Gatchaman: Jinpei-Henshin arriva da Mad Cave

Mad Cave Studios presenta le uscite di gennaio 2026: Gatchaman, Where Does The Rainbow End, Astro Quantum #1 e nuove graphic novel.

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Autore: Redazione ,
Libri e fumetti
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Il panorama dei fumetti occidentali si arricchisce di una proposta particolarmente interessante per gli appassionati di crossover tra cultura nerd giapponese e comics americani. Mad Cave Studios, casa editrice indipendente sempre più rilevante nel mercato statunitense, ha svelato il suo ricco catalogo di uscite per gennaio 2026, con un titolo che spicca su tutti per la sua natura inedita e il team creativo coinvolto: un one-shot dedicato a Gatchaman, il leggendario franchise mecha/sentai creato da Tatsuo Yoshida per la Tatsunoko Production negli anni '70. Si tratta di un'operazione culturale significativa che porta una proprietà intellettuale giapponese iconico nel formato del fumetto americano, affidandola a mani esperte come quelle di Tommy Lee Edwards e Daniel Hansen.

Gatchaman: Jinpei - Henshin rappresenta un esperimento audace nel panorama dei comics ispirati agli anime, concentrandosi sul membro più giovane del Science Ninja Team, Jinpei (noto in alcune versioni occidentali come Keyop), in un'avventura standalone che strizza l'occhio al tech-horror. La trama vede il Professor Toxoid, nuovo villain della famigerata organizzazione Galactor, infettare la God Phoenix con un virus bio-meccanico che letteralmente fonde Ken il Gufo, Jun il Cigno, Joe il Condor e Ryu la Rondine alle loro postazioni di controllo. Mentre un mostruoso Mecha-Beast devasta il porto di South City, l'unico membro del team ancora libero di agire è proprio Jinpei, armato solamente di un rocchetto di filo, nervi saldi e l'ingegno ninja-scientifico tipico della serie.

Il one-shot promette battaglie esplosive e un finale con la leggendaria Firebird, elemento iconico del franchise che i fan storici di Gatchaman (conosciuto in Italia come "La Battaglia dei Pianeti" nella sua versione adattata) riconosceranno immediatamente. La scelta di Tommy Lee Edwards sia come sceneggiatore che come cover artist è particolarmente azzeccata: il veterano americano, noto per il suo lavoro su Batman, The Question e numerosi progetti Vertigo, porta una sensibilità matura e visivamente potente perfetta per reinterpretare un classico anni '70. Daniel Hansen agli interni completa un team creativo che promette di rispettare l'eredità della serie originale pur modernizzandone l'estetica. L'albo sarà disponibile dal 21 gennaio 2026 al prezzo di 6.99 dollari.

Quando la God Phoenix viene infettata da un virus bio-meccanico, solo il più giovane membro del team può salvare i suoi compagni dalla fusione con le loro stazioni di controllo

Tra le altre novità di gennaio spicca Astro Quantum #1, primo capitolo di una miniserie in cinque numeri firmata da Andrea Mutti e Arturo Fabra che strizza l'occhio al classico "Moby Dick" in chiave fantascientifica. Il giovane Ishmaeel, abbandonato sul mondo tossico di Maku, trova un alleato inaspettato nell'esiliato Soliumite Quee-Keg, e insieme intraprendono un viaggio attraverso bazar sotterranei e creature brutali per guadagnarsi un posto a bordo della leggendaria astronave PEKUOD, specializzata nella caccia ai Molok. Una space opera che promette di mescolare survival, ribellione e destino in una saga epica tra le stelle, disponibile dal 28 gennaio al prezzo di 4.99 dollari.

Particolarmente intrigante per chi apprezza le contaminazioni tra estetica manga e fumetto occidentale è Where Does The Rainbow End #1, opera di Stefano Cardoselli e Francesca Perillo che rappresenta il prequel della loro acclamata serie "Love Me: A Romance Story". La miniserie in quattro numeri, in arrivo il 14 gennaio, racconta di Gilda, bambina abbandonata e cresciuta dai robot nel Rainbow Sector dopo essere stata trovata nella Cacace Bros. Robot Dump. Protetta dal mondo esterno e dalla pericolosa Dark Cage dove vivono i robot più ostili, Gilda scopre di possedere l'abilità di riparare le macchine, attirando l'attenzione di un violento robot che vuole sfruttare il suo talento per scopi sinistri. Il duo creativo, già noto per "Don't Spit In The Wind" e "Long Cold Winter", promette un'esplorazione visivamente potente di temi come l'identità e l'appartenenza in una società post-umana.

Il catalogo di gennaio si completa con diverse graphic novel tra cui "Don't Forget Your Briefcase", "Mary Shelley", "Bytchcraft", "Vanishing Point", "Spectrum", "My Soul Mate", "Cyber Phoenix" e il quarto volume di "Scoop". La varietà dell'offerta dimostra come Mad Cave Studios continui a posizionarsi come editore capace di spaziare tra generi e sensibilità diverse, dall'omaggio ai classici anime all'horror tecnologico, dalla fantascienza epica alle storie intimiste. Per il mercato italiano, queste opere rappresentano potenziali acquisizioni interessanti per editori come Panini Comics o Edizioni BD, sempre attenti alle novità del panorama indipendente americano che possano arricchire il catalogo con proposte alternative ai soliti big two Marvel e DC.

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