del film, senza interrompere il suo tono oscuro.

Perché la colonna sonora è considerata controversa?

Dopo aver visto il montaggio definitivo, Gregson-Williams dichiarò pubblicamente che nel film era rimasta soltanto una parte minima delle sue composizioni. Michael Mann spiegò che la musica era stata modificata e rimescolata per adattarla al soggetto contemporaneo e che più compositori avevano contribuito al risultato.

Una particolarità conferma questo metodo: Ryan Amon non scrisse appositamente tutte le sue musiche per Blackhat. “Darkness”, “Things to Come”, “Let the Girls Out”, “Deportation” e “Max & Spider in Protocol Room” provengono dalla colonna sonora di Elysium del 2013. Anche “Trapped” di Gregson-Williams era già apparso in In linea con l’assassino.

La cover di “Knockin’ on Heaven’s Door” interpretata da Antony and the Johnsons viene spesso associata al film, ma accompagna il trailer e non fa parte delle canzoni utilizzate nel montaggio cinematografico.