Il giorno in cui la tasca iniziò a comandare il mondo

Il 29 giugno 2007, alle 18:00 ora locale, Apple mise in vendita il primo iPhone negli Apple Store degli Stati Uniti: iniziava commercialmente l’era dello smartphone totale.

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Autore: Redazione ,

Il 29 giugno 2007, alle 18:00 ora locale, Apple mise in vendita il primo iPhone negli Apple Store degli Stati Uniti: iniziava commercialmente l’era dello smartphone totale.

Cosa successe davvero il 29 giugno 2007?

Il primo iPhone arrivò nei negozi statunitensi il 29 giugno 2007 con prezzi di 499 dollari per il modello da 4 GB e 599 dollari per quello da 8 GB. La vendita partì alle 18:00 ora locale negli Apple Store e in negozi selezionati AT&T, con contratto biennale richiesto.

Steve Jobs lo aveva presentato il 9 gennaio 2007 al Macworld Conference & Expo di San Francisco come telefono, iPod widescreen e dispositivo Internet in un solo oggetto. Il primo modello, poi chiamato iPhone 2G, iPhone EDGE o Original iPhone, aveva display multi-touch da 3,5 pollici, fotocamera da 2 megapixel, Wi-Fi, Bluetooth e rete EDGE: non aveva App Store nativo al lancio.

Il punto centrale fu l’interfaccia: Apple tolse la tastiera fisica come centro dell’esperienza e mise il dito dell’utente al posto dello stilo. Quel gesto rese il telefono una superficie di lettura, scrittura, ascolto, navigazione, gioco e memoria personale.

Cosa è cambiato dal 2007 a oggi?

Dal 2007 a oggi lo smartphone è diventato l’infrastruttura quotidiana della cultura digitale. Secondo DataReportal, nel report Digital 2025 pubblicato a febbraio 2025, 5,78 miliardi di persone usavano un telefono mobile e gli smartphone rappresentavano quasi l’87% dei dispositivi mobili in uso nel mondo.

La rete è cambiata insieme al telefono. Sempre nel Digital 2025 Global Overview Report, gli utenti Internet globali erano 5,56 miliardi all’inizio del 2025, mentre le identità social media erano 5,24 miliardi. La fotografia personale, la messaggistica, la musica, i video brevi e le notizie sono confluiti nello stesso schermo.

Nel maggio 2026, StatCounter stimava che il traffico web globale per piattaforma fosse 50,29% mobile, 48,24% desktop e 1,48% tablet. Nello stesso mese, tra i sistemi operativi mobili, Android era al 68% e iOS al 31,94%: il mercato nato dopo l’iPhone si è stabilizzato in un duopolio.

L’App Store, aperto nel luglio 2008, completò la trasformazione. Apple comunicò il 14 luglio 2008 oltre 10 milioni di download nel primo weekend e più di 800 applicazioni disponibili: da lì nacquero ride-hailing, social mobile-first, editing fotografico istantaneo, banking da tasca e consumo culturale continuo.

Cosa sarebbe successo se l’iPhone fosse rimasto un prodotto di nicchia?

Apple vende bene nel weekend di lancio, poi rallenta. Il prezzo resta alto, AT&T diventa un collo di bottiglia, gli sviluppatori accettano con freddezza l’idea delle web app e nel 2008 l’App Store arriva più piccolo, più cauto, meno redditizio.

Nokia, BlackBerry e Microsoft guadagnano tempo. I telefoni restano strumenti segmentati: il manager scrive email sulla tastiera fisica, l’adolescente manda SMS, il fotografo occasionale porta una compatta, il navigatore satellitare rimane incollato al parabrezza. La tasca contiene oggetti diversi, ancora separati.

I social network crescono in modo più desktop. Facebook resta legato al computer più a lungo, Instagram nasce tardi o nasce come servizio fotografico per fotocamere connesse, TikTok trova un terreno meno pronto perché manca una generazione abituata a filmare, montare e pubblicare in verticale in pochi secondi.

La politica digitale cambia ritmo. Le piazze connesse degli anni Dieci esistono, ma circolano più lentamente: meno dirette, meno notifiche, meno immagini girate da passanti. La notizia urgente arriva prima sui portali, poi sui telefoni; la testimonianza visiva perde minuti decisivi, e quei minuti cambiano agenda, indignazione, propaganda.

Anche l’economia urbana segue un’altra strada. Senza smartphone totale, Uber, consegne on demand, pagamenti contactless e mappe vive crescono come servizi per utenti avanzati, non come abitudini di massa. Le città restano meno tracciate, meno ottimizzate, meno dipendenti dalla posizione in tempo reale.

Il risultato estremo è un presente più frammentato: più computer portatili, più navigatori, più lettori musicali, più fotocamere compatte, più tempo morto non monetizzato dalle piattaforme. La cultura pop sarebbe meno verticale, meno istantanea, meno misurabile; anche l’ansia da notifica avrebbe una storia più breve e più debole.

La realtà è andata diversamente: il primo iPhone non rimase una curiosità, e oggi lo smartphone è la protesi ordinaria con cui milioni di persone leggono, fotografano, pagano, discutono, ascoltano, guardano e ricordano.

Quando fu presentato il primo iPhone?

Il primo iPhone fu presentato da Steve Jobs il 9 gennaio 2007 al Macworld Conference & Expo di San Francisco. La vendita negli Stati Uniti iniziò solo il 29 giugno 2007.

Il primo iPhone aveva già l’App Store?

No: il primo iPhone uscì nel 2007 senza App Store nativo. Il negozio di app arrivò nel luglio 2008 e rese scalabile l’ecosistema software dell’iPhone.

Perché il primo iPhone fu così importante?

Il primo iPhone fu importante perché unì telefono, Internet, musica, foto e interfaccia multi-touch in un dispositivo di massa. Da quel modello partì la forma dominante dello smartphone contemporaneo, ancora oggi centrata su schermo, app e servizi connessi.

Fonti: Apple Newsroom, 28 giugno 2007, https://www.apple.com/newsroom/2007/06/28iPhone-Premieres-This-Friday-Night-at-Apple-Retail-Stores/ ; Apple Newsroom, 9 gennaio 2007, https://www.apple.com/newsroom/2007/01/09Apple-Reinvents-the-Phone-with-iPhone/ ; Apple Newsroom, 14 luglio 2008, https://www.apple.com/newsroom/2008/07/14iPhone-App-Store-Downloads-Top-10-Million-in-First-Weekend/ ; DataReportal Digital 2025, https://datareportal.com/reports/digital-2025-global-overview-report ; StatCounter, maggio 2026, https://gs.statcounter.com/platform-market-share/desktop-mobile-tablet/worldwide/ e https://gs.statcounter.com/os-market-share/mobile/worldwide/ .

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