È morto Gil Gerard, capitano di Buck Rogers

L'attore statunitense si è spento in Georgia a 82 anni dopo una lunga malattia. Il suo Buck Rogers ha segnato la fantascienza televisiva tra gli anni '70 e '80.

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Autore: Redazione ,
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La notizia della scomparsa di Gil Gerard, avvenuta domenica 14 dicembre all'età di 82 anni, riporta alla memoria di un'intera generazione il volto sorridente e ironico del capitano Buck Rogers, l'eroe spaziale che negli anni a cavallo tra Settanta e Ottanta conquistò il pubblico televisivo internazionale. L'attore statunitense si è spento in Georgia dopo una lunga battaglia contro una forma rara e aggressiva di cancro, come ha comunicato la moglie Janet attraverso i social media. La sua figura rappresenta un'epoca della fantascienza televisiva caratterizzata da un approccio più leggero e avventuroso rispetto alle produzioni contemporanee.

Gilbert Cyril Gerard, questo il suo nome all'anagrafe, era nato a Little Rock, in Arkansas, il 23 gennaio 1943. Il percorso che lo condusse al successo televisivo fu tutt'altro che scontato: dopo aver lasciato la sua città natale per trasferirsi a New York, l'aspirante attore dovette mantenersi guidando un taxi notturno mentre frequentava corsi di recitazione. Gli anni Settanta lo videro protagonista di oltre 400 spot pubblicitari e di ruoli nella soap opera "I dottori", dove recitò dal 1973 al 1976, costruendo gradualmente la propria presenza nel panorama televisivo americano.

Il ruolo che avrebbe definito la sua carriera arrivò con una certa dose di esitazione da parte sua. Gerard aveva osservato con attenzione quello che era accaduto ad Adam West dopo l'interpretazione di Batman e temeva di rimanere intrappolato in un personaggio da fumetto, senza possibilità di evoluzione artistica. Tuttavia il film pilota "Buck Rogers nel 25° secolo", distribuito nelle sale cinematografiche nel 1979, si rivelò un successo commerciale inaspettato, entrando tra i 25 maggiori incassi dell'anno negli Stati Uniti e aprendo la strada alla serie televisiva prodotta da Universal Television e Glen A. Larson.

La serie "Buck Rogers in the 25th Century", trasmessa dalla rete Nbc dal 1979 al 1981, cavalcava l'onda dell'entusiasmo per la fantascienza generato dal fenomeno Star Wars. La trama seguiva le avventure di un pilota della Nasa ibernato accidentalmente e risvegliato cinquecento anni dopo, in un mondo ricostruito dopo una guerra nucleare. Accanto a Erin Gray nel ruolo della colonnella Wilma Deering e al robot Twiki, Gerard costruì un eroe profondamente diverso dagli archetipi del genere.

Il mio personaggio non era rigido né invincibile

"Risolveva i problemi sul momento", spiegò l'attore in un'intervista del 2017, sottolineando come il suo Buck Rogers fosse spiritoso, umano e capace di cavarsela con l'intelligenza più che con la forza bruta. Questa caratterizzazione contribuì a rendere il personaggio più accessibile e simpatico al grande pubblico, distinguendolo dai supereroi monodimensionali che popolavano gli schermi dell'epoca.

Dopo la conclusione di "Buck Rogers", Gerard continuò a lavorare con costanza nel settore televisivo e cinematografico. Nel 1977, prima della fama spaziale, aveva già partecipato al film catastrofico "Airport '77" e aveva ideato e prodotto "Hooch". Gli anni successivi lo videro impegnato in numerose produzioni tra cui "Sidekicks", "Earth Force" e la longeva soap opera "Il tempo della nostra vita". Una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo risale al 2016, quando partecipò al film "The Nice Guys" al fianco di Ryan Gosling e Russell Crowe.

La vita privata dell'attore fu segnata da complessità e sfide personali. Sposato cinque volte, ebbe un figlio dall'attrice Connie Sellecca, con cui fu legato dal 1979 al 1987. Gerard non nascose mai le proprie battaglie contro le dipendenze da alcol, droga e soprattutto dal cibo, problemi che secondo le sue stesse dichiarazioni gli costarono oltre un milione di dollari in opportunità lavorative perse. La sua lotta contro l'obesità durò decenni e culminò nel 2007 con un intervento di bypass gastrico, esperienza che documentò nel film "Action Hero Makeover".

Nonostante le difficoltà attraversate, l'attore mantenne fino all'ultimo un atteggiamento positivo verso l'esistenza. In uno dei suoi ultimi messaggi pubblici scrisse parole che rivelano una profonda accettazione del proprio percorso: "La mia vita è stata un viaggio incredibile. Le opportunità, le persone incontrate e l'amore dato e ricevuto hanno reso questi 82 anni profondamente appaganti". L'invito finale ai suoi fan fu di non sprecare tempo in ciò che non entusiasma o non dà amore, concludendo con un saluto che richiama il suo ruolo più famoso: "Ci vediamo da qualche parte nel cosmo".

L'eredità artistica di Gerard rimane legata indissolubilmente a quel capitano Buck Rogers che rappresentò per molti spettatori un'introduzione alla fantascienza televisiva, un eroe capace di affrontare il futuro con un sorriso e senza prendersi troppo sul serio, in un'epoca in cui il genere stava cercando nuove forme espressive dopo l'esplosione del fenomeno cinematografico della guerra stellare.

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