Giletti avverte Ranucci: "La verità dalle carte"

Una presunta chat tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci scatena polemiche su Giletti. Smentite, repliche e annunci di azioni legali alimentano il caso.

Immagine di Giletti avverte Ranucci: "La verità dalle carte"
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 57''
Fonte

Il mondo del giornalismo italiano è scosso da un caso che intreccia presunti messaggi privati, accuse di manipolazione e tensioni tra colleghi. Al centro della vicenda c'è Massimo Giletti, conduttore de Lo Stato delle Cose su Rai 3, finito suo malgrado in una presunta conversazione WhatsApp tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci, volto storico di Report. Secondo quanto pubblicato da Il Giornale, in questi messaggi si farebbe riferimento al giornalista piemontese come appartenente a una "lobby gay", scatenando immediate smentite, repliche e annunci di azioni legali che promettono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

La bomba è esplosa il 31 gennaio scorso quando Rita Cavallaro ha firmato un articolo sul quotidiano diretto da Tommaso Cerno, riportando estratti di una chat risalente al 17 settembre 2024. Quel giorno, dopo un intervento di Cerno a L'Aria Che Tira su La7 in cui criticava Maria Rosaria Boccia – all'epoca protagonista del caso Sangiuliano – l'imprenditrice avrebbe scritto a Ranucci definendo il direttore del Giornale "davvero scandaloso". La risposta attribuita al conduttore di Report sarebbe stata lapidaria: "Quello è un altro del giro... giro gay, pericolosissimo".

Lo scambio sarebbe proseguito con Boccia che tirava in ballo Alfonso Signorini e un misterioso "signor B.", ottenendo conferme dall'interlocutore. Il nome finale della lista? Proprio Massimo Giletti. Una rivelazione che ha innescato un effetto domino, con il senatore Maurizio Gasparri che ha pubblicamente accusato Ranucci di frasi omofobe, mentre il diretto interessato respingeva con forza ogni addebito attraverso i social.

"Questa settimana avrò le carte di quello che si sono scambiati per vedere se ha ragione lui o ha ragione il direttore Tommaso Cerno"

La difesa di Sigfrido Ranucci si è articolata su due fronti: da un lato la denuncia di una manipolazione dei messaggi, dall'altro la rivelazione di un nome cruciale che sarebbe stato omesso dalla pubblicazione. Secondo il giornalista Rai, nella conversazione si parlava di Marco Mancini, figura legata ai servizi segreti e amico sia di Cerno che della giornalista Cavallaro. Questo particolare, sostiene Ranucci, avrebbe completamente cambiato il senso del suo riferimento a Giletti, che "nulla aveva a che fare con frasi omofobe". Il Giornale ha immediatamente replicato pubblicando quella che definisce la conversazione integrale e negando qualsiasi censura.

Lunedì 2 febbraio, durante l'apertura de Lo Stato delle Cose, Giletti ha affrontato pubblicamente la questione con la consueta determinazione. Il conduttore ha rivelato che Ranucci gli avrebbe scritto privatamente per rassicurarlo che si tratta di "tutta una montatura, tutto manipolato", esprimendogli solidarietà. Tuttavia, fedele alla sua cifra stilistica investigativa, Giletti ha sottolineato: "Io ho sempre guardato le carte". L'annuncio più significativo riguarda proprio la documentazione che il giornalista piemontese afferma di essere in procinto di acquisire nel giro di pochi giorni.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni nel panorama dell'informazione italiana, con Maria Rosaria Boccia che negli ultimi mesi è stata al centro di numerose polemiche mediatiche dopo il caso che ha portato alle dimissioni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il suo nome continua a riemergere in vari contesti giornalistici, alimentando interrogativi sulla natura dei suoi rapporti con esponenti del mondo dell'informazione.

Ora tutti gli occhi sono puntati sulle "carte" che Giletti promette di esibire nelle prossime puntate del suo programma su Rai 3. Se davvero il conduttore riuscirà a ottenere la documentazione completa dello scambio WhatsApp tra Boccia e Ranucci, potrebbe far luce definitivamente sulla veridicità delle conversazioni pubblicate e sul loro reale contenuto. Una questione che va oltre il gossip giornalistico, toccando temi delicati come la privacy delle comunicazioni, l'etica professionale e l'uso strumentale di messaggi privati nel dibattito pubblico. La guerra delle carte tra colleghi è appena iniziata.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!