Un brutto incidente ha colpito uno dei volti più amati della televisione italiana: Marco Giallini, protagonista assoluto di Rocco Schiavone, è caduto ad Aosta rompendosi una gamba, mettendo a serio rischio le riprese della settima stagione della fortunata serie di Rai Due. L'attore romano, classe 1963, si trovava appena fuori dall'hotel Duca d'Aosta — dove soggiornava durante le riprese — quando, attraversando piazza Chanoux, il salotto buono del capoluogo valdostano, ha inciampato sul rialzo del sagrato ed è caduto rovinosamente a terra. Una mattinata tranquilla, una passeggiata verso un caffè con un amico, e il destino ha cambiato i piani di tutti.
I soccorsi del 118 sono arrivati rapidamente: alle 8:15 Giallini è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Parini di Aosta, dove nel primo pomeriggio i medici lo hanno operato per ridurre una frattura al collo del femore. Un intervento delicato, che ha fatto immediatamente scattare l'allarme in Rai: le riprese della settima stagione erano iniziate da appena un paio di settimane, a inizio marzo, e ora la produzione è costretta a riorganizzare completamente il lavoro sul set.
Tra i primi a correre in ospedale, i compagni di set che nella serie interpretano gli amici storici del vicequestore romano: Furio Lattanzi, ovvero l'attore Mirko Frezza, e Tullio Sorrentino nel ruolo di Brizio. Le foto della visita affettuosa hanno fatto rapidamente il giro dei social, diventando un simbolo di solidarietà tra colleghi e commuovendo i tanti fan della serie.
C'è una certa ironia nel fatto che sia proprio Aosta il teatro di questa disavventura, perché Giallini con il capoluogo valdostano ha un rapporto speciale — quasi opposto a quello del suo personaggio. Come ha raccontato più volte l'autore dei romanzi originali, il giallista Antonio Manzini: «Rocco non sopporta Aosta, non la sopporterà mai. Non è abituato, non ci si abituerà mai finché campa». Nella realtà, invece, l'attore romano è tutt'altra cosa: «Giro qui da 10 anni, mi sono affezionato a questa città», ha dichiarato Giallini, che ha persino imparato qualche parola di patois, il dialetto franco-provenzale locale, ed è diventato un habitué delle partite di hockey su ghiaccio dell'Aosta, accompagnato da Massimo Perla, l'addestratore cinofilo di Lupa, il cane di Schiavone nella serie.
La produzione di Rocco Schiavone utilizza Aosta non solo come sfondo narrativo ma come set vivo e partecipato: dalle riprese davanti al palazzo regionale — usato per ambientare una protesta ambientalista — ai locali pubblici cittadini, fino a un evocativo laboratorio di tassidermista con animali impagliati. La città è ormai parte integrante dell'identità visiva della serie, che dalla sua prima stagione ha costruito un legame profondo con il territorio valdostano.
Quella di questa settimana non è, peraltro, la prima volta che Marco Giallini affronta un momento difficile nella sua vita. Nel 2007, molto prima che Rocco Schiavone lo portasse alla ribalta televisiva, l'attore rimase vittima di un gravissimo incidente in moto: riportò ben 52 fratture in tutto il corpo e finì in terapia intensiva, lottando per settimane prima di riuscire a rimettersi e tornare sul set. Quella straordinaria resilienza è parte integrante della storia di un artista che ha costruito la sua carriera con tenacia: dalla bottega di imbianchino, alla scuola teatrale La Scaletta di Roma, fino al successo cinematografico con Romanzo criminale nel 2008, i successi di critica con Perfetti sconosciuti e poi la popolarità televisiva con il burbero vicequestore romano più famoso d'Italia.
Ora tutte le attenzioni sono puntate sui tempi di recupero post-operatorio e sulle decisioni della Rai riguardo alla settima stagione. La produzione sta valutando come riorganizzare il piano di lavoro sul set, ma la speranza dei fan — e della troupe — è che Rocco Schiavone possa tornare in Valle d'Aosta quanto prima, con il suo interprete in forma e pronto a fare quello che sa fare meglio: rendere indimenticabile un personaggio che, a differenza del suo attore, continuerà probabilmente a non sopportare quella città che invece lo ha già nel cuore.
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