Federica Torzullo, il padre di Claudio si scusa per le bugie

Le indagini sul femminicidio di Federica Torzullo hanno escluso il coinvolgimento del padre dell'omicida, che aveva riferito informazioni false ricevute dal figlio.

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Autore: Redazione ,
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L'inchiesta sul femminicidio di Federica Torzullo ha attraversato una fase delicata in cui gli investigatori hanno dovuto verificare il possibile coinvolgimento del padre dell'omicida nel crimine. Pasquale Carlomagno, 69 anni, titolare di un'azienda di smaltimento terra dove lavorava anche il figlio, si era trovato involontariamente al centro dei sospetti dopo aver fornito ai carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia informazioni che non corrispondevano alla realtà dei fatti. Le indagini hanno però chiarito che l'anziano padre aveva semplicemente riferito quanto raccontato dal figlio Claudio, 45 anni, che aveva tentato di costruirsi un alibi coinvolgendolo a sua insaputa.

La ricostruzione degli eventi di quella drammatica mattinata del 9 gennaio ad Anguillara Sabazia ha rivelato dettagli inquietanti. Le telecamere di sorveglianza hanno registrato l'arrivo di Pasquale Carlomagno con il suo furgone sotto l'abitazione della coppia alle 7.17, proprio mentre all'interno si stava consumando il delitto. L'uomo è sceso dal veicolo, ha oltrepassato il cancello e secondo alcune fonti avrebbe suonato il citofono due volte senza ricevere risposta, per poi tornare al furgone e ripartire dopo pochi minuti.

La tempistica degli eventi assume contorni ancora più drammatici se confrontata con quanto emerso dalla confessione dell'assassino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Claudio Carlomagno aveva ucciso la moglie intorno alle 6.40 del mattino, circa mezz'ora prima dell'arrivo del padre. Alle 7.35, mentre l'anziano genitore si era già allontanato, il 45enne usciva dall'abitazione con il corpo senza vita di Federica Torzullo nascosto nel bagagliaio della sua auto.

Il padre aveva ripetuto le bugie del figlio agli investigatori

L'ordinanza del giudice per le indagini preliminari che ha disposto l'arresto di Carlomagno contiene il riferimento al transito di Pasquale in via Costantino quella mattina, un elemento che dovrà essere ulteriormente chiarito. Le autorità hanno convocato nuovamente sia lui che la moglie per oggi, 22 gennaio, per raccogliere ulteriori dettagli su quella visita e sul rapporto con il figlio nelle settimane precedenti al femminicidio.

Emerge un quadro familiare complesso e segnato da profonde fratture. I rapporti tra i genitori e Claudio erano praticamente interrotti da quattro anni, nonostante l'avessero accolto in casa dopo il sequestro dell'appartamento dove viveva con la vittima. La madre ha raccontato agli investigatori che il figlio aveva rapporti esclusivamente con la famiglia di Federica, che lo considerava "come un altro figlio", un paradosso doloroso alla luce di quanto poi accaduto.

Di fronte all'orrore del crimine commesso dal loro congiunto, i genitori di Carlomagno hanno affidato a un messaggio la loro vergogna e il loro dolore. "Scusateci per quello che ha fatto nostro figlio" hanno dichiarato, parole che esprimono tutta la sofferenza di chi si trova a dover fare i conti con un gesto atroce compiuto da un familiare. La loro posizione, inizialmente ambigua agli occhi degli investigatori, è stata chiarita dalle indagini che hanno dimostrato come fossero stati strumentalizzati dal 45enne nel suo tentativo di depistare le forze dell'ordine.

Il caso ha sollevato interrogativi anche sulla dinamica degli alibi costruiti dagli omicidi e sul coinvolgimento inconsapevole di terzi. La strategia di Claudio Carlomagno di utilizzare il padre per avvalorare una falsa versione dei fatti dimostra la premeditazione e la lucidità con cui ha agito, elementi che emergeranno pienamente nel corso del processo a suo carico per il femminicidio di Federica Torzullo.

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