Un collaboratore scolastico di ventotto anni è finito sotto inchiesta nella bassa reggiana con l'accusa di aver abusato sessualmente di otto studentesse minorenni all'interno dell'istituto comprensivo dove prestava servizio. L'uomo avrebbe approfittato del suo ruolo per isolare le ragazze, tutte al di sotto dei quattordici anni, attirandole in zone poco frequentate dell'edificio scolastico come l'aula magna e gli antibagni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi si sarebbero concentrati tra ottobre e novembre dello scorso anno.
La vicenda è emersa grazie al coraggio delle giovani vittime, che si sono confidate con alcuni insegnanti dell'istituto. Da quelle rivelazioni è scaturita una denuncia formale che ha fatto scattare le indagini dei carabinieri della locale stazione. Le verifiche hanno permesso di raccogliere testimonianze e riscontri oggettivi che hanno delineato quella che gli inquirenti definiscono una dinamica di abusi seriali.
Il meccanismo utilizzato dal collaboratore scolastico risulta particolarmente insidioso. L'indagato avrebbe scelto strategicamente i momenti di minor sorveglianza nei corridoi per avvicinare le studentesse, sfruttando i vuoti nel controllo degli spazi comuni. Una volta isolate le vittime, procedeva ai contatti fisici forzati, trattenendo le ragazze contro la loro volontà.
Come spiegano i carabinieri che hanno condotto le indagini, l'uomo avrebbe costruito un vero e proprio clima di pressione psicologica intorno alle minorenni. La strategia prevedeva di presentarsi come una figura di riferimento apparentemente "affettuosa", un approccio studiato per confondere le giovani vittime e spingerle al silenzio. Questo metodo manipolatorio avrebbe permesso agli abusi di protrarsi per settimane prima che le ragazze trovassero il coraggio di parlare.
La Procura di Reggio Emilia, guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci, ha reagito con fermezza agli esiti dell'inchiesta. Gli inquirenti hanno richiesto al giudice per le indagini preliminari l'applicazione di misure cautelari nei confronti del ventottenne, misure che sono state accolte integralmente.
Il tribunale ha disposto la sospensione immediata dal pubblico servizio per la durata di un anno, impedendo così all'indagato qualsiasi contatto con l'ambiente scolastico. A questa misura si aggiunge l'obbligo di dimora, con il divieto di uscire dalla propria abitazione durante le ore serali. I carabinieri hanno già eseguito i provvedimenti cautelari, allontanando definitivamente il collaboratore dall'istituto comprensivo dove si sarebbero verificati i fatti contestati. Il caso evidenzia ancora una volta l'importanza di creare ambienti sicuri nelle scuole e di formare il personale docente a riconoscere segnali di disagio negli studenti.
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