Crans-Montana, parla l'ex gestore: "Scala non andava ridotta"

L'ex gestore del locale racconta: "Quando era un pub controllavo personalmente gli estintori". Il cambio d'uso in discoteca ha modificato l'approccio alla sicurezza.

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Autore: Redazione
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La tragedia che ha colpito Torino nella notte tra sabato e domenica ha riportato alla luce una storia paradossale e amara. L'uomo che per anni ha gestito quello spazio, oggi teatro di una delle più gravi tragedie della movida italiana, racconta con voce spezzata come quella struttura avesse avuto un passato completamente diverso. Quando era lui a occuparsene, il locale funzionava come pub e la sicurezza rappresentava una priorità assoluta nella gestione quotidiana.

"Controllavo personalmente gli estintori", ha dichiarato l'ex gestore, ancora sotto shock per quanto accaduto. Una frase che suona come un'accusa implicita verso chi è venuto dopo, trasformando radicalmente la natura dell'attività. Il cambio di destinazione d'uso, da pub tradizionale a locale notturno ad alta affluenza, ha evidentemente modificato non solo l'atmosfera ma anche l'approccio alla sicurezza antincendio.

Gli investigatori stanno proprio cercando di ricostruire questo passaggio cruciale nella storia del locale. La domanda centrale è se le misure di sicurezza siano state aggiornate in modo adeguato rispetto al nuovo tipo di attività e al numero di persone che poteva ospitare. Il rispetto delle normative antincendio diventa ancora più stringente quando un esercizio commerciale aumenta la propria capienza e modifica le modalità di fruizione degli spazi.

Prima era un pub, controllavo gli estintori

La testimonianza dell'ex proprietario acquista un valore particolare nell'inchiesta in corso. Chi conosceva bene quegli spazi, la loro conformazione e le vie di fuga, può fornire elementi preziosi per comprendere cosa sia cambiato nel corso del tempo. Le autorità stanno passando al setaccio tutta la documentazione relativa ai vari passaggi di gestione, cercando di stabilire quando e come siano state modificate le condizioni di sicurezza.

Il dramma solleva interrogativi pesanti sulla trasformazione dei locali pubblici nelle città italiane. Spesso gli spazi vengono riconvertiti per seguire le mode e le richieste del mercato, ma non sempre questa evoluzione si accompagna a un adeguamento delle strutture di sicurezza. La differenza tra un pub con un certo tipo di clientela e un locale notturno affollato è sostanziale in termini di rischi e necessità di prevenzione.

Mentre Torino piange le vittime della strage e i feriti lottano tra la vita e la morte negli ospedali della città, le parole dell'ex gestore risuonano come un monito. La nostalgia per un tempo in cui la sicurezza era garantita si mescola all'amarezza per una tragedia che, forse, poteva essere evitata. Le indagini dovranno chiarire se e quando siano state disattese le norme di prevenzione incendi che avrebbero dovuto proteggere chi frequentava quel luogo.

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