Il cinema italiano potrebbe presto regalarci un progetto straordinario che celebra uno dei suoi più grandi maestri. Christian De Sica ha svelato in un'intervista a La Stampa di essere pronto a realizzare un film dedicato a suo padre Vittorio De Sica, basato su una sceneggiatura scritta ben vent'anni fa che racconta un capitolo poco conosciuto ma eroico della vita del leggendario regista e attore. Il progetto, rimasto nel cassetto per due decenni, si concentra sulla lavorazione di La Porta del Cielo (1943) e sul coraggio con cui Vittorio salvò decine di ebrei durante le persecuzioni nazifasciste, impiegandoli come comparse sul set.
Inizialmente, Christian De Sica sognava di interpretare personalmente il padre, ma il tempo ha reso impossibile questa opzione: "Pensavo di farlo interpretando mio padre, ma ora sono troppo vecchio, Vittorio aveva 42 anni, e mia madre, Maria Mercader, 15 di meno", ha dichiarato l'attore settantacinquenne. Le ricerche per il cast sono però già in fase avanzata, con nomi di assoluto prestigio sul tavolo. Alessandro Borghi risulta in pole position per il ruolo del protagonista, con Christian che ha già avuto un incontro con l'attore romano e si prepara a inviargli la sceneggiatura.
Non sono però solo le star del calibro di Borghi ad essere considerate per questo progetto ambizioso. Tra i candidati figurano anche Claudio Santamaria e Francesco Scianna, in quello che Christian definisce un approccio non basato sulla somiglianza fisica: "Non voglio puntare sulla somiglianza, il protagonista deve essere diverso da papà", ha precisato. Una scelta registica che punta a catturare l'essenza e il carisma del grande Vittorio piuttosto che una mera imitazione esteriore.
L'emozione che lega Christian al ricordo del padre è emersa con particolare intensità quando l'attore ha raccontato un episodio vissuto durante lo spettacolo teatrale Parlami di me, scritto da Enrico Vaime e Maurizio Costanzo. Durante una scena in cui narrava un aneddoto sulla morte di Vittorio, l'intera platea si è alzata in piedi tributando un'ovazione che ha commosso profondamente Christian: "Quell'applauso era dedicato a lui, che stava lassù".
La pellicola promette di svelare un aspetto poco noto ma fondamentale della vita di Vittorio De Sica, mostrando come il grande artista abbia saputo utilizzare il set cinematografico come rifugio e salvezza per persone perseguitate dal regime. La Porta del Cielo, film del 1943 con Massimo Girotti, divenne infatti molto più di una semplice produzione cinematografica: rappresentò un'ancora di salvezza per decine di ebrei che Vittorio riuscì a proteggere facendoli assumere come comparse.
Mentre attendiamo sviluppi su questo progetto che celebra l'eredità artistica e umana di uno dei padri del neorealismo italiano, Christian De Sica non resta certo con le mani in mano. Il prossimo 5 febbraio 2026 arriverà infatti nelle sale italiane Agata Christian – Delitto Sulle Nevi, diretto da Eros Puglielli. Il film vede De Sica nei panni di un criminologo dal sarcasmo tagliente coinvolto in un caso di omicidio in una villa isolata in Valle d'Aosta, affiancato da un cast stellare che include Lillo, Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Chiara Francini, Alice Pagani e Giorgio Colangeli.
La trama ruota attorno all'omicidio del patriarca Carlo Cullman durante il lancio di una nuova edizione del gioco da tavolo Crime Castle, con una valanga che isola la villa e trasforma la situazione in un classico giallo all'italiana. Un modo per Christian di continuare a intrattenere il pubblico mentre coltiva il sogno di rendere omaggio cinematografico al padre che, evidentemente, rimane la sua più grande fonte d'ispirazione artistica e umana.
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