La musica più riconoscibile di Giù la testa si intitola proprio Giù la testa ed è il tema principale composto da Ennio Morricone per il film di Sergio Leone. È conosciuta anche come Sean Sean, dalle sillabe ripetute che si sentono nella partitura.
Il motivo è uno dei suoni più caratteristici del western del 1971: una voce scandisce quel nome, mentre una melodia cantata senza parole, i fischi e l’orchestra costruiscono un’atmosfera insieme ironica e malinconica. La colonna sonora accompagna l’incontro fra un bandito messicano e un esperto di esplosivi irlandese, sullo sfondo della rivoluzione messicana.
Il tema principale e la voce di Edda Dell’Orso
Il brano si ascolta già sui titoli di testa e torna nel corso del film. La ripetizione di «Sean» richiama il personaggio di Mallory, interpretato da James Coburn: un rivoluzionario irlandese il cui passato continua a riemergere attraverso i ricordi. Il motivo diventa così un segnale immediatamente riconoscibile, legato alla sua presenza e alla sua storia.
Alla voce che ripete il nome si affianca il vocalizzo di Edda Dell’Orso, interprete presente in altre celebri colonne sonore di Morricone. La sua melodia non racconta una storia con un testo: è il timbro della voce a dare al tema una qualità sospesa e nostalgica. Il risultato alterna una cantilena quasi giocosa a un’espressione più dolente.
Le altre musiche del film
La partitura comprende diversi brani oltre al tema principale. Fra i titoli dell’album figurano Mesa Verde, Amore, Invenzione per John, I figli morti e Rivoluzione contro. Sono composizioni che mostrano la varietà di colori scelta da Morricone per accompagnare una vicenda in cui l’avventura lascia spazio anche alla perdita e alla memoria.
In Amore spicca il fischio, mentre Rivoluzione contro presenta sonorità dissonanti e sovrapposizioni che rendono più inquieta la musica. Il tema principale, invece, richiama anche il passato irlandese di Mallory: i suoi ricordi introducono nel racconto messicano immagini e sentimenti lontani dalla rapina progettata da Juan Miranda.
Juan, interpretato da Rod Steiger, vorrebbe coinvolgere l’irlandese nell’assalto a una banca. L’incontro fra i due li porta però dentro gli avvenimenti della rivoluzione, e la musica accompagna i cambiamenti di tono del loro rapporto e della storia.
Perché la colonna sonora è rimasta famosa
Morricone mescola elementi insoliti per una partitura western: il nome ripetuto come una filastrocca, il fischio, la voce femminile e passaggi orchestrali più tesi. Sono suoni facili da riconoscere anche separati dalle immagini, ma nel film acquistano un significato preciso attraverso i personaggi e i loro ricordi.
Il contrasto fra leggerezza e malinconia è una delle ragioni della forza del tema. Una melodia che può sembrare spensierata al primo ascolto torna a risuonare in una storia segnata dalla violenza della rivoluzione, diventando parte dell’identità del film di Leone.