Chiara Francini: "Guadagno più del mio compagno"

Chiara Francini parla senza filtri di denaro e coppia: "Guadagno più io del mio compagno svedese, ma per lui non è un problema come per gli italiani"

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Autore: Redazione ,
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Chiara Francini torna a far parlare di sé con la schiettezza che da sempre la contraddistingue. In un'intervista al Messaggero, l'attrice fiorentina affronta senza filtri i temi più spinosi: dal rapporto con il denaro nella coppia fino alla sua posizione fuori dai "circoletti" del cinema italiano. E lo fa con quella ruvida autenticità che l'ha resa una delle voci più autentiche del panorama culturale contemporaneo, capace di mescolare ironia toscana e riflessione sociale senza scadere nel moralismo.

Il momento più sorprendente arriva quando l'attrice risponde senza esitazioni a una domanda che molte avrebbero eluso: "Guadagno più io" del compagno. E alla prevedibile richiesta di chiarimento su eventuali tensioni di coppia, Francini chiude la questione con una battuta che è anche un'analisi sociologica: "No, assolutamente. È svedese, mica italiano". Una risposta che in poche parole fotografa differenze culturali profonde sul rapporto tra genere e denaro, ancora oggi fonte di imbarazzo in Italia.

Ma la Francini non usa giri di parole nemmeno quando il bisturi è puntato su se stessa. Alla domanda sul difetto che non riesce a correggere, l'attrice non cerca formule edulcorate: "Sono un dito in culo… Sono un po' pesante, sono una donna stremante, non mollo mai". Subito dopo però rivendica questa dimensione come parte della sua identità: "Però a me non sembra un difetto, e poi è la mia natura: sono fatta così".

C'è sempre un prezzo da pagare. Però bisogna avere la consapevolezza di quanto c'è nella cassaforte di ognuno di noi

Attrice, scrittrice con sei libri all'attivo, produttrice attraverso la sua società Nemesis, Francini ha costruito un percorso professionale volutamente autonomo. "Sono iscritta solo all'anagrafe. Sono una battitrice libera", dichiara quando le viene chiesto dei famigerati salotti buoni del cinema italiano. Un'indipendenza che rivendica apertamente: "Io seguo la mia strada, vado per conto mio".

Il suo monologo a Sanremo 2024 sulla condizione femminile resta uno dei momenti più discussi della kermesse. Francini ne rivendica l'importanza senza false modestie: "È stato importante fare un monologo sulla donna come quello perché un po' ha aperto un dibattito su cosa significa essere una donna oggi". Non una lezione dall'alto, quindi, ma un atto necessario di messa a fuoco collettiva.

Anche il linguaggio che usa per definirsi riflette questa ricerca di autenticità senza mediazioni: "Mi sento ancora 'na fija de 'na mignotta". Ma chiarisce immediatamente che non si tratta di volgarità gratuita: "Per me vuol dire semplicemente essere sveglia, attenta e connessa".

Alla domanda sulla possibilità di scendere in politica, la risposta è netta quanto tutto il resto: "Mai". E spiega il perché con lucidità: "Per me fare politica è una cosa importantissima e nel mio caso vuol dire esclusivamente recitare e scrivere impegnandomi al massimo, trattando temi importanti come i diritti delle donne e la violenza. La mia militanza la esprimo così". Una scelta che rivendica come più efficace di qualsiasi schieramento partitico, restando fedele agli strumenti che padroneggia: la scrittura e la scena.

In chiusura, quando le viene chiesto come si definirebbe oggi, Francini offre la risposta più essenziale e potente: "Chiara Francini. Basta così". Nient'altro da aggiungere, nessuna etichetta, nessuna mediazione: solo il nome e cognome di una donna che ha fatto della propria complessità un manifesto di libertà.

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